Uno spartito per la mano destra

Uno spartito per la mano destra

di Alfonso Musci

– Hai visto il Foglio che pubblica l’intervento di Renzi al gruppo Pd? Il testo non è male, anche l’analisi del Grillismo e della diaspora a sinistra, però l’errore di fondo resta quello di voler inseguire e riempire la crisi della destra piuttosto che quella della sinistra; come dire: “andiamo a tappare il buco dove la perdita è più grossa”. Si tratta di una soluzione provvisoria perché alla fine il vero buco lo tapperà, e non in modo provvisorio, la destra vera, quella di cui scrive Cazzullo sul Corriere; a quel punto il capolavoro sarà quello di aver fatto supplenza alla destra lasciando che la sinistra deflagrasse. È come se in questo paese l’agenda culturale e politica la stia dettando la destra (sia pure in crisi) e la bravura di Renzi è quella di spostare l’asse verso destra per fermare un processo di ricambio, lasciando disperdere un patrimonio di consenso a sinistra. Poi ci sono i limiti seri della sinistra di cui sappiamo: un antiberlusconismo sostituito tout court con l’antirenzismo e nel mezzo l’incapacità di pensare il presente e la modernizzazione possibile del paese.

Nella foto: Matteo Renzi

Nella foto: Matteo Renzi

 

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