TOSCANA TERRA DI DIRITTI

TOSCANA TERRA DI DIRITTI

Immaginate di voler arrivare al mare, però davanti a voi c’è una montagna che nessuno ha mai osato scalare. Le opzioni sono due: o si continua a non andare al mare o ci si equipaggia di tante energie e si comincia a scalare la montagna. Si traccia un sentiero; utile, anzi utilissimo, anche per chi verrà dopo di noi. La nostra Regione in questi anni ha segnato diversi percorsi verso altre direzioni. Battaglie di civiltà per l’affermazione di diritti sacrosanti, bisogni per troppo tempo lasciati senza risposte o, ancor peggio, nascosti, come lo sporco, sotto il tappeto. Toscana in zona avanguardia, Toscana apripista, Toscana terra dei diritti.
Penso alla legge sulla cannabis terapeutica, a quella sul contrasto al gioco d’azzardo patologico; all’impegno a promuovere una normativa nazionale che riconosca professionalmente la figura dell’assistente sessuale per disabili. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, siamo stati i primi anche a regolamentare, attraverso una delibera della giunta regionale, la fecondazione medicalmente assistita eterologa; garantendo in questo modo alle coppie infertili la possibilità di avere un figlio. Chi mi conosce lo sa: sono tutti temi sui quali in questi anni ho concentrato buona parte del mio impegno politico. La strada è stata irta di ostacoli ma su diverse questioni, grazie anche alla collaborazione di tante persone, siamo riusciti a sgomberare la strada da tanti pregiudizi. Non solo, in alcuni casi, siamo addirittura arrivati al mare!
CANNABIS TERAPEUTICA – Uso terapeutico della cannabis e dei farmaci derivati. In Toscana ce l’abbiamo fatta. Quando con Alessia Ballini, collega e amica carissima, iniziammo questo cammino le reticenze, lo scetticismo sull’argomento furono davvero palpabili. Un passo alla volta, tanto impegno, poi finalmente nel 2012 il consiglio regionale ha approvato la prima legge regionale in materia. La cannabis può essere somministrata ed è in grado di donare effetti benefici in percorsi palliativi e in terapie per il trattamento del dolore oncologico e per diverse patologie: sclerosi multipla, lesioni spinali, pazienti affetti da cancro o Aids, e per disturbi come ansia e anoressia. Dal 2007 la cannabis è stata introdotta, grazie a un decreto del ministro Livia Turco, nella tabella dei farmaci del Ministero della Salute, ma con procedura di importazione da Canada e Olanda. Noi, attraverso la nostra normativa, abbiamo uniformato e semplificato l’accesso a questo tipo di terapie, con l’obiettivo anche di abbattere costi e tempi di attesa. Dopodiché, grazie alle ultime modifiche approvate dall’assemblea toscana si è ulteriormente agevolato l’iter: anche i medici di famiglia, in presenza di un piano dello specialista potranno prescrivere il farmaco, il quale potrà essere somministrato sia in ambito ospedaliero che domiciliare e distribuito in tutte le farmacie.
PRODUZIOE E COLTIVAZONE AL FARMACEUTICO MILITARE – La filiera corta della cannabis terapeutica di cui tante e tante volte ho parlato sarà sperimentata proprio in Toscana presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Rifredi. Che dire, capofila un’altra volta! Grazie al protocollo firmato a settembre dell’anno scorso dal Ministero della Salute e quello della Difesa, a breve partirà la coltivazione nella prima serra pilota e il successivo confezionamento del farmaco. Questo meccanismo permetterà di ridurre drasticamente i tempi di attesa e i costi, esagerati, dovuti all’importazione dall’estero; darà slancio alla ricerca scientifica e sarà una boccata d’ossigeno anche per la ripresa occupazionale del settore.
GIOCO D’AZZARDO – No slot a meno di 500 metri dalle scuole, dai luoghi di culto, dai centri di aggregazione sociale. Non solo, in Toscana, grazie alla nostra normativa per il contrasto alle ludopatie, oltre a vietare la promozione al gioco, incentiviamo le attività e il coordinamento di tutti quei soggetti coinvolti nel contrasto alla diffusione di questa piaga sociale. E per tenere sotto controllo il fenomeno e attuare al meglio le misure previste istituiamo anche un osservatorio regionale. Nella stessa direzione va anche l’iniziativa inserita all’interno della Finanziaria regionale 2015 che stabilisce delle agevolazioni fiscali sull’Irap (-0,5%) per i locali che tolgono le slot machine e un innalzamento (+0,3) per coloro che le mantengono. Quando di mezzo c’entrano la salute psico-fisica delle persone, i risparmi di una vita, la smania di non poterne più fare a meno, non stiamo più parlando di un gioco. La ludopatia è una patologia socialmente e culturalmente molto pericolosa, e purtroppo assai diffusa, specie in anni di crisi economica come quelli che stiamo attraversando. La Toscana, dotandosi di una legge in materia, ha adottato degli strumenti specifici e si è messa al fianco di tutte quelle realtà che lottano contro i tentacoli di questa creatura velenosa.
ASSISTENZA SESSUALE PER DISABILI – Svizzera, Danimarca, Svezia, Germania, Austria, Olanda, Spagna e Francia: sono ormai diversi i Paesi europei che hanno riconosciuto come una professione quella dell’assistente sessuale per disabili. Anche nel nostro Paese urge portare a termine il disegno di legge depositato in Senato da Sergio Lo Giudice, senatore Pd, e che prevede oltre al riconoscimento di questa professione anche l’istituzione di percorsi formativi e di elenchi a regionali. La Toscana si è messa in prima fila per promuovere in materia una svolta culturale assolutamente necessaria: lo abbiamo fatto grazie a una risoluzione, firmata anche dal Presidente della Regione Enrico Rossi, che intende sia promuovere la normativa nazionale sia intraprendere percorsi volti alla formazione di queste figure, e a valorizzarne il ruolo culturale e sociale. L’assistente sessuale aiuta le persone sia fisicamente che psicologicamente ad afferrare qualcosa di cui hanno bisogno per natura. In Toscana, ancora una volta, abbiamo sollevato da una coltre di silenzio un tema che coinvolge la vita di tante persone con diversi tipi di disabilità psico-fisiche: si tratta del diritto di poter vivere liberamente, e in questi casi grazie all’ausilio di un’assistente, la propria dimensione affettiva e sessuale.
FECONDAZIONE ETEROLOGA – Eliminare la discriminazione tra le coppie infertili. Dopo la decisione della Consulta del 9 aprile scorso di bocciare il divieto (previsto da alcuni commi della legge 40) di ricorrere a un donatore esterno nei casi di sterilità, nel Paese serviva qualcuno che rompesse le fila. Per troppi anni a causa di una restrizione normativa tante coppie sono state costrette ad andare all’estero per poter ricorrere alla donazione di ovociti e spermatozoi. Così ancora una volta la Regione Toscana grazie a una delibera approvata nel luglio scorso dalla Giunta ha aperto un varco e dato il via alla fecondazione assistita eterologa, nelle strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate. Inoltre, la delibera della giunta regionale traccia delle linee guida sul versante della tracciabilità, dell’anonimato e della privacy. A seguito della decisione della Toscana anche Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Umbria e Veneto hanno seguito il nostro esempio; la conferenza delle Regioni ha prodotto un documento in materia che riprende le regole varate dalla Toscana. Dopodiché è stato redatto un decreto ministeriale, il quale però non è stato ancora adottato poiché in attesa della normativa che disciplini la materia a livello nazionale.
Conclusioni…
Nel nostro Paese spesso succede che per materie legate ai diritti civili, alla libertà di scelta, si associa il fatto di affrontarle da un punto di vista legislativo a una spinta verso una totale liberalizzazione e deregolamentazione. In realtà è vero esattamente il contrario: laddóve ci sono delle regole, laddóve si riconosce che una determinata questione deve essere affrontata si gettano le basi per dei principi da rispettare, per una società responsabile e rispettosa delle diversità e dei diritti altrui. In Toscana abbiamo sempre fatto e faremo del nostro meglio per continuare a percorre questo affascinante sentiero di montagna.

di Enzo Brogi
Consigliere Regionale

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