“SIAMO TUTTI SFOLLATI”

“SIAMO TUTTI SFOLLATI”

Firenze, 19 giugno 2015- All’Ippodromo del Visarno, alle Cascine, è in corso il Concerto World Refugee Day, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, organizzato dall’Unchr. Si chiuderà a mezzanotte. Sul palco si stanno alternando artisti come Elisa, Piero Pelù, Brunori Sas e Gatti Mezzi. Conduce l’attore e doppiatore Francesco Pannofino. Ospite anche l’attore Alessandro Gassman, testimonial dell’Unchr.

Il ricavato servirà per donare ad un rifugiato il difficoltà un mese di acqua potabile. E’ la prima volta che l’iniziativa, alla quindicesima edizione, che finora si era sempre svolta a Roma, cambia sede. Gli organizzatori hanno scelto Firenze in segno di riconoscimento e di valorizzazione del “modello” d’accoglienza attuato in Toscana.

Il concerto è stato preceduto, nella mattinata, da un’altra significativa iniziativa, nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, la celebrazione ufficiale della giornata del rifugiato, con la partecipazione della Presidente della Camera Laura Boldrini (ex portavoce dell’Unchr), del Presidente toscano Enrico Rossi, del Sindaco di Firenze Dario Nardella, della Presidente dell’Anci regionale Sara Biagiotti, e i vertici dell’Unchr, la portavoce Carlotta Sami e il delegato per il Sud Europa Laurens Jolles.

Prima di Palazzo Vecchio, Enrico Rossi era stato a Pian d’Albero, tra i boschi del Pratomagno, dove il 20 giugno 1944 furono trucidati dalle truppe tedesche 39 tra partigiani e civili. La Giornata mondiale del rifugiato con l’emergenza immigrati di questi giorni, per Enrico Rossi, si tiene con l’eccidio di Pian d’Albero: sfollati durante l’occupazione nazifascista accolti nelle case degli italiani, sfollati oggi, costretti a lasciare il proprio paese per le guerre in atto e che dovrebbero essere accolti, sulla base dell’art. 10 della Costituzione nata dalla lotta di Resistenza.

Il convegno si apre con la lettura, da parte di Carlotta Sami, di un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “L’Italia – scrive Mattarella – sente alto e forte, da sempre, il dovere di solidarietà nei confronti di chi giunge nel nostro Paese, coltivando l’ispirazione e la speranza verso una vita più sicura e un avvenire per sè e per i propri figli. Il nostro Paese continuerà a fare quanto necessario per assicurare ai rifugiati e a coloro che chiedono asilo, un trattamento rispettoso dei diritti fondamentali e della dignità umana, con l’auspicabilmente crescente contributo dell’Unione Europea e della comunità internazionale”.

Interviene sul significato della giornata, nella sua e-news, anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che invita l’Europa ad abbandonare “la sua paura dei migranti”. Ed aggiunge: “Ogni volta che un italiano salva una vita sono sempre più orgoglioso di essere alla guida di un Paese che sta scrivendo una pagina di civiltà in mezzo a tanta demagogia. Ma che non può fare tutto da solo. Ne parleremo al consiglio europeo di venerdì 26 e anche all’Expo domani durante un incontro con Francois Hollande“.

Della svolta necessaria da parte dell’Europa si parlerà molto nel corso dell’iniziativa di Palazzo Vecchio. Che ha portato un po’ di chiarezza sui numeri, altissimi, di migranti, concentrati nei paesi quali Turchia e Libano, sostanzialmente bassi, di quelli che riescono a raggiungere l’Europa e l’Italia. Il là alla chiarezza lo dà la Presidente della Camera Laura Boldrini. “La Giornata mondiale del rifugiato – dice – dà la possibilità di fare un bilancio: il 2014 è stato un anno record e il bilancio è molto amaro perché nel mondo sono aumentate le persone costrette a lasciare le proprie case: 60 milioni, come l’intera popolazione dell’Italia”. “Non era mai accaduto dalla Seconda guerra mondiale, e questo – fa notare – succede perché continuano ad aumentare i conflitti, 15 quelli scoppiati negli ultimi anni, di cui, tra l’altro, si parla pochissimo”. Con una caratteristica: tantissimi quelli che riescono a fuggire, pochissimi quelli che riescono a rientrare. “Nel 2014 – dice Laura Boldrini – sono state solo 126 mila le persone che hanno potuto fare ritorno a casa”. Fa notare la Presidente della Camera: “Solo il 2% dei 4 milioni di profughi arriva in Europa”. Gli arrivi, nei primi sei mesi del 2015, sono stati 60.000 (un aumento del 2% rispetto all’anno scorso), che significa lo 0.1% della popolazione italiana. “La vera emergenza umanitaria – osserva – è un’altra, quella dei migranti morti: hanno perso la vita 1800 persone, contro le 123 dello scorso anno”.

A proposito di chiarezza dei numeri: Nella classifica dei paesi ospitanti, al primo posto si trova la Turchia (con 1,59 milioni di persone), seguita dal Pakistan (1,51 milioni) e dal Libano (1,15), dall’Iran, dall’Etiopia e dalla Giordania. Se si guarda al rapporto tra rifugiati e cittadini, il primato della “mano tesa” va al Libano: 232 rifugiati ogni mille abitanti, quasi uno su quattro. Per quanto riguarda l’Europa, su 1,7 milioni di richiedenti asilo nel mondo nel 2014, 173.000 lo hanno fatto in Germania. L’Italia non è, di fatto, in classifica. Per quelli che arrivano e che vogliono restare, osserva Laura Boldrini, “l’Italia deve rimanere fedele al proprio Dna, deve creare ponti, non erigere muri. Non deve essere avvelenata da quella parte del paese che su questo problema sta cercano di fondare le proprie fortune elettorali”.

“Penso – aggiunge Enrico Rossi, in un intervento molto in assonanza con quello di Laura Boldrini – che ci sia un pregiudizio ideologico. Saremmo più poveri senza gli immigrati, interi comparti economici si reggono grazie al loro lavoro. Bisogna alzare un muro, ma contro un argine che si basa sulla cultura del rifiuto”. E cita J.F. Kennedy, quando definisce gli Stati Uniti un Paese fondato sull’immigrazione. “Ma – osservava Kennedy, ricorda Rossi . – quanti problemi, quante sofferenze!”. Che però hanno forgiato il carattere di una nazione come gli Usa!

Nella foto: Stretta di mano tra Il Presidente della Camera e il Presidente della Toscana Enrico Rossi nel salone di rappresentanza del Palazzo della Giunta Regionale

Nella foto: Stretta di mano tra il Presidente della Camera Laura Boldrini e il Presidente della Toscana Enrico Rossi, nel salone di rappresentanza del Palazzo della Giunta Regionale.

E Rossi spiega, ancora una volta, il modello toscano: “Un modello d’accoglienza diffusa, dei piccoli centri, che funziona, che va supportato, anche e soprattutto da parte dello Stato. La Regione Toscana è una terra di accoglienza. Con accoglienza, insieme a sicurezza, risolviamo i problemi. C’è un pezzo della Toscana che funziona grazie all’immigrazione. I distretti, le campagne. Saremmo più poveri se non avessimo l’immigrazione”. Rossi non dimentica i 150 comuni toscani che “non hanno accolto ancora un immigrato, che bisogna richiamare alle loro responsabilità”.

In apertura era intervenuto anche il sindaco di Firenze Dario Nardella (che, alla fine dell’intervento consegnerà a Laura Boldrini il Sigillo della pace, uno dei riconoscimenti più importanti della città di Firenze): “In materia di immigrazione – dice Nardella- usciamo dall’equivoco che fa comodo a chi professa messaggi di violenza, confondendo l’accoglienza con l’illegalità: accoglienza significa rispondere a un obbligo morale. Non bisogna aver paura di dire queste cose, non bisogna vergognarsi di accogliere chi non ha più una casa e viene qua”. “Per quanto stretta – aggiunge Nardella – sono certo che esista la strada che tiene insieme politiche di legalità e lotta al crimine con l’accoglienza”. Sul tema, ha sottolineato il sindaco, “dobbiamo dire no alla violenta disumana polemica finalizzata solo a raccogliere un pugno di voti o di consenso”.

In mattinata, ricordavamo, prima di Palazzo Vecchio, il Presidente della Toscana era stato a Pian d’Albero per la commemorazione delle 39 vittime dell’eccidio nazista. Su cui aveva postato sul suo profilo Facebook: “Dal sacrificio di questi giovani nasce la nostra Costituzione e la nostra libertà. Da anni c’è un lavoro della destra italiana per cancellare la memoria storica e sminuire la Resistenza come atto fondativo della nostra Repubblica. Noi dobbiamo reagire perché non si parla solo del nostro passato ma del nostro futuro, di quale Italia e di quale Europa vogliamo costruire, Intendiamo lottare per un futuro di democrazia e di diritti, di solidarietà, eguaglianza e libertà. Cambiano gli strumenti ma per noi i valori e i principi restano gli stessi che animarono la Resistenza e che sono alla base della nostra Costituzione. C’è una destra a sfondo razzista e un’altra meno aggressiva che non hanno mai amato la Costituzione e che vogliono farci dimenticare. Non ci riusciranno. Noi vogliamo coltivare la nostra memoria”.

Nella foto: da sinsitra, Laurens  Jolles, Laura Boldrini ed Enrico Rossi mentre si recano a piedi da Palazzo Vecchio a Palazzo Sacrati Strozzi, sede della giunta Regionale.

Nella foto: da sinsitra, Laurens Jolles, Laura Boldrini ed Enrico Rossi mentre si recano, a piedi, da Palazzo Vecchio a Palazzo Sacrati Strozzi, sede della giunta Regionale.

Ma Rossi torna sull’eccidio di Pian d’Albero nell’intervento in Palazzo Vecchio. “Oltre alle 39 vittime di Pian d’Albero, in Toscana – ricorda – sono morte 4.400 persone durante l’occupazione nazifascista: da Civitella Val di Chiana a Sant’Anna di Stazzema”. “C’è un filo rosso – dirà, dal palco di Palazzo Vecchio e più tardi scriverà su Facebook – che lega la Giornata mondiale del rifugiato e l’anniversario della Battaglia di Pian d’Albero. “La guerra e gli eccidi di allora, come il terrorismo oggi, produssero sfollati, profughi, esuli”.

Sfollati italiani accolti nelle case dei nostri padri e dei nostri nonni, assistiti, sfamati. Quando sembrava che tutto finisse, ci fu una parte del paese che seppe reagire, che sconfisse il fascismo. “Con la caduta del regime, in un paese povero e sfigurato dalla violenza militare – ricorda Rossi – nacque la Costituzione che all’art. 10 recita:

“….Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. …Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici”.

Sono valori di umanità dentro la nostra Costituzione, che “sono nati – osserva Rossi – dalla storia italiana e da tragedie storiche irripetibili, ma appartengono al mondo e possono essere un faro per la comunità globale e per il governo del mondo”.

Chiarezza sui numeri e  sui valori e gli obblighi della Costituzione ed anche l’occasione per rilanciare, su base globale, i valori della lotta di Resistenza. Nella Giornata mondiale del rifugiato.

 di Franco De Felice

Nella foto di copertina: I relatori del convegno dell’Unchr, in Palazzo Vecchio, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato: da sinistra, Carlotta Sami, Enrico Rossi, Laura Boldrini, Dario Nardella, Sara BiagiottiLaurens  Jolles

 

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