SHOCK ECONOMIA: ARRIVANO I FONDI FERS

SHOCK ECONOMIA: ARRIVANO I FONDI FERS

Firenze – E’ uno shock per l’economia toscana. Grazie al via libera dell’Unione Europea al programma operativo del Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) per i prossimi sette anni (2014-2020), seguito da quello dato al Por Fse ( Programma operativo del Fondo sociale europeo). Significa che si potrà subito spendere un miliardo e mezzo di risorse destinate al sistema produttivo. Significa risorse al sistema produttivo, alla crescita sostenibile e
all’occupazione dei giovani. Da subito, perchè la Toscana ha saputo giocare d’anticipo. Si chiude, in questo modo, il
complesso iter comunitario dei due programmi che, insieme, costituiscono per la Toscana, la
principale opportunità e la più forte leva di sviluppo per i prossimi 7 anni.
Si tratta di 800 milioni di euro, per il Fesr e di 732 milioni per il Por Fse: in tutto, oltre 1 miliardo e
mezzo in sette anni.

Conferenza stampa, insieme, di Enrico Rossi e dell’assessore Gianfranco Simoncini. “Siamo stati l’unica regione a fare questa scelta e la risposta è stata positiva”, dice subito il presidente Rossi.

Il primo bando attivato quello per ricerca, sviluppo e innovazione. E’ già in fase di chiusura ed è andato benissimo. Sono arrivati 500 progetti da 952 imprese, per una richiesta complessiva di finanziamenti pari a 152 milioni. Si stima che l’effetto moltiplicatore possa attivare oltre 450 milioni di investimenti. Le imprese scelte sono quelle dinamiche, che hanno voglia di investire e che sono in grado di fare da traino all’intero sistema economico regionale.

L’assessore alle attività produttive credito e lavoro Simoncini sottolinea la strategia alla base del Por Fse: priorità ai giovani. “Il 35 % del Por toscano vale a dire 255 milioni di euro, sarà dedicato alle politiche per l’occupazione, la formazione, i tirocini. E anche buona parte di quello che resta fuori, è comunque riconducibile alle politiche per l’occupazione, la formazione, l’orientamento, la coesione sociale. Ancora una volta, insomma, si rivolge prevalentemente ai giovani”.

La Regione Toscana non ha aspettato l’arrivo effettivo dei fondi ed ha anticipato 82 milioni dal proprio bilancio. Questo ha permesso di mettere subito in cantiere interventi su ricerca, sviluppo e risparmio energetico. L’anticipazione ha anche permesso di proseguire nella gestione dei servizi per il lavoro, di portare avanti interventi innovativi come quello per il coworking, i
tirocini, i buoni servizio per la conciliazione dei tempi vita e di lavoro, le borse Pegaso per i dottorati di ricerca a carattere internazionale.
Le risorse, con il Fesr, sono state concentrate per il 72% (circa 563 milioni di euro), a sostegno delle imprese, di cui circa il 32% destinati agli investimenti in innovazione e trasferimento tecnologico, con una previsione di finanziamento di oltre 250 milioni, per l’80% destinato alle piccole e medie imprese.
Con il Fse, il focus per i prossimi anni, ribadiscono sia Rossi sia Simoncini, sono i giovani: “Sono la priorità delle priorità ed è sulle politiche a favore dei giovani che si concentra il 35 per cento delle risorse, pari a oltre 255 milioni di euro in sette anni”.
Serviranno per tirocini, orientamento, percorsi di apprendistato professionalizzante, istruzione e
formazione professionale (38 milioni), alternanza scuola-lavoro e servizio civile (73 milioni).
Serviranno anche per il funzionamento dei Centri per l’impiego, gli incentivi per l’occupazione,
specifici incentivi per le donne.

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