Rossi: venti minuti di idee per il nuovo Pd

Rossi: venti minuti di idee per il nuovo Pd

di Franco De Felice

Roma – Partiamo dalla fine. Il faccia a faccia Minoli-Rossi si è appena chiuso e si passa subito ai commenti a caldo. Minoli chiede due titoli ai giornalisti abituali ospiti della trasmissione, Mario Sechi e Pietrangelo Buttafuoco. Sechi : “L’antagonista”. Buttafuoco: “Il partito sono io”. Minoli: “Un bel match”. “Guarda che Renzi è forte”, dice Sechi. E Buttafuoco: “Sarà forte, ma quello il partito lo conosce”. “E’ l’espressione di un partito che non c’è più”. Insomma, la sfida è difficile, ma è lanciata. E Rossi dal “perché no” è passato ad un “Si, si, mi voglio presentare”.

Enrico Rossi non è nuovo a presenze in tv e in radio nazionali. Quella di questa mattina su Radio24, nel programma di Giovanni Minoli Mix24 (ieri aveva intervistato Romano Prodi), rappresenta però un salto di qualità mediatico: venti minuti di trasmissione, in cui il nuovo profilo del Presidente toscano ha avuto modo di mostrarsi a tutto tondo. A dire il vero, Rossi ha riproposto idee e valutazioni del recente passato. La differenza è che stavolta le ha ricapitolate tutte e in forma più concisa, come il format della trasmissione richiede (Minoli non consente risposte più lunghe di dieci secondi). E, forse, la formula ha consentito a Rossi di parlare di più cose che sono rimaste più scolpite nell’ascoltatore.

Come i voti dati a Renzi (questa sì, è una novità).  A Renzi come primo ministro Rossi mette in pagella un 6 e mezzo, come segretario del Pd un 5 meno meno.
E lo spiega. Renzi, dice, “mi ha sorpreso in meglio, perche sui temi si impegna e dimostra una coerenza di impegno. A lui do un 6 e mezzo per le misure prese e qualcosa di piu per capacità di tenuta del Paese in un momento difficile”. Invece, prosegue, “do un 5 meno meno come segretario, perché il partito non si è riorganizzato”.
Minoli, nella scheda di presentazione (simile a quelle con cui apriva le interviste, che sono rimaste nella storia della Rai, a Mixer), nella quale elenca l’età, la storia politica, le esperienze amministrative, le passioni, il libro, il cantante e il film preferiti (nell’ordine, l’Odissea, Lou Reed e Blade Runner), finisce con la definizione di Rossirottamatore dolce”.
E Rossi in questa definizione si riconosce. “La rottamazione dolce è un ossimoro che mi può andare bene. Perché mette insieme la necessita di cambiare, ma al tempo stesso quella di non produrre fatture con la storia della sinistra. È il tipo di rottamazione che la sinistra avrebbe dovuto capire prima di Renzi“. “D’Alema e altri del gruppo dirigente avrebbero dovuto essere sostituiti nel momento in cui sono stati sconfitti”, aggiunge.

Cioè, a Renzi, insiste Minoli, il partito non interessa? La risposta di Rossi: “Renzi ha vinto. Una parte della base del Pd lo ha votato convintamente, anche quella piu’ a sinistra. Deve essere messo alla prova, quindi deve essere supportato senza per questo diventare necessariamente renziani”. “Renzi - prosegue – ha certamente il merito di aver rotto degli schemi, ma rischia di perdere il punto
fondamentale di partenza che era quello della sinistra e, cioe’, le classi piu’ umili, quelle piu’ oppresse, chi ha bisogno di essere protetto”.
Ma, chiede Minoli, e’ piu’ di sinistra il Papa di Renzi? “Beh, si’, in un certo senso si'”, la risposta di Rossi.

Ancora su Renzi: “Del periodo di Berlusconi – dice Rossi – ha adottato alcuni schemi, usa bene i media ma si presenta in un altro modo. Direi che dopo un lungo periodo di stagnazione nel Paese il suo è un riformismo troppo debole, poco radicale”.
E sul doppio ruolo di Premier e Segretario del Pd? “Credo che il premier debba comandare, ma ci debba essere anche l’autonomia del partito. Serve un’intesa, in base alla quale, c’e un premier da una parte e il segretario del partito che conserva la propria autonomia”.
Ma la sua corsa non è partita troppo presto? Rossi: “Da ragazzo facevo la corsa campestre, parto da lontano”.
Un Pd in seconda classe? “Il Pd non solo deve andare in seconda classe, ma anche in terza, che è la condizione di tanti pendolari che non hanno i mezzi adeguati. Renzi le attraversa un po tutte, è bravo ma rischia di disancorare gruppi sociali importanti, che devono guardare al nostro partito”.
Il suo obiettivo? “Il mio obiettivo – risponde Rossi – è riorganizzare una componente della sinistra forte”.
E quelli che se ne sono andati dal Pd? Rossi taglia corto: “Extra ecclesiam nulla salus“.

Nella foto: Come Radio 24 nel suo sito titola il faccia a faccia Minoli-Rossi a Mix24

Nella foto: Come Radio24 nel suo sito titola il faccia a faccia Minoli-Rossi a Mix24

Il doppio voto a Renzi da parte di Rossi non è risultato molto gradito al vice segretario toscano del Pd Antonio Mazzeo: “Direi che Rossi che dà’ i voti a Renzi strappa almeno un sorriso. Siamo nella stessa famiglia. Come Pd siamo concentrati sulle tematiche organizzative, sul perseguire un risultato ottimale sui referendum e sul riorganizzare il partito”. “Sabato – annuncia Mazzeo – ci sara’ un’assemblea. Aspetto che finalmente Rossi venga a un’assemblea del partito per raccontarci in cinque minuti, come tutti gli altri iscritti, la sua idea. Per ora mi pare che ci siano solo tanti slogan”.
In cinque minuti, dunque, Rossi, sabato prossimo dovrebbe spiegare la sua idea di partito”. Basterebbe sintetizzare quello che ha anticipato questa mattina in venti minuti!

Nella foto di copertina: Enrico Rossi ospite di Giovanni Minoli negli studi di Radio24 

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