Rossi sui profughi: il coordinamento alle Regioni

Rossi sui profughi: il coordinamento alle Regioni

FIRENZE – “Coinvolgete le Regioni in un ruolo di coordinamento dell’accoglienza dei profughi, non lasciate questo compito solo alle Prefetture“. Nel pieno dell’emergenza ( vedi Ventimiglia, dove stamattina si sono vissuti momenti di tensione al confine Italia-Francia per lo sgombero dei profughi che si erano accampati sugli scogli), a Roma, il Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, ha voluto sentire il presidente Enrico Rossi. Per sapere, dalla sua viva voce, del “modello d’accoglienza” attuato con successo in Toscana. Audizione di cui Rossi, attraverso il suo profilo twitter, ha riferito ampiamente, quasi “minuto per minuto”. I tweet  più significativi:

Emergenza #profughi numeri manipolati e allarmismo. Ad ora sono 50.000 arrivi come nel 2014. Mancano banche dati, cresce paura @UNHCRItalia; A #Ventimiglia il vero volto cagnesco della nostra accoglienza. Le mani su donne, bambini e disperati fanno solo rabbrividire @repubblicait; Condurre profughi verso corridoio umanitario è opportuno ma la mediazione fallisce quando si deve sgomberare con la forza #Ventimiglia; Basterebbe applicare il regolamento di Dublino art. 17 con relativa “clausola umanitaria” per gestire questa emergenza #Ventimiglia; Dichiarazioni ministro greco Avramopoulos sull’uso del carcere per i rimpatri sono del tutto sconclusionate e prive di civiltà #Ventimiglia; Ritengo che il modello toscano abbia permesso di evitare tensioni che invece potrebbero generarsi con grosse concentrazioni. @Deputatipd; Ho suggerito che coloro che vengono accolti possano ricambiare l’ospitalità attraverso lavoro volontario non retribuito. @Deputatipd; Questo tema deve unire: non deve esser consentito a nessuno di dire no, di non assumersi la propria parte di responsabilità. @Deputatipd;  Poi queste persone non piovono su di noi all’improvviso: si può prevedere quante ne arriveranno e organizzarsi per accoglierle. @Deputatipd; Quale il limite massimo di accoglienza? Difficile rispondere: occorrerebbe mappare le situazioni nelle zone di guerra. @Deputatipd; Questa è una grande questione internazionale da affrontare bonificando le zone di guerra e costruendo percorsi umanitari. @Deputatipd; Il rapporto @ammesty parla di mln di rifugiati abbandonati a un’esistenza insopportabile, o alla morte; Crisi rifugiati sfida cruciale del XXI secolo, ma finora risposta della comunità internazionale è stata fallimentare. @amnesty @Deputatipd; Necessario radicale cambiamento nelle politiche e nelle prassi per creare una strategia globale complessiva e coerente. @ammesty @Deputatipd; Crisi rifugiati sfida cruciale XXI secolo, ma finora risposta della comunità internazionale è stata fallimentare. Necessario radicale cambiamento nelle politiche e prassi per creare una strategia globale complessiva e coerente.

L’audizione si è conclusa con la richiesta di Enrico Rossi di riconoscere alle Regioni un ruolo di coordinamento, di supporto ad Enti Locali e Prefetture. “All’epoca dei primi arrivi nel 2011 – ha ricordato Rossi – con l’allora Ministro Maroni ci furono discussioni, dato che la soluzione che prospettava (concentrare circa 400 persone in un campo a Coltano), non ci convinceva per tanti motivi. Maturammo invece l’idea di distribuire le persone sul territorio, in strutture capaci di accoglierne alcune decine, lasciando al volontariato la gestione. Il modello ha funzionato. All’epoca, ricordo, che furono le Forze dell’Ordine e le Prefetture a sconsigliare la concentrazione, gesto di grande intelligenza e umanità. Adesso, con i nuovi arrivi, si rischia di dividere il paese tra chi è in festa e chi vuol imbracciare il fucile. Ma questo è un tema che deve unire, e non deve esser consentito a nessuno di dire no, di non essere disposto ad assumersi la propria parte di responsabilità”. “Oltretutto – ha proseguito – queste persone non piovono su di noi come le bombe d’acqua provocate dai mutamenti climatici: si può prevedere quante ne arriveranno ed organizzarsi per accoglierle”.

“L’idea di coinvolgere soltanto le Prefetture nella gestione dei flussi – ha continuato Rossi – a mio parere non è corretta. Il coinvolgimento degli enti locali, senza attribuire alla Regione un ruolo di supremazia ma di coordinamento, è fondamentale. Fare bandi per accogliere grandi numeri in un’unica struttura è pericoloso. Quando ho proposto di mettere a disposizione alloggi sfitti mi riferivo alla possibilità di inserire nei bandi di richiedere, da parte delle prefetture, chi avesse appartamenti o case coloniche fuori dai centri abitati con le condizioni minime di sicurezza. Ritengo che il modello adottato dalla Toscana abbia permesso di evitare, nella maggior parte dei casi, tensioni che invece potrebbero generarsi in caso di grosse concentrazioni”.

I membri del comitato Schengen hanno chiesto a Rossi quale potrebbe essere il limite massimo d’accoglienza. “E’ difficile dare una risposta, occorrerebbe anzitutto fare una mappa complessiva della situazione che si è verificata in tutti gli stati africani dove ci sono guerre in atto o dove non si rispettano i diritti. Questa è una grande questione internazionale da affrontare bonificando le zone di guerra e costruendo percorsi umanitari”. “Sulla questione – ha concluso Rossi – della possibilità di occupare queste persone ho soltanto suggerito che coloro che vengono accolti con umanità, possano essere messi in grado di ricambiare l’ospitalità delle comunità attraverso lavoro volontario non retribuito. Ripulire un parco pubblico è sicuramente meglio che vederli bighellonare senza meta tutto il giorno”. “La Toscana – ha commentato Micaela Campana, capogruppo in commissione Schengen e responsabile immigrazione della segreteria nazionale Pd – è l’esempio lampante che quando i governatori non si sottraggono al proprio ruolo di coordinamento, l’accoglienza dei migranti può produrre esempi virtuosi”. “Così facendo – ha proseguito – oggi la Toscana è diventata un modello per le altre regioni italiane che si trovano a vivere situazioni di disagio, anche a causa della scarsa collaborazione dei propri governanti”.

Un sì convinto all’appello di Rossi è venuto, sempre oggi, dall’Ucoii ( l’Unione delle Comunità islamiche d’Italia), con una lettera, indirizzata allo stesso Rossi, del Presidente, l’Imam di Firenze Izzeddin Elzir. L´Ucoii si dichiara disponibile a fornire un servizio di mediazione linguistica e culturale, coordinato con le istituzioni, in grado di aiutare a prevenire fenomeni di tensione sociale grazie all’azione dei frequentatori dei centri islamici associati formati a questo scopo.

“Del suo appello, presidente – prosegue la lettera dell’Ucoii – apprezziamo in particolare la lucida analisi del momento storico che l´Europa sta vivendo, e gli obiettivi che ne costituiscono il fondamento: un´accoglienza sostenibile e rispettosa; una geografia sociale consapevole; una reciproca umanità”.

Ribadito che questa nuova realtà che si sta profilando richieda una “radicale revisione culturale ed organizzativa”, nella quale devono essere coinvolte e valorizzate tutte le componenti del tessuto sociale regionale e nazionale, l’Imam Izzedin Elzir sottolinea che “esiste un imperativo morale ed etico a prestare soccorso alle migliaia di persone in fuga da guerre, carestie e violenze”, e che “non possiamo e non dobbiamo dimenticare che un fenomeno di questo tipo debba essere calibrato sulle capacità di accoglienza dei territori da un punto di vista materiale come anche sociale e culturale”. “Come parte integrante di questa comunità, consapevoli che il piano dei diritti e quello dei doveri civici non possano essere scissi in base all´opportunità o all´interesse, siamo convinti – conclude la lettera dell’Ucoii – di poter dare un contributo significativo alla gestione di questi problemi, e ci rendiamo disponibili a qualsiasi iniziativa promossa dalle istituzioni che sia mirata a gestire al meglio i processi migratori che investono l´Italia in ragione della sua posizione geografica”.

Fonte: Toscana Notizie

Nella foto di copertina (da repubblica.it): Lo sgombero dei migranti, questa mattina a Ventimiglia.

 

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