Rossi : Salvini, studia la Costituzione!

Rossi : Salvini, studia la Costituzione!

Firenze, 17 giugno 2015 – L’emergenza profughi e il futuro del Pd, i due temi affrontati da Enrico Rossi stanotte a Linea Notte, su Rai Tre. E’ la prima volta che in un talk show televisivo il presidente toscano è l’ospite principale. C’è anche Matteo Salvini, ma già come qualche giorno fa a Sky (quando Rossi lo definì “razzista etnico” e lo costrinse “alla fuga” dallo studio) il leader della Lega è costretto ad un ruolo quasi da comprimario, schiacciato sulle sue frasi fatte e incapace di replicare nel merito, ad un atteggiamento quasi rassegnato.

Rossi e’ in collegamento da Bruxelles, dove questa mattina è intervenuto (ve ne riferiamo in un altro servizio) alla riunione della commissione Sviluppo regionale del Parlamento europeo in rappresentanza del Crpm (la Conferenza delle regioni periferiche marittime di cui è vicepresidente).

La prima domanda del conduttore Maurizio Mannoni riguarda il “passaggio chiave della legislatura” e Renzi che ha capito che “deve tornare a giocare d’attacco”.

Rossi conferma: “E’ un passaggio delicato. Ho sentito che Renzi vuole aprire una discussione interna al Partito. Penso che tutti devono avare il diritto di dire la loro, per arrivare poi ad una sintesi. Penso anche che sia fondamentale recuperare un rapporto con i sindacati, uno dei punti decisivi per una forza di sinistra”.

Anche a costo di concertazione?

“Capita a chiunque governi – risponde Rossi – fare delle forzature, per poter innovare e cambiare. Ma bisogna sempre trovare anche il momento di fare alleanze sociali, tra le forze sane, il mondo del lavoro, quello degli imprenditori che investono ed anche cercare di stabilire nuove relazioni sociali. Questo potrebbe essere davvero la base di una nuova fase anche della legislatura e di un rilancio del Partito Democratico sui territori”. “Il partito – prosegue, riprendendo i temi di un’intervista al quotidiano la Repubblica, pubblicata oggi – deve essere leggero nel senso di partito d’opinione, di partito mobile, che riesce a conquistare il centro. Ma abbiamo bisogno anche di un partito che presidia i territori, di un partito che mentre conquista l’elettorato moderato non perda i voti a sinistra”.

E’ il primo assaggio sul partito, che tornerà ad essere l’argomento nella parte finale della trasmissione. Si passa subito all’altro argomento del giorno, l’emergenza immigrati, che fa registrare scintille con Salvini, armato dei suoi slogan, i soliti: città ridotte a campi nomadi, la scabbia, fa bene la Francia a non volere quelle persone, si all’accoglienza dei profughi veri, ma possibilmente senza tenerli un anno e mezzo negli alberghi a spese degli italiani. Rossi sembra avere facile gioco e replica, ricordando il 2011, quando Ministro degli Interni era Maroni e Presidente del Consiglio Berlusconi. “Quando tutti – fa notare – giocammo insieme una partita nel segno dell’unità e della indivisibilità, mentre oggi, da altre parti, dalla Lombardia di Maroni, ma anche dal Veneto di Zaia ed anche da comuni, a volte di segno politico diverso, alzano gli scudi. Trovo che sono una cosa gravissima. Tutto il Paese deve affrontare con dignità questo problema e risolverlo nelle forme più concrete possibili. Evitando di fare grandi concentrazioni, che generano tensioni. E Renzi, su questo, si è comportato bene”.

Lo interrompe il conduttore: Ma in Toscana come avete fatto?

La risposta di Rossi, che in mattinata era stato ascoltato a Roma dalla commissione parlamentare Schengen proprio sul “modello toscano”: “Noi – ricorda – abbiamo firmato con tutti i Presidenti di Regione un accordo secondo cui gli immigratgi si ripartivano in base alla popolazione e al Fondo sociale europeo. La nostra politica è quella di evitare grandi concentrazioni, ma di dare vita a piccole comunità, affidate al volontariato, con un ruolo importante dei sindaci e, poi, chiedere agli immigrati ospitati di svolgere un’attività, come un segno di ridare qualcosa a chi li accoglie. Siamo per un’accoglienza umana, dei profughi e di chi accoglie. Grandi strutture noi vogliamo evitarle. Renzi ha difeso questo valori di umanità e trovo che la cosa sia importante”.  “E’ certo – prosegue – che qualcosa non ha funzionato, quando si vedono le scene alla stazione di Milano e quelle di questa mattina, in particolare, a Ventimiglia. Mi faccia dire che a difendere la Costituzione e i valori dell’Europa, in questo caso, sono stati i volontari. Faremmo tutti bene a prendere qualche lezione da loro, compreso il Presidente della Lombardia e chi invece tende a far capire al popolo italiano che dall’immigrazione derivano solo gravi problemi, questioni ingestibili e ingovernabili. L’immigrazione è un problema, ma può essere governata e, allo stesso tempo, può essere anche una risorsa”:

Nella foto: Un fotogramma di Linea Notte che ha ospitato il confronto Rossi-Salvini sull'emergenza immigrazione

Nella foto: Un fotogramma di Linea Notte che ha ospitato il confronto Rossi-Salvini sull’emergenza immigrazione

Tocca a Salvini, che ripete: “E i profughi spariti, dove sono, a casa di Rossi? E la scabbia, e…”. Riprende Rossi: “Noi abbiamo il dovere, in base all’art. 10 della Costituzione di assisterli e, in base anche ai trattati internazionali…”. Salvini lo interrompe: e gli esodati toscani, i cassintegrati, gli sfrattati? Rossi: “Noi sugli sfrattati interveniamo. Voglio rassicurare Salvini, che ha frequentato molto le nostra Regione, ma evidentemente ha capito poco”.

 Ma, chiede Mannoni, è un problema di Renzi o dell’Europa?

“Penso – risponde Rossi – che ci si stia preparando bene alla prossima riunione dei primi ministri europei. L’Italia deve richiedere, battersi, lottare, perché tutta l’Europa si faccia carico di questo grave problema e di questi flussi migratori che derivano da una guerra, che in Eritrea, nel sud Sudan, nella Repubblica Centrafricana, in Siria ha prodotto ben 4 milioni di profughi”. “I profughi, bisogna dirlo – ripete – a Salvini, per l’art.10 della Costituzione, e ai nostri trattati internazionali, vanno ospitati. Salvini, si legga la Costituzione, lei ed anche Maroni, dove si dice non solo che siano un paese uno ed indivisibile, ma, all’art.10, si dice che siamo obbligati ad ospitare i profughi che vengono da quei paesi in cui non sono contemplate le libertà che esistono nella nostra Costituzione. Questo è il problema che stiamo affrontando. Si tratta certo di migliaia di persone. E’ un problema serio, al quale dobbiamo far fronte, ma su cui non dovrebbe essere lecito lucrare come stato facendo”. Salvini non interrompe, assiste quasi rassegnato.

“Credo – prosegue Rossi – che l’Europa abbia avuto un crollo. Meno male che ci sono stati quei volontari, a Ventimiglia, quando la Francia ha bloccato la frontiera, come alla frontiera con l’Austria”. “Qual è l’Europa, Salvini, che lei vuole dare ai nostri figli? L’Europa delle barriere, dei nazionalismi o l’Europa libera e inclusiva, solidale? Io sono per la seconda ipotesi. Sarà difficile, ma per questo mi voglio impegnare”:

Salvini prova ad inserirsi: posso parlare? E cerca di dire che i profughi dell’Eritrea dovrebbero andare in Arabia Saudita. Rossi non cede il microfono, i due si sovrappongono, Salvini da dell’agitato e del maleducato a Rossi, lo accusa di fare un monologo, come l’altro toscano, Renzi. Ma il pallino rimane nelle mani di Enrico Rossi. E’ la seconda volta, in pochi giorni, che accade in televisione, che Salvini, con Rossi presente,  non riesca ad essere il padrone della scena, come sempre, invece, gli è riuscito negli ultimi mesi. Rossi sembra innervosirlo, lo mette in difficoltà, i suoi slogan non bastano.

Si ritorna al Pd, si parla di Roma, del sindaco Marino ed anche delle primarie che Renzi, ammette, non pare che sfornino più una classe dirigente vincente.

Rossi: “Ho sempre avuto la seguente opinione: Noi non possiamo concepirci come un partito fondato sulle primarie. Dobbiamo essere un partito fondato su grandi valori e su grandi principi. Occorre, inoltre, che nelle città e nelle regioni operino gruppi dirigenti che si misurano, che discutano, che siano in grado di verificare il livello di competenza, ma anche di onestà, delle persone che ricoprono incarichi pubblici. Le primarie si fanno solo quando sono necessarie. Ma non sarebbero così divisive, se dietro ci fossero gruppi dirigenti che tengono, al di là dello scontro che può esserci stato tra l’uno e l’altro individuo”.

Rossi auspica “una conferenza d’organizzazione” per discutere entro l’estate “con la base, i militanti, gli iscritti, con i tanti elettori che abbiamo, di come organizzare il partito che certo deve essere leggero ma anche una comunità”. “Bisogna tornare ad essere – la conclusione della nottata a Linea Tre – un partito sul territorio e un partito comunità”.

di Franco De Felice

Nella foto di copertina : Un fotogramma del confronto tra Enrico Rossi e Matteo Salvini a Linea Notte, su Rai Tre.

Nei filmati: Le dichiarazioni più significative di Enrico Rossi a Linea Notte, su Rai Tre:

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