Rossi: “Ci penso”

Rossi: “Ci penso”

di Franco De Felice

– “Perché no?” è diventato “Ci penso”. Un passo avanti. Ieri sera alla Festa dell’Unità delle Cascine. All’arena dibattiti si sono radunate circa 400 persone. Attente, fino all’ultima risposta, che lo hanno applaudito più volte. Il Presidente toscano Enrico Rossi è intervistato da Sandro Bertuccelli, capo della cronaca fiorentina di Repubblica. Oltre “ci penso” per ora Enrico Rossi non può andare. La marcia che conduce alla candidatura alla segreteria del Pd è ancora lunga. Lo spiega lui stesso. “Naturalmente – precisa – il fatto di pensarci non significa che è automatico che uno sarà candidato. Dice Renzi che le elezioni per il congresso sono fissate per il 2017. Quindi, c’è tempo”.
Come lo impiegherà Rossi questo tempo? Innanzi tutto continuando a fare il Presidente della Toscana. E all’esponente del raggruppamento della sinistra che lo ha sfidato alle recenti elezioni regionali, che gli chiede di chiarire questa sua posizione di Presidente della Toscana e candidato alla segreteria dl Pd, risponde seccamente: “Vendola è stato contemporaneamente presidente della Puglia e segretario di Sel”.

Da qui al 2017?
“C’è tempo – spiega Rossi – perché i cittadini e gli iscritti al Pd possano conoscere sempre di più il mio pensiero e poi, quando arriveremo al giorno i cui si dovranno presentare le candidature, un manifesto e un programma, se deciderò di presentarmi, potranno valutare e conoscermi meglio”.

Ma perché “Perché no?” a cui, ora, si è aggiunto “Ci penso”?
Ho detto all’inizio della legislatura che intendo restare nel dibattito politico nazionale, come militante del Pd e come presidente della Regione e che devo farlo perché ho delle idee, perché ho un’esperienza di governo ormai importante, nella guida di una regione importante come la Toscana.

Ma come si immagina la corsa verso la candidatura a segretario del Pd, in solitario e piena di ostacoli oppure un percorso più facile?
“Chi mi conosce – risponde Rossi – sa che quando mi metto in testa di provare a fare qualcosa, ci provo fino in fondo. Gli ostacoli non mi spaventano, semmai mi incentiva”.

Come giudica le prime reazioni al fatto che sta pensando alla candidatura di segretario del Pd.
Intanto – risponde Rossi – io vedo le cose in modo positivo. Prendo atto che nessuno, né dei renziani né della cosiddetta sinistra del partito rispetto ad una mia ipotesi di candidatura abbia reagito in modo scandalizzato. E’ questo già mi fa piacere. Io penso che reazioni negative dal ceto politico, di cui faccio parte anch’io, di fronte ad uno che si fa avanti in modo, forse, anche prematuro, come ho fatto io, fossero scontate. Ma non ho visto reazioni del tipo “no, tu non puoi”; “tu non devi”. Non sono venuti a dirmelo. C’è stata semmai questa valutazione, più che legittima, di una proposizione un po’ in anticipo, che io invece rovescio come fatto positivo perché mi piace dichiararmi. Non è un elemento brutto, anzi. Ringrazio sia i renziani sia la sinistra Pd che, seppur con tutte le cautele, hanno riconosciuto una possibile legittimità della mia candidatura. Mi fa onore, perché questo è senz’altro molto importante”.

Ha avverti qualcuno di queste sue intenzioni, Renzi….
“No – risponde il presidente toscano – io non ho avvertito né Renzi, né D’Alema, né Bersani, nessuno. Sono adulto, se non si è adulti a questa età”. Applausi dei presenti.

L’ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI – Questa mattina, dopo gli applausi alla Festa dell’Unità, Rossi torna sull’argomento, a “Dentro i fatti” di Sky, in un confronto con il presidente ligure Giovanni Toti dove si parla soprattutto dell’accoglienza dei migranti, della svolta impressa alla vicenda a livello europeo dalla Cancelliera Angela Merkel.

Rossi si richiama alle parole all’Angelus di ieri di Papa Francesco: ogni parrocchia accolga una famiglia di profughI. Solo in Toscana, le parrocchie sono 2.438.
“Noi, intanto, dal 2011 – ricorda Rossi – stiamo collaborando con le parrocchie, che gia’ in Toscana si sono mobilitate”. “Non appena finisce questa trasmissione – annuncia – cerchero’ il cardinale Betori, gli parlero’ concretamente di questo e gli chiedero’ in che modo intende contribuire”, nel dare seguito allo sprone di Papa Francesco ad accogliere una famiglia in ciascuna struttura ecclesiastica”. “Abbiamo – continua il presidente toscano – un buon rapporto anche con le prefetture, abbiamo organizzato un’accoglienza diffusa. Mi permetto di dire che l’esperienza toscana salta una serie di passaggi che rende tutto piu’ fluido: noi abbiamo piccoli centri e ci sono, di conseguenza, piu’ possibilita’ di integrazione”. “Non siamo oche giulive che sottovalutano problemi, ci vuole – è il parere di Rossi – intelligenza nell’accoglienza. Penso che a questi ragazzi bisogna trovare il modo di fare qualcosa con la quale ci contraccambino dell’accoglienza che gli diamo”. Si tratta, almeno nel caso toscano di 5.700 ragazzi, che “non possono essere tenuti a bighellonare – dice Rossi – per le piazze dei paesi. “Chiedo al governo di impegnarsi in favore dei lavori di pubblica utilita’. Io sto pensando ai giardini, all’assetto idrogeologico ai piccoli lavoretti che creano socialita’ e non tolgono nulla a chi cerca lavoro”.

Nella foto: Il pubblico, numeroso, ieri sera alla Festa dell'Unità delle Cascine per ascoltare il presidente Toscano Enrico Rossi

Nella foto: Il pubblico, numeroso, alla Festa dell’Unità delle Cascine, per ascoltare il presidente Toscano Enrico Rossi

LA SCONFITTA DI SALVINI – Rossi, dopo la svolta europea e le parole di Papa Francesco, parla anche delle conseguenze politiche, della sconfitta culturale di Salvini. “La sconfitta – dice – di chi ha usato per uno scopo politico questa vicenda drammatica dei profughi”. Un dato sottolineato dal fatto che “in tutta Europa, a partire dalle dichiarazioni di Papa Francesco di mettere a disposizione le parrocchie per l’accoglienza, e dalla presa di posizione politica e morale della Merkel” c’e’ una svolta. “Non significa – osserva Rossi – che i problemi sono risolti, significa che non sono venuti meno i principi di civilta’ dell’Europa. Ora tocca a chi non si e’ comportato coerentemente dare una mano, mi riferisco a Salvini ad alcuni settori del centrodestra”.

L’argomento principale è rimasto l’accoglienza dei profughi, non senza la domanda sulla eventuale candidatura alla segreteria del Pd. Rossi ha di fatto ripetuto quanto detto in serata alle Cascine, alla festa dell’Unità: “La cosa mi interessa e sono disponibile. Vedremo, i tempi sono ancora lunghi”. La mia candidatura alla segreteria “sara’ decisa il giorno in cui mi presentero’ con un programma e con un manifesto di valori a tutti gli elettori e a tutti gli iscritti del Partito Democratico“.
Renzi come l’ha presa? “Non lo so. Voglio stare – ha ribadito – nel dibattito politico nazionale. Sono convinto che Renzi stia cercando e in parte riuscendo a cambiare questo Paese e debba essere aiutato”. Ma “Il mio profilo culturale – ripete – non e’ quello di Renzi. Valuterò nel momento in cui si aprira’ la corsa alla segreteria”.

ASPIRAZIONE LEGITTIMA – Aspirazione legittima, la definisce il segretario toscano del Pd Dario Parrini in una intervista rilasciata a “Toscana Tv“. “Mancano – dice Parrini – piu’ di due anni allo svolgimento del congresso del Pd: c’e’ tanta strada da fare, non vorrei che oggi la discussione politica fosse prevalentemente sulle candidature. Ma questo mi pare che il primo a non volerlo sia lo stesso Enrico Rossi che ha specificato che quest’avventura ha tempi lunghi. Adesso tutti noi dobbiamo concentrarci non sulla competizione interna al Pd tra oltre due anni ma sulle riforme da fare subito in Toscana e in Italia“. “Nell’area di sinistra del partito, quella che al congresso del 2013 ha sostenuto la candidatura di Gianni Cuperlo – sottolinea Parrini – c’e’ un grande fermento in questo momento. Ci sono personalita’ che stanno manifestando aspirazioni nazionali: penso a Speranza, Martina, Orfini, Orlando, Zingaretti. Tra questi non mi sorprende vedere Enrico Rossi, del quale ho potuto apprezzare autonomia e spirito costruttivo come presidente della Regione e anche come dirigente politico. Enrico ha portato avanti il suo lavoro con serieta’, nella diversita’ siamo riusciti a collaborare molto bene in Toscana, quindi comprendo che possa avere aspirazioni nazionali, e’ legittimo”.

Sulla possibilita’ di un ticket Renzi premier-Rossi segretario Pd, Parrini risponde: “Ad oggi e’ impossibile: nello statuto e’ prevista la coincidenza segretario-candidato presidente del Consiglio. Ed io sono sostenitore di questo principio: cosi’ si fa in tutte le democrazie europee, attribuire questi due ruoli a persone diverse renda meno efficiente sia governo che partito, la storia della sinistra degli ultimi venti anni lo dimostra. I momenti di maggiore instabilita’ si sono verificati quando queste due figure non coincidevano. Ricordo i conflitti tra D’Alema e Prodi, poi D’Alema premier e Veltroni segretario, infine Prodi premier e Rutelli e Fassino. Per questi motivi – conclude Parrini – non mi auguro che lo statuto venga cambiato”.

Nella foto di copertina: Enrico Rossi alla Festa dell’Unità delle Cascine

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