ROSSI:  NEL 2016 PIANO NAZIONALE DI LOTTA ALLA POVERTA’

ROSSI: NEL 2016 PIANO NAZIONALE DI LOTTA ALLA POVERTA’

Roma – La lotta alla povertà deve diventare un obiettivo prioritario del Governo (e delle Regioni). Le Regioni faranno la loro parte. I Presidenti , hanno ribadito oggi a Roma, sono pronti a lavorare con il Governo per arrivare  al Piano nazionale contro la poverta’, da varare all’inizio del prossimo anno.
Bisogna aprire un capitolo nuovo. Il Governo ha già fatto un mezzo gradino, stanziando 800 milioni per il Sia (sostengo per l’inclusione attiva). “Una svolta di civiltà”, la giudica Enrico Rossi. Ma non ci si può fermare qui. Innanzi tutto la misura deve essere confermata per il 2017. Le Regioni avevano sottoscritto il documento dell’”Alleanza contro la povertà”, che prevedeva uno stanziamento di 1,7 miliardi per un reddito di inclusione sociale (ben diverso da quello di cittadinanza: costerebbe 19 miliardi e sarebbe, dunque, insostenibile).

Enrico Rossi è a Roma per la riunione, sollecitata dallo stesso Presidente toscano,  delle Commissioni Lavoro e Istruzione (di cui è coordinatore) e Sociale della Conferenza delle Regioni,  per analizzare la Legge di Stabilità nella parte relativa proprio al contrasto alla povertà.
“Stiamo lavorando – dice incontrando i giornalisti – a un documento, che sarà pronto a gennaio o al massimo a febbraio, che vuole fare da stimolo e offrire collaborazione al Governo“. Il piano si basa su 4 pilastri: sostegno economico a chi non raggiunge la soglia dei 4.500 euro l’anno; servizi, che possono essere anche legati a quelli regionali, come la sanità, per un sostegno psicologico; politiche attive per il lavoro, in particolare per la formazione, attingendo dal fondo sociale europeo; una banca dati Inps, infine, per evitare abusi e sovraccarichi.

“In Europa – osserva il Presidente toscano – ci dicono apertamente che un sostegno economico di tipo universalistico in tema di lotta alla povertà esiste ovunque, tranne che in Grecia e in Italia”.
Per i governatori, “800 milioni sono pochi”, riferisce Rossi. Occorre aiutare chi ha piu’ bisogno, famiglie con un reddito di 3 mila euro e due figli a carico, successivamente prevedere gradualmente altre risorse. Magari altri 800 milioni per il 2017″. Le regioni sono pronte a fare la loro parte con le politiche attive e i centri per l’impiego. “Queste persone – spiega – non si aiutano solo col sostegno economico ma anche con la formazione e fornendo servizi nella sanita'”.

Rossi sottolinea che gli 800 milioni stanziati dal governo nella legge di stabilita’ non si possono sommare ai 600 milioni previsti per l’Asdi (sostegno di 6 mesi post disoccupazione) e ai 200 milioni per i servizi. “Il piano- ricorda – deve essere definito tra gennaio e febbraio e riconoscere un diritto che tutti i paesi europei, esclusa Grecia e Italia, riconoscono un sostegno al reddito dei poveri”. “Siamo – conclude Rossi – in una situazione d’emergenza: secondo l’Istat le persone in una condizione di poverta’ assoluta sono 4,1 milioni, mentre per l’Alleanza contro la poverta’ sono 6 milioni. Noi dobbiamo individuarli, anche con l’aiuto delle banche dati Inps e nel giro di 4-5 anni riuscire a coprirli tutti”.

I dati sulla povertà : dal 2008 i poveri, ricorda Rossi, “sono aumentati in modo impressionante, passando dal 4,1% della popolazione al 9,9%“. In termini numerici alcune stime parlano di oltre 4 milioni, altre di 6 di poveri, ma il dato e’ ugualmente gravissimo, “la disperazione si tocca con mano”.
I governatori chiedono che, accanto al sostegno economico per chi e’ in condizioni di poverta’, si prevedano servizi comunali e regionali che accompagnino chi e’ in condizioni di difficolta’ e politiche per il lavoro, da attuare con i centri per l’impiego. Le Regioni – Lombardia in testa – sottolineano, infine, la necessita’ di una banca dati Inps adeguata, per evitare abusi e che gli strumenti previsti per le politiche sul lavoro (cassa integrazione, Naspi, Asdi) non si sommino ai fondi per l’inclusione sociale.

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