Rossi, le Regioni e la partita col Governo

Rossi, le Regioni e la partita col Governo

di Franco De Felice

- Sarà un tavolo spartiacque, che deciderà il futuro delle Regioni e della sanità regionale. Che dovrà fare chiarezza sulla legge di stabilità e sui tagli annunciati. L’incontro di domani (una convocazione d’urgenza dei governatori annunciata ieri dal premier Matteo Renzi, ma, al momento, ancora non fissato) si annuncia carico di aspettative.
Anche per una frase del premier: “ Con le Regioni ci divertiremo”.
“Spero che mi possa divertire anch’io”, replica il Presidente della Toscana Enrico Rossi. Che, fatta la battuta, dice quello che pensa realmente: “Io sono convinto che bisogna trovare con il Governo un accordo, discutendo in maniera analitica dei problemi che sono aperti”. E i problemi riguardano la sanità e, quella partita che Rossi chiama “extrasanità”, sulla quale, però, riconosce Rossi, il Governo si è avviato sulla strada giusta. “C’è solo da approfondire”, precisa.

Un Rossi molto di governo ma anche di lotta. Che sta con Renzi ma senza rinunciare a fare il “Rossi” e soprattutto che si differenzia per toni e per contenuti da altri governatori, a partire dal Presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, anche presidente della Confernza delle Regioni, carica dalla quale si è dimesso (dimissioni al momento congelate).

Domandano a Rossi: “Ma gli altri governatori sono troppo critici con Renzi e con la legge di stabilità?
La risposta del presidente toscano:
“Non siamo all’ultima spiaggia, si tratta di chiedere al governo un tavolo in cui discutere, credo che convenga a tutti abbassare i toni, trovarci intorno a un tavolo e trovare una soluzione. Non condivido l’idea da ultima spiaggia che talvolta emerge in certe dichiarazioni. Col Governo bisogna discutere più che polemizzare”. Sulla legge di stabilita, prosegue Rossi, “non serve nessuna rottura col governo, non perché questo sia un governo amico, ma perché le rotture non le abbiamo avute neppure con altri governi di colore politico diverso. C’e un interesse a portare in fondo un accordo quanto più possibile migliore per un servizio essenziale come la sanità, ma anche per altri servizi a cominciare dai trasporti e per altre partite come il sociale”.

In sintesi, Rossi manifesta “massima disponibilita”, presa d’atto degli “elementi di discontinuita”, richiesta di approfondimento, di discussione e, se possibile, di miglioramento. Per la sanità in particolare e in modo speciale: “E’ un tema che dobbiamo trattare e discutere insieme: Regioni e Governo”.

Rossi ripete che la legge di stabilità in discussione per la prima volta è una manovra che punta allo sviluppo, che fa uno sforzo importante per recuperare 2 miliardi e 200 milioni per servizi essenziali come il diritto allo studio, la non autosufficienza e i trasporti. “Se queste risorse saranno effettivamente spendibili, come ci era stato promesso, raggiungeremo – osserva – un risultato positivo”.

“Proporro” al Governo – annuncia Rossi – di considerare l’investimento in sanita’ un investimento per lo sviluppo. Il Governo ha tolto le imposte sugli investimenti in attrezzature nel settore privato, da cui si possono detrarre il 140% sull’ammortamento. Vuol dire che per la ripresa ci vogliono investimenti nel settore privato. Analogamente per la ripresa servono investimenti nelle tecnologie e nell’edilizia sanitaria”.
“Al governo – aggiunge – lancio un messaggio: discutiamo per il 2016, rimettiamo al centro l’orgoglio della sanita’ nazionale, e guai a farci venire in mente scorciatoie”.

Il governatore toscano osserva che “sulla sanita’ c’e’ un miliardo in piu’. Dico che e’ un po’ pochino, ed e’ grosso modo la cifra su cui lo stanziamento del fondo sanitario ha orbitato nel 2011-2012. Nel 2016 torniamo col miliardo in piu’, a 111 miliardi come avevamo nel 2013″.
“Ne prendo atto e vorrei discutere e capire con il Governo cosa significa”, dice Rossi. “Di sicuro – spiega – i numeri negano che la spesa sanitaria sia esplosa e dimostrano invece come la sanità, e dunque le Regioni, abbiamo dato il loro contributo alla tenuta dei conti statali”. “Se in altri settori ci fosse comportati allo stesso modo – aggiunge il presidente toscano – il debito pubblico non sarebbe cresciuto, come invece è successo. Di certo non lo ha fatto crescere la sanità”.

Rimane il tema degli investimenti. “Una sanità pubblica che non investe in tecnologia e in edilizia rischia il declino. Finora come Regione abbiamo investito molto. L’abbiamo potuto fare perché gli investimenti in sanità erano fuori dal patto. Adesso rientrano invece nelle regole del pareggio di bilancio e se la Regione non lo potrà più fare ci dovrà pensare il Governo”. “Del resto – conclude – la sanità è da sempre un volano di sviluppo. Investire in sanità significa anche aiutare la ripresa e in una legge di stabilità tutta incentrata sul sostegno allo sviluppo questo dovrebbe essere una elemento che il Governo dovrebbe valutare attentamente”.

C’e’ una proposta di spending review, dice Rossi, “che puo’ entrare immediatamente in attuazione attraverso leggi nazionali che consentono, quindi, di risparmiare, eliminare piu’ agevolmente gli sprechi, perche’ i risparmi sono egualmente entrate quindi si sommerebbero al miliardo in piu’ che il Governo ha messo”.

All’ordine del giorno anche la partita anti epatite C. “Mi auguro – dice Rossi – che nel miliardo in più per la sanità ci siano i farmaci anti epatite C” che la Toscana ha chiesto che vengono assicurati dal servizio sanitario nazionale a tutti i malati, che in Toscana sono 26 mila.
“Abbiamo fatto al Governo – ricorda Rossi – una proposta per eradicare la malattia. E’ stato istituito un tavolo e dunque mi pare che ci abbiamo ascoltato. Si parla, per il 2016, anche di finanziamenti per farmaci innovativi. E’ una formula generica, mi auguro che dentro ci siano anche quelli per l’epatite C ed è quanto voglio appurare”.

La partita di Enrico Rossi si sta delineando sempre più a tutto tondo. Come governatore e come portatore di una nuova visione della sinistra di governo. Si diceva dei governatori di Regioni “troppo critici” con il Governo. Il Presidente del Lazio Nicola Zingaretti sembra in sintonia con Rossi. “Guardo – dichiara all’agenzia Dire – al bicchiere mezzo pieno perché e’ il tempo di costruire. La convocazione è una buona notizia perché potrà partire il confronto che dovrà essere sul futuro dell’Italia e le innovazioni necessarie per cambiare”. “L’epilogo – per Zingaretti – non potrà che essere una grande riforma che in tempi non biblici ridisegni funzioni e numero delle Regioni. Occorrono meno sprechi da parte di tutti e forse meno funzioni alle quali devono corrispondere coperture adeguate. Si puo fare anzi, si deve fare”.
E’ una battaglia per la riforma dell’istituto regionale che vede Zingaretti affiancato al governatore toscano, che da tempo ha lanciato proposte innovative, come quella dell’Italia di Mezzo (tre regioni in una, Toscana, Umbria e Marche).

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