Rossi lancia la sfida: sono alternativo a Renzi

Rossi lancia la sfida: sono alternativo a Renzi

Pontedera - Enrico Rossi annuncia la candidatura alla segreteria del Pd. Una partenza in casa, meglio, da casa! Lo farà, infatti, stasera da Pondedera (ad una iniziativa di partito, allo Sporting Club “V. Gronchi”, in via dell’Olmo), dove è iniziata la sua storia politica, prima come assessore, poi come sindaco, e da qui, con un crescendo inarrestabile, assessore per due legislature alla sanità e, infine,  presidente della Toscana dal 2010. L’annuncio dell’annuncio l’ha fatto poco prima di mezzogiorno a Pisa, dove si trovava per terza tappa del suo “Viaggio di Toscana” da presidente della Regione.
Queste le sue parole: “Stasera a Pontedera, che e’ casa mia, annuncio ufficialmente che mi candidero’ alla segreteria nazionale del Pd e quindi lavorero’ per raccogliere le firme necessarie per farlo”. “La mia sara’ una candidatura – spiega – alternativa a Renzi ma con l’ambizione di superare la dinamica tra renziani e antirenziani. Per questo mi definisco convintamente rossiano“.
“Quello che mi sento di assicurare fin da ora – aggiunge – e’ che non faro’ danni al Pd, perche’ penso che in un partito plurale come il nostro si possa esprimere le proprie opinioni anche senza dover poi portare via il pallone con il quale si gioca”.
La candidatura alla guida del Pd ha l’obiettivo, prosegue Rossi, di “uscire dagli schemi attuali dell’essere con Renzi o anti-Renzi e di avere come interlocutore la sinistra del partito pur riconoscendo la spinta innovativa del premier”. “Credo che in un partito ci si debba stare anche rispettandone la disciplina – conclude – ed e’ per questo che dopo mesi di incontri e occasioni in cui ho espresso le mie idee ho sentito il dovere di candidarmi e di provare a superare certe divisioni mettendo in campo una proposta politica alternativa ma che non e’ contro nessuno”.

Nella foto: La notiza della candidatura di Enrico Rossi alla segreteria del Pd in apertura di repubblica.it

Nella foto: La notiza della candidatura di Enrico Rossi alla segreteria del Pd in apertura di repubblica.it

Tutto era cominciato il primo settembre scorso, dopo un’intervista rilasciata alla Stampa di Torino e da una successiva domanda rivoltagli da Valter Rizzo, giornalista del Tgr Rai della Toscana: “Presidente che vuol dire quell’intervista? Che intende candidarsi”? “Perchè no?“, fu la risposta di Rossi. Dal “perchè no” all’annuncio ufficiale di oggi sono passati 4 mesi e 22 giorni. Evidentemente le ragioni di questo passo non mancano. Rossi da quel giorno ha cercato di spiegarle più volte. Ma cos’è cambiato da settembre ad oggi? “La mia grande convinzione di doverlo fare si è fortemente rafforzata”.
E’ una candidatura ben definita che si sintetizza nel seguente obiettivo: «Voglio superare la dinamica renziani-antirenziani».
E’ una sfida impegnativa. Ma dopo a due anni e due mesi dalla vittoria di Renzi su Bersani alle primarie (e dopo due anni di Governo), non mancano gli elementi per dire che la Direzione del Pd è stata un’esperienza da rivedere. Rossi vuole rappresentare un diverso modo di essere partito e una attenzione maggiore agli ultimi, alla solidarietà, senza rinunciare al riformismo. Si pensi alla grande attenzione al tema della povertà e della redistribuzione.
«Non so come la prenderà Renzi – disse Rossi a settembre – ma voglio stare nel dibattito politico nazionale. Il mio profilo culturale non è quello di Renzi». La sfida è dunque lanciata. Le prime reazioni? L’europarlamentare renziano doc Nicola Danti fà l’ironico: “Caro Enrico, abbiamo capito”. L’altro renziano doc Antonio Mazzeo, vicesegretario regionale del Pd, distingue: “Sono rossiano quando Rossi fa il presidente della Toscana, perchè è un ottimo presidente, ma resto renziano per affidare la guida del mio partito a chi sta ottimamente guidando l’Italia“. I due ruoli, per Mazzeo non si toccano.
Altri la pensano diversamente. Non solo nel Pd.  Stando ai primi commenti alla notizia apparsa in apertura su repubblica.it, non mancano toni di aperta condivisione alla sfida lanciata da Rossi. Ve ne proponiamo tre:
“Ho avuto modo di ascoltare molti suoi interventi in trasmissioni televisive e mi auguravo un suo impegno in prima persona a dirigere il PD. Buon Lavoro”; “Mi auguro che Renzi accolga questa proposta e sono certo che il PD ha solo da guadagnare”; “Caro Rossi, metta nero su bianco un programma politico e soprattutto s’impegni solennemente a rispettarlo… In tal caso la possibilità di ottenere il voto mio e quello di tanti altri esiste ed è addirittura elevata”; “Grande Rossi! Aspettavo da tempo questa tua disponibilità”.

Stasera tutti a Pontedera.

image_pdfimage_print

Leave a Reply

Share this: