ROSSI: LA RIFORMA NELLE MANI DEI “PRODUTTORI DI SALUTE”

ROSSI: LA RIFORMA NELLE MANI DEI “PRODUTTORI DI SALUTE”

Firenze – “Gli operatori del servizio sanitario pubblico mi piace chiamarli “produttori di salute”. Credo molto al fatto che saranno gli operatori della sanità a fare questa riforma. A loro mi rivolgo per realizzare la riforma della sanità, la “rivoluzione della qualità”. Bisogna fare uno sforzo duro, perchè i soldi sono meno di prima e non si devono aumentare le tasse. E quindi bisogna riformare la sanità in modo di poter erogare la stessa quantità e qualità dei servizi spendendo di meno. Sono gli operatori, i “produttori di salute” che ci devono dire come per ogni determinata disciplina si può risparmiare il 4-5%, perchè loro sanno come si fa, dove andare a mettere le mani”. Così Enrico Rossi risponde a una domanda sulla riforma sanitaria nel corso della videochat di cui è stato protagonista dagli studi de La Nazione, con la conduzione di Paola Fichera.
“La sanità si modifica continuamente – aggiunge Rossi – e dobbiamo sempre intervenire con obiettivi di ottimizzazione e di miglioramento complessivo, eliminando i doppioni, o con misure per l’utilizzazione intensiva delle apparecchiature. Intorno alla riforma c’è molto interesse. Questa riforma mette in discussione le posizioni di tutti ed è normale che qualcuno reagisca. Quello che non accetto è chiusura a difesa delle proprie posizioni, le chiusure corporative. Chiedo a tutti di avere coraggio, di mettersi in discussione. E confido molto che gli operatori si appassioneranno a come far meglio spendendo meno”.
“Noi mandiamo a casa un certo numero di infermieri – dice Rossi rispondendo a una domanda specifica – avvalendoci della pre-Fornero e, quindi, nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori. Questo libera spazi sia a nuove assunzioni di infermieri sia a una riorganizzazione di tutto il comparto, che non può essere fatto solo da laureati ma anche da operatori socio sanitari. Io sono per assumere giovani e per dare un equilibrio corretto al comparto”. Infine sui piccoli ospedali: “Voglio rassicurare chi teme la loro chiusura: questa riforma la facciamo proprio per evitare di chiudere i piccoli ospedali, che devono trovare la loro funzione di carattere specialistico”.

Sul tema della sanità, il candidato di Forza Italia Mugnai continua a parlare del buco all’Asl di Massa. “Il buco – replica Rossi – ormai è ‘solo nella sua testa’. La Toscana da due anni a questa parte ha accumulato un cospicuo avanzo di amministrazione. I bilanci delle Asl toscane sono tutti certificati, unico caso nazionale. Significa che una società esterna ha certificato i nostri bilanci come se dovessimo quotarci in borsa”. “Mugnai – prosegue Rossi – nasconde un dato: I bilanci 2013/2014 della sanità Toscana si sono infatti chiusi con un avanzo di amministrazione di ben 45 milioni. Il che significa che abbiamo risparmiato risorse e che tutte le Asl, compresa Massa, sono state in grado di chiudere i bilanci in pareggio e di farsi avanzare qualcosa che, ad esempio, possiamo destinare per l’acquisto de farmaco contro l’epatite C”. “Mugnai non essendo in grado di formulare nessuna proposta, continua a ripetere come un disco rotto accuse già superate dai fatti. Sarebbe come se io, rivolgendomi alla sua calvizie, lo accusassi di non aver usato per tempo la brillantina Linetti. Poiché si candida a fare il Presidente della Regione Toscana farebbe meglio – osserva Rossi – ad avanzare proposte alternative alla mia riforma in modo da sviluppare un terreno su questioni reali; ma ahimè, lo so, è chiedergli troppo”.

Molti i temi affrontati durante la videochat, che ha scatenato, a detta degli stessi curatori, una valanga di domande per Rossi. L’aeroporto (“Ho risolto un problema vecchio di trent’anni con una svolta straordinaria. Prima della fusione tra Firenze e Pisa nessuno dei due scali entrava tra i primi dieci d’Italia, insieme compongono il terzo sistema nazionale”), il lavoro (“Abbiamo anticipato i bandi europei per dare sostegno alle imprese dinamiche. Interveniamo nei casi di crisi, come quello drammatico della Smith”), e la promozione turistica: “La Toscana – osserva Rossi – fa sognare le borghesie del mondo. Dobbiamo fare di più per la promozione e metterci più soldi. Un aiuto ce lo devono dare i comuni. Tra le 25 proposte per i primi cento giorni (si possono trovare nel sito ufficiale della campagna elettorale www.toscanacisiamo.it), Enrico Rossi ha inserito anche la promozione. “Tutta la Toscana è bella e attraente”, è scritto nella premessa. L’obiettivo è “Utilizzare i migliori portali europei del turismo, a cominciare da turismo.intoscana.it, per promuovere ogni giorno dell’anno uno dei nostri 280 comuni nell’ambito delle diverse ‘Toscane’ turistiche; quella della costa, delle città d’arte, della montagna, delle colline, delle terme e così via. Sarà lo stesso Comune a suggerire il luogo da valorizzare. È giusto così, perché tutta la Toscana è bella e attraente. Costa poco e sarà un boom”.

di Susanna Cressati

Foto di copertina: Enrico Rossi durante la videochat alla Nazione

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