SCHULZ SOSTIENE ROSSI: LA TOSCANA HA SAPUTO REAGIRE ALLA CRISI

SCHULZ SOSTIENE ROSSI: LA TOSCANA HA SAPUTO REAGIRE ALLA CRISI

Firenze – E quasi in dirittura finale arriva il sostegno di un amico. Perchè tale è il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz per Enrico Rossi. Proprio oggi i due hanno avuto una conversazione telefonica, mentre il candidato era a Lucca per la campagna elettorale. Oltre agli auguri per il voto di domenica, Schulz ha voluto riconoscere a Rossi lo sforzo della Toscana nel far fronte alla crisi, con iniziative tese a rafforzare la solidarietà e la competitività del sistema regionale, e ha posto un particolare accento sulle misure per la lotta alla disoccupazione giovanile. Schulz ha inoltre riconosciuto il valore aggiunto dell’europeismo toscano che ha permesso di cogliere al meglio le opportunità fornite dall’Unione, sottolineando come in futuro l’attivazione del Piano Juncker per gli investimenti potrebbe rappresentare un volano economico di prim’ordine per la Toscana e le altre regioni italiane. Ricordiamo che sul piano Juncker Rossi ha proposto degli emendamenti al parere del Parlamento Europeo nel corso dell’ultima missione a Bruxelles, insistendo sulla necessità della ‘golden rule’, ovvero la regola sulla sottrazione degli investimenti dal calcolo del rapporto deficit/pil degli Stati.
Il Presidente Schulz ha avuto una relazione stretta con il Presidente Rossi sin dall’inizio del suo mandato e ha visitato la Toscana in numerose occasioni: si ricordano per esempio l’incontro con i lavoratori delle acciaierie di Piombino e la visita a Sant’Anna di Stazzema per ricordare l’eccidio commesso dalle SS, la cui vicenda processuale proprio ieri ha conosciuto un nuovo sviluppo con l’archiviazione da parte della Procura di Amburgo del procedimento contro il militare nazista Gerhard Sommer. Anche su questo Rossi è intervenuto oggi con un commento: “E’ una offesa alla memoria delle vittime di Sant’Anna di Stazzema, alle coscienze di tutti i democratici toscani e italiani. A fronte dei tanti giovani tedeschi che vengono in pellegrinaggio al Parco della Pace o di Martin Schulz che con me ha celebrato il ricordo della strage c’è una Germania reticente che ancora non vuol fare i conti con la storia. E che pensa così di eludere le proprie responsabilità e di sfuggire dalle proprie vergogne”.

IL RISCHIO ASTENSIONISMO – Nel corso della giornata Rossi è tornato a riflettere su uno dei temi del giorno, quello del rischio astensionismo. Lo ha fatto nel corso di una intervista rilasciata all’emittente radiofonica Controradio ed andata in onda nella mattinata. “Credo che parlare di astensionismo – ha detto, tra l’altro – chiami in causa il problema della democrazia e della partecipazione, il rapporto tra democrazia e capitalismo, l’incapacità che oggi hanno le istituzioni e la politica di proteggere gli strati popolari, i lavoratori in difficoltà dagli effetti dell’impoverimento e della crisi. E questo spinge a un rancore verso le istituzioni democratiche che sono incapaci di risolvere i problemi di tutti i giorni. Le persone perdono fiducia perchè la democrazia non è più in grado garantire diritti fondamentali come il lavoro. C’è anche il discredito della classe politica, perchè questa continua con comportamenti inaccettabili. Per questo ho proposto che tutti gli eletti aderiscano alla Carta di Avviso Pubblico, che costringe a comportamenti morali. Intanto dico però che il fango che ha sporcato tante istituzioni e regioni non ha toccato la Toscana e che i nostri comportamenti sono sempre stati sobri”.
“Aggiungo anche – sottolinea Rossi - che il clima e le scelte di natura tecnica hanno un impatto sul fenomeno dell’astensionismo. Noi andiamo al voto ancora come ci andammo nell’immediato dopoguerra, come se il mondo fosse lo stesso di 70 anni fa. Ma così non è. La gente si muove, si è rotta quella unità di tempo e di spazio della vita che solo 30 anni fa era forte. Bisognerebbe che anche la pubblica amministrazione si adeguasse. Non c’è una modernizzazione e un adeguamento dello stato”. Infine, conclude Rossi: “Vorrei una riflessione seria e senza scorciatoie sulle cause che portano a denigrare questo paese e le istituzioni. Il paese sembra aver preso una strada che porta a smantellare le istituzioni: si dice via le province, poi via le regioni, manca il passaggio ‘via i comuni’ e torniamo ai podestà nominati dall’alto. Mi batterò perchè le istituzioni, che pure devono essere riformate, facciano uno sforzo per consentire una maggiore partecipazione dei cittadini ad un momento fondamentale come sono le elezioni. Non dobbiamo dimenticare che le elezioni sono state una conquista che abbiamo pagato con il sangue”.

LA SINISTRA E LA TOSCANA “ROSSA” – Poi una risposta sull’atteggiamento della sinistra estrema: “Avanzano forze di tipo populista, la destra non esprime nessuna alternativa credibile e anche la sinistra mi sembra rifugiarsi piano piano in un ruolo un po’ minoritario, velleitario, non mi pare che sugli argomenti concreti esprima una alternativa. Più che altro – ha proseguito Rossi - mi pare che stia tentando di misurare in termini antirenziani che peso ha in Toscana, sapendo che comunque il Pd vincerà e Rossi vincerà e che quindi non ci sono problemi di tenuta del governo regionale a sinistra. E’ un calcolo sbagliato. Sarebbe stato preferibile che avessero continuato, anche in modo critico, a stare all’interno della maggioranza a sinistra, sarebbe stato uno sfondamento straordinaria in Toscana. Ho questo cruccio, sono molto dispiaciuto. La Toscana “rossa” avrebbe avuto in questo risultato un punto altissimo e avrebbe avuto una capacità di tenuta unica nel panorama nazionale. Non è stato scelto questo, sono rammaricato. Mi verrebbe da dire in modo un po’ polemico: davvero Sel che sostiene la Moretti in Veneto pensa che la Moretti sia più a sinistra di Rossi? O che lo sia la Marini in Umbria o addirittura Emiliano? Peccato”.

IL VOTO DISGIUNTO – “C’è anche – ha sottolineato il presidente candidato – la possibilità tecnica di votare Rossi e poi sulle liste orientarsi come meglio si ritiene. Il rischio che corre questa sinistra con cui non siamo riusciti a fare un accordo è che alla fine tirino la volata al Movimento 5 Stelle. Gli argomenti rischiano di assomigliarsi molto: le infrastrutture, una certa critica ambientalista, legittima, ma che si infrange sulle cose importanti che abbiamo fatto come la legge 65, il Piano paesaggistico. Questo è il rischio che vedo. Avrebbero potuto avere più voti dicendo: ci presentiamo per votare Rossi, anche con programma alternativo, perchè vogliamo tenere unita la sinistra e pesare nel governo della Toscana. Era così semplice”.

di Susanna Cressati

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