Rossi: i diritti della minoranza e il dovere di governare

Rossi: i diritti della minoranza e il dovere di governare

Firenze – Sabato scorso in Consiglio regionale dove si sta discutendo della legge di riforma della sanità toscana. Per l’ostruzionismo dichiarato delle opposizioni, una grande ammucchiata, da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Sì Toscana, destra e estrema sinistra insieme, il Consiglio regionale è riunito ininterrottamente da martedi 15 dicembre. La maggioranza del Pd, insieme al Presidente della Giunta regionale Enrico Rossi decide di stralciare un certo numero di articoli e rinviarli al mese di gennaio per consentire l’approvazione della legge di riforma e poter iniziare il 2016 con la riforma operativa. Che significa che la Asl toscane saranno solo tre.
Intervengono tutti i capigruppo, interviene anche Enrico Rossi, che aveva seguito, fino ad allora, i lavori, mattina, pomeriggio e sedute notturne. Ma il suo intervento si trasforma in una sorta di lezione sui diritti delle opposizioni e della maggioranza. Un intervento che va oltre il merito della riforma sanitaria. Ve lo proponiamo nella versione integrale nel filmato allegato. Rossi, in un post su Facebook, dal titolo I diritti della minoranza e il dovere di governare, riassumerà il suo pensiero.

Nella foto: Enrico Rossi in Consiglio Regionale

Nella foto: Enrico Rossi in Consiglio Regionale

I diritti della minoranza - inizia Rossi – devono essere rispettati ma anche quelli della maggioranza che ha il dovere di governare. Prima delle elezioni ho detto che avremmo fatto una riforma difficile con sole tre Asl, una rivoluzione della qualità. Con questo abbiamo vinto e da gennaio ci saranno tre Asl.
Le opposizioni hanno turlupinato e ingannato i cittadini davanti agli ospedali dicendo che questa riforma avrebbe favorito la privatizzazione della sanità. Noi abbiamo detto invece ai cittadini che da gennaio 2016 le Asl saranno ridotte e abbiamo ricevuto seicentocinquantamila voti. Tutti gli ospedali resteranno aperti. Non siamo perfetti, ma miglioreremo ancora il servizio rendendolo più snello e premiando la qualità. Non siamo i soli, in Abruzzo stanno discutendo una riforma che porterà ad una sola Asl. Noi passeremo a tre. Da gennaio sarà così.
Questo è il governo. In questa regione chi ha il dovere di governare governa, con grande onestà politica. Sbraitare in aula e strumentalizzare la sanità non servirà a mettere in discussione il voto di maggio. Chi ha perso deve rassegnarsi a rispettare le istituzioni e i cittadini. Bisogna partire dal rispetto del giudizio dei cittadini che hanno votato e hanno approvato il nostro programma politico con un pronunciamento esplicito e ufficiale, consegnato nel segreto delle urne.

Il referendum – Era diritto delle opposizioni e dei comitati raccogliere le firme. Le firme sono state
depositate e tutto avrà il suo tempo. Con l’opposizione non facciamo accordi sottobanco per ritardare la verifica delle firme. Gli uffici devono andare avanti per loro conto. Noi non vogliamo impedire o limitare la partecipazione. Toccherà agli organi di merito dire la loro su quello che accadrà. Lo vedremo strada facendo. Ogni cosa a suo tempo.
Se il referendum verrà superato lo vedremo e in tal caso non sarà la prima volta.
Nella storia repubblicana ci sono stati almeno dodici referendum per cui sono state raccolte le firme e che poi non sono stati fatti. Per l’intervento del Parlamento o per sopraggiunta sentenza della Corte Costituzionale.
Quello che è invece accaduto per la prima volta in Toscana è stata l’emersione di una nuova chimera politica. Una santa alleanza che va dalla destra all’estrema sinistra. Per fare cosa? Per mettere in discussione il risultato elettorale.
Non so è nata davvero una nuova opposizione in Consiglio ma vedo che è nel mio partito è nato nuovo gruppo consiliare, una nuova classe dirigente che rappresenta il Pd. Che in aula è rimasta unita e paziente. Che si è fatta carico dell’interesse generale.
A gennaio, entro trenta giorni dal l’approvazione della legge torneremo in aula come abbiamo promesso. Discuteremo con tutti per migliorare ancora. Le buone idee sono musica per le nostre orecchie. Siamo primi in Italia per i livelli essenziali di assistenza. Non siamo ancora contenti e per questo ascolteremo tutti per fare meglio. Ma impediremo –
conclude Rossi – con tutta la nostra forza democratica l’arretramento e il peggioramento del sistema.

Per la cronaca, la legge di riforma sarà approvata nella notte di sabato 19 dicembre.

Nella foto di copertina: Foto di gruppo dei Consiglieri regionali del Pd dopo la maratona in Consiglio regionale per l’approvazione della legge di riforma della sanità 

Nel filmato: L’intervento del Presidente della Toscana Enrico Rossi in Consiglio Regionale durante il dibattito sulla legge di riforma del Sistema sanitario

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