ROSSI E LIVORNO, QUEL ROSSO CHE LI ACCOMUNA

ROSSI E LIVORNO, QUEL ROSSO CHE LI ACCOMUNA

Firenze – Livorno è la città giusta per presentare Enrico Rossi come candidato presidente della Regione Toscana. Li accomuna, se non altro, un colore, il rosso: rosso amaranto il colore della città, il colore delle camicie dei suoi garibaldini (che Rossi ha ricordato nel libro ”Viaggio in Toscana”), del suo cuore acceso ed inquieto. Rosso il colore della passione politica di Enrico Rossi (quasi un gioco di parole), portata con orgoglio nel corso di tanti e tanti anni di militanza e attraverso non facili né scontati passaggi.
A Livorno, città governata ininterrottamente dalla sinistra dal 1946 al 2014, parte ufficialmente domani il viaggio del candidato del Pd. L’appuntamento (come riporta il sito della campagna elettorale di Enrico Rossi, toscanacisiamo.it), che inizierà alle 10.30, si svolge nella sala del Terminal Crociere del Porto (ingresso da piazzale dei Marmi). Oltre a Rossi, interverranno il segretario regionale del Partito Democratico Dario Parrini e Marco Manneschi per la lista Popolo Toscano. Saranno presenti tutti i canditati del Pd per il Consiglio Regionale, ufficializzati oggi dalla direzione regionale del Pd.

IL PROGRAMMA ELETTORALE – Si parlerà del programma elettorale del 31 maggio, delle tante cose fatte nella legislatura appena conclusa, ma soprattutto delle sfide che si profilano davanti alla Toscana e della necessità di rispondere alla crisi con sempre maggiore energia e determinazione. E’ un po’ il “canovaccio” già tracciato da Enrico Rossi nei giorni scorsi, durante la presentazione del comitato elettorale e nelle prime uscite sul territorio. In ogni occasione il candidato del Pd ha evocato una Regione vicina ai cittadini, presente sui territori, impegnata in un dialogo costante con i comuni e le forze sociali: “Non si può governare in solitudine – ha detto – e non esistono riforme calate dall’alto”.
Un governo partecipato, è questa la promessa di Rossi, per una Toscana dinamica, che ha saputo alzarsi in piedi per sfidare la crisi con rinnovato dinamismo, rifiutando di farsi imprigionare da paura e insicurezza, e nello stesso tempo non rinuncia ai propri ideali di solidarietà, che sono storia e guida e ispirazione delle responsabilità di oggi. Tutto questo in una prospettiva europea. Perchè non ci sarà vera ripresa, nemmeno per la Toscana, senza una svolta nelle politiche europee, che passa attraverso la sconfitta della destra e attraverso l’apertura di una nuova strada per il socialismo europeo. Ne è tanto convinto, Rossi, da essere andato proprio in questi giorni a Bruxelles per combattere, anche a nome della Toscana, questa battaglia contro le politiche della Troika.

I COMPETITOR DI ROSSI - Quanto alla lista dei competitor, invocati dallo stesso Rossi nel corso della presentazione del comitato elettorale come “un bene per la politica”, si è finalmente completata, a scanso di novità dell’ultima ora. “Polvere di stelle” a destra, dove i candidati sono addirittura quattro. In ordine alfabetico: Claudio Borghi, candidato della Lega Nord in Toscana, milanese con radici senesi, economista, definito anche è uno degli artefici della strada no-euro ferocemente perseguita da Matteo Salvini. Poi Giovanni Donzelli per FdI, fiorentino, militante del Fuan negli anni novanta, che nel suo blog si definisce “particolarmente impegnato nel combattere il sistema di potere rosso”, Gianni Lamioni per Ncd, imprenditore grossetano e presidente di Unioncamere di Grosseto. Ed ultimo (anche in ordine di “discesa in campo”), Stefano Mugnai, fiorentino, consigliere regionale di lungo corso, specializzato in sanità, prescelto da Forza Italia dopo un feroce scontro interno al partito. Scontro che avrebbe sancito, con la scelta di Mugnai, la vittoria, storica, della viareggina Bergamini (e Toti). Dopo i quattro candidati della destra, troviamo Giacomo Giannarelli, carrarino, che si candida per M5S, e precisamente come “Portavoce Presidente Regionale per il Movimento 5 Stelle”, fiero di non aver avuto tessere, essere incensurato e non aver mai ricoperto cariche elettive. Tommaso Fattori fiorentino, è il candidato di Sì-Toscana a Sinistra, che confida nella “forza sociale” dei movimenti che rappresenta.

L’AFFLUENZA AL VOTO – Molta attenzione, da parte di tutti i candidati, a un tema già scottante nei sondaggi: l’affluenza al voto. Enrico Rossi ammette: “La gente non ne può più dell’inerzia e dell’ignavia della politica, chiede assunzione di responsabilità e soluzioni concrete e immediate a problemi di convivenza che ormai sono quotidiani”. Contro la disaffezione, il candidato del Pd promette lavoro e passione, ideali e pragmatismo. Una ricetta forte.

di Susanna Cressati

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