ROSSI E LA CORSA PER FARE “DI PIU’ E MEGLIO”

ROSSI E LA CORSA PER FARE “DI PIU’ E MEGLIO”

Firenze – Enrico Rossi è in campo. Per fare di più e meglio di quanto fatto nella legislatura che si sta chiudendo. L’annuncio della ricandidatura dallo stesso palazzo di cinque anni fa, in piazza Frescobaldi. E’ cambiato solo il piano, dal primo al secondo, scelto come sede del comitato elettorale che accompagnerà la sua seconda corsa alla presidenza della Regione.
Un viaggio all’insegna di #Toscanacisiamo e del sito toscanacisiamo.it. Una campagna che si avvarrà non poco dei tradizionali social e che, per la conferenza stampa di presentazione, ha fatto ricorso all’ultima novità, la diretta su Periscope, che ha registrato circa trecento visite singole. Una conferenza stampa di fatto allargata.
“Ci siamo”, spiega Rossi, è ciò che ci ha caratterizzato in questi cinque anni. Ci siamo sempre stati, su ogni problema, mettendoci ogni volta la faccia. E la faccia continuerà a metterla ancora in questi giorni, da Presidente della Toscana: il 16 e il 17 aprile sarà a Bruxelles, al comitato delle Regioni, a “contestare – dice, riprendendo  un a definizione del premier Matteo Renzi – il patto di stupidità”:  Rossi presenterà, a nome del Pse, tre emendamenti contro il Patto di stabilità, chiedendo di togliere dal patto le spese per gli investimenti. “Bisogna aprire la strada a un nuovo socialismo in Europa – spiega Rossi – che sconfigga la destra di cui Jean-Claude Junker è il massimo rappresentante e io sarò a Bruxelles per dire la mia. Apprezzo quanto fatto fino ad ora da Mario Draghi, ma quello degli investimenti per la sinistra europea è un fattore decisivo”.
E sempre a proposito di faccia, l’annuncio, in conferenza stampa, della decisione presa dalla Giunta regionale in mattinata, di utilizzare i 45 milioni dell’avanzo di bilancio per il 2013 e 2104 della sanità toscana, per l’acquisto del nuovissimo e costosissimo farmaco salvavita per gli ammalati di epatite C: un farmaco biotecnologico che risolverà in via definitiva nel giro di due anni il problema che stanno vivendo circa 15.000 toscani con gravi patologie epatiche.

La faccia anche per alcune riforme di rilievo in cui la Toscana si è distinta, diventando una regione modello, a cui ispirarsi. Il Piano del paesaggio prima di tutto, ma anche la legge di riforma che riduce da 12 a tre le Aziende sanitarie. Un processo di riforma, già approvato dal Consiglio regionale, di fatto fatto proprio dal Premier Renzi pochi giorni fa, che ha scatenato dure reazioni da parte del governatore veneto Luca Zaia contro Rossi. Zaia parla addirittura di bancarotta della Toscana. Ma Rossi non gliele manda a dire: “L’unica bancarotta che vedo – risponde il presidente toscano – e’ quella della Lega in Veneto, perche’ dividendosi ha messo a repentaglio la sua rielezione. Forse e’ un po’ in affanno e un certo nervosismo e’ legato anche a questo. Sono dichiarazioni prive di senso, provocate da una campagna elettorale che in Veneto si presenta assai difficile. A poco gli serviranno le falsità che recita contro la Toscana nel tentativo di recuperare credibilità”. “Informo Zaia che il bilancio 2013 della sanità toscana si è chiuso con un avanzo di 9 milioni e quello del 2014 sempre con un avanzo di 1 milione a cui si aggiunge un ulteriore riserva di 35 milioni”. E annuncia, a sopresa l’investimento per il farmaco contro l’epatite : “Se fossi il governo direi che in Toscana abbiamo un tesoretto di 45 milioni che investiremo nella terapia contro l’epatite C, in modo da venire immediatamente incontro alle esigenze di cura di 15mila toscani affetti da questa patologia”. “Sfido Zaia a fare altrettanto adottando un piano come il nostro per curare queste persone, e a certificare i bilanci delle sue Asl come da anni facciamo in Toscana. Non metto in dubbio la loro correttezza, ma la certificazione aggiungerebbe un valore in più, che fino ad oggi solo la Toscana persegue. Così come la Toscana è la prima regione italiana nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea), mentre il Veneto è al quinto posto della classifica del Ministero della salute. Caro Zaia arrivederci e buona campagna elettorale”.

Nella foto: Enrico Rossi e i suoi giovani collaboratori nella conferenza stampa di presentazione della sua candidatura

Nella foto: Enrico Rossi e i suoi giovani collaboratori nella conferenza stampa di presentazione della sua candidatura

Da Toscana seduta, come era stata descritta cinque anni fa, ad un Toscana, che pur dentro ad una crisi, in cinque anni è diventata una Toscana dinamica. Un dinamismo che Rossi riassume ricordando come la Toscana sia “riuscita a contenere la perdita di Pil e la disoccupazione, con un export che primeggia a livello nazionale e europeo”.”La Toscana – prosegue – è anche riuscita a spendere i fondi comunitari, ad anticipare i bandi del nuovo settennato, a far fronte a tagli importanti che potevano minacciare la tenuta dei servizi, la scuola, la sanità, il sociale, su cui, anzi, spesso siamo intervenuti in sostituzione dello Stato”. Quella appena conclusa è stata anche una legislatura di grandi riforme: “Penso – è l’elenco di Rossi – al governo del territorio, al piano del paesaggio, alla legge sulle cave, agli accordi di programma per la costa, Piombino, Livorno, Massa Carrara che possono aprire davvero un futuro alla regione, alla legge N. 65 che impedisce un ulteriore consumo di suolo, alla riforma sanitaria che vogliamo fare per confermare il nostro primato in materia di livelli essenziali di assistenza, ai progetti Giovanisì. Per tutto questo, la Toscana “seduta” è diventata Toscana dinamica, e adesso vogliamo continuare a fare di più e meglio”.

Come intende Rossi caratterizzare il prossimo mandato? Rossi pensa ad una Toscana più vicina ai cittadini, presente sui territori, impegnata in un dialogo costante con i comuni e le forze sociali: “Non si può governare in solitudine – dice – e non esistono riforme calate dall’alto”.

Cosa pensa Rossi del rischio di astensionismo, delle divisioni nel Pd e nella sinistra e la mancanza di un competitor unico a destra? “Sono preoccupato per la partecipazione – ammette Rossi – Dobbiamo far di tutto per sconfiggere il legittimo rancore dei cittadini nei confronti della politica per la crisi e anche per comportamenti sbagliati. Qui in Toscana abbiamo reintrodotto le preferenze e questo significa entrare in un meccanismo di competizione anche all’interno del partito, che, senza esagerare, è in parte fisiologico. Se sarò riconfermato starò, di diritto, nel dibattito politico nazionale, dandomi un profilo autonomo nel dibattito interno al Pd. Sulla vicenda della divisione della sinistra in Toscana hanno pesato di più, mi pare, le vicende nazionali. Non intendo fare polemiche – prosegue Rossi, riferendosi ad alcune dichiarazioni di Tommaso Fattori, candidato per SìToscana – tantomeno con Fattori che vuole raccogliere i voti di una certa sinistra radicale che ha voluto presentarsi da sola in Toscana. Io sono sempre stato in una sinistra di governo.”. E sulla destra? “Al momento non c’è un vero competitor – ammette e questo non è un bene, è l’effetto della crisi della politica che attraversa il paese e il centro destra”.

Ultima considerazione sulle Regioni: sono troppe e troppo costose? “Sono convinto – risponde Rossi – che bisogna cambiare, riformarle sarebbe giusto, come abbiamo cominciato a fare in Toscana, riducendo il numero di consiglieri a 40 e gli assessori ad otto. Bisogna alleggerirsi per correre di più”. Il segretario toscano del Pd, Dario Parrini, da sempre convinto della necessità di ridurre il numero delle Regioni, presente alla conferenza stampa, ha sicuramente apprezzato.

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