Rossi : Dal partito leggero al partito-comunità

Rossi : Dal partito leggero al partito-comunità

Il Presidente della Toscana Enrico Rossi torna sul tema di “Mafia Capitale“, sul quale aveva già scritto, su Facebook e su Toscana Italia, il 4 giugno. Lo fa ancora, sempre su Facebook e Toscana Italia, alla vigilia della Direzione nazionale del Pd, alla quale prenderà parte, chiamata ad analizzare l’esito del voto amministrativo di domenica scorsa. Ma anche degli sviluppi dell’inchiesta della magistratura romana, che vede coinvolti anche esponenti del Pd. Oggi, guarda caso, è il 7 giugno, giorno nel quale, 31 anni fa, Enrico Berlinguer, che sulla questione morale aveva basato la sua azione politica, venne colpito da un ictus durante un comizio a Padova (morirà quattro giorni) non riuscendo a terminare il discorso ma riuscendo a fare comunque l’ultimo drammatico appello ai militanti:«andate casa per casa, strada per strada». Quando il Partito era ancora quello. Scrive Rossi:

Dalle inchieste di mafia capitale emerge che anche il PD è inquinato e lo è con individui che hanno preso molti voti alle elezioni comunali. Gentaglia che per costruirsi il consenso è stata disposta a tutto.
Spregiudicati che hanno scelto la politica per fare un’impresa personale.
Questo è il rischio che corre il partito leggero, senza strutture e organizzazione, senza militanza e selezione della classe dirigente.
Non si può, né si deve rinunciare alle primarie e alle preferenze ma il criterio del consenso non basta a selezionare i dirigenti perché il rischio è che in tante realtà la società civile esprima il peggio di sé. Laddove il tessuto democratico è più forte, come in Toscana, il partito resta ancora sano mentre dove è più debole aumentano i rischi dell’ inquinamento e dell’infiltrazione del malaffare.
Io penso che si deve costruire un partito-comunità dove i militanti esercitano un forte controllo sociale, dove possono iscriversi solo le persone perbene sulla base di ideali e non di interessi personali, dove regolarmente si tengono le riunioni e si valuta il valore, la competenza e la dedizione dei dirigenti e degli iscritti e si decide insieme la linea da tenere.
Questo è un partito che avrà molti veri e forti leader sul territorio e non i notabili o i capi bastone o le consorterie.
Questo è un partito che ha bisogno di militanti che possono esercitare diritti veri di partecipazione alle scelte sui dirigenti e sui contenuti politici, e non soltanto quello di recarsi ai gazebo.
Questo partito deve avere un nobile è alto profilo politico e culturale non fermandosi alla gestione dell’esistente e non schiacciandosi sul quotidiano.
Questo partito con l’impegno riformista deve migliorare in modo concreto la realtà di ogni giorno dei ceti più deboli e emarginati, supportare e allearsi con le forze produttive e del lavoro per promuovere la crescita e distribuire meglio la ricchezza; ma deve mantenere vivo anche uno spirito critico verso la società esistente e le sue ingiustizie, coltivando l’ansia e il sogno di un cambiamento sempre più profondo.
Se vedi un povero, un immigrato e pensi agli affari non devi avere diritto di iscriverti al PD e non dovrebbe neppure passarti in testa l’idea di farlo.
Dobbiamo fare pulizia con metodo e determinazione e con un rinnovato impegno etico e ideale.
Io propongo una conferenza di organizzazione da tenersi nell’autunno per consentire a tutti gli amici e i compagni democratici di partecipare al dibattito e alle scelte.
Bisogna credere e lottare per costruire un partito nuovo a servizio dell’italia.

di Enrico Rossi
Presidente Regione Toscana

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