Rossi: costruire il Pd dei territori

Rossi: costruire il Pd dei territori

Arezzo e Pietrasanta al centro destra, Viareggio ad un esponente del Pd (già sindaco per due mandati di Capannori) che, contro il Pd e con l’appoggio di una parte del Pd, si è candidato e ha vinto, battendo il candidato ufficiale del Pd. Questo in Toscana. Senza dimenticare il terremoto di Venezia, con la sconfitta di Casson. I ballottaggi in Toscana ( e non solo) si sono rivelati fatali per i candidati dei Democratici. Una sconfitta che il Segretario regionale Dario Parrini commenta: “A due settimane di distanza dal rotondo successo nelle regionali in Toscana, con ampia riconferma di Enrico Rossi e Pd in crescita di quattro punti rispetto a cinque anni fa, in queste ore – dichiara – dobbiamo masticare amaro a causa dell’esito per noi negativo dei ballottaggi ad Arezzo, Viareggio e Pietrasanta”.
Questa notte, un post di Enrico Rossi, sempre a commento dei risultati dei ballottaggi: “Pensierino lapalissiano sulle elezioni. La destra al secondo turno si unisce e può vincere, diventando di nuovo assai competitiva. Per il PD finisce prima di cominciare il partito della nazione. È il caso invece di provare ad essere il partito della sinistra nuova. Io sono convinto che ce la possiamo fare”.
Questa mattina, alle 11, Rossi partecipa alla conferenza stampa di presentazione di Arcobaleno d’Estate, al circolo canottieri di Ponte Vecchio. Una conferenza stampa in barcone sull’Arno, per lanciare le iniziative per l’apertura della stagione estiva. Ma le domande per Rossi sono state soprattutto sui ballottagi.

Che dimostrano questi ballottaggi?

“Dimostrano – risponde Rossi – che questa destra, tutt’altro che sconfitta, nel ballottaggio è capace di mettersi insieme e di dare del filo da torcere alla sinistra. Questo mi sembra il punto fondamentale su cui provare a riflettere. Una destra che è profondamente divisa, che esprime anche culturalmente, almeno in modo apparente, opzioni diverse, quando c’è un ballottaggio mostra questa capacità di riunirsi, di combattere e di diventare competitiva. Credo che il Pd su questo punto dovrà ragionare molto e trovare la capacità di dare una risposta”.

Quale il risultato che più l’ha colpita?

“Arezzo. Visti i risultati precedenti del Pd, anche alle Europee, pensavo ad un risultato assicurato per noi. Invece…, appunto, è interessante capire, come, al secondo turno, si siano rovesciate le premesse del primo”. “Questo – aggiunge – anche in barba a chi tutte le volte ci ripete che in Toscana il voto è sicuro, che i toscani andrebbero a votare in una sorta di coazione a ripetere di tipo pavloviano. Invece, mi pare, che i toscani, facciano bene le loro valutazioni. Un Partito Democratico deve, quindi, essere molto sensibile ai giudizio dei cittadini e secondo me, lo dico da tempo, bisogna fare uno sforzo per radicare di più il partito sui territori. Abbiamo bisogno di un’operazione di costruzione del partito che non butti via le novità e le capacità di rinnovamento che il Pd negli ultimi tempi ha avuto, ma che riesca anche a ricostruire una presenza sui territori, sui luoghi di lavoro, una capacità di discussione interna, di analisi”.

E’ un segnale nazionale su Renzi? E’ finita la luna di miele col paese?

“Penso – risponde Rossi – che il voto sia molto personalizzato, che ogni girone abbia le sue caratteristiche. Per cui, non è molto facile traslare le cose dalla dimensione locale a quella nazionale, da quella regionale, con tutte le diversità regionali, a quella europea. I cittadini scelgono. Semmai c’è un dato su cui riflettere, la continua riduzione della partecipazione, che secondo me, anche con modalità tecniche, che non sono non banali, potrebbe essere contenuta. Penso, ad esempio, a un turno unico di elezioni amministrative e regionali. In questo modo, si potrebbe, credo, costruire un afflato di partecipazione, un impatto anche d’informazione sui cittadini superiore a quello attuale”.
“Però, al di là di questo dato della partecipazione, che è più di carattere nazionale, per il resto, penso – osserva Rossi – che persino a livello comunale ci siano delle differenze e anche tra le regioni, lo abbiamo visto sull’ultimo risultato, per cui non si dovrebbe mai generalizzare”.

Quali altri elementi di analisi si possono trarre?

Ripeto – mi pare evidente che il primo elemento – dice Rossi – sia la capacità di questa destra di ricompattarsi. Esiste una destra nel paese che è in grado di fiutare la possibilità di infilare a rete e, quando ne ha occasione, lo fa senza porsi tanti problemi.
Lo faccio notare anche alla sinistra che, com’è evidente, è molto esigente e a volte tenta di individuare nel vicino il nemico principale: come diceva il buon Nenni, c’è sempre qualcuno a sinistra che trova il modo di contestarti e di metterti ai margini. Un secondo elemento su cui mi sento di poter andare tranquillamente e serenamente per le mie convinzioni sul sicuro, è che, secondo me, bisogna pensare a ricostruire e a radicare il Pd sul territorio. Poi il resto apparterrà a dibattito dei prossimi giorni”.

di Franco De Felice

Nella foto di copertina: Il brindisi sull’Arno di Enrico Rossi e degli organizzatori per la presentazione di Arcobaleno d’Estate

 

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