ROSSI A PARIGI: CLIMA, BISOGNA DECIDERE, NOI LO STIAMO FACENDO

ROSSI A PARIGI: CLIMA, BISOGNA DECIDERE, NOI LO STIAMO FACENDO

Parigi“Il tempo per discutere sui cambiamenti climatici è finito. Oggi è necessario decidere. Ne soffrono di più i paesi poveri e le regioni periferiche e marittime, anche europee, a nome delle quali sono qui a parlare…”. E’ terminato da poco fa, a Parigi, l’intervento (in inglese) di Enrico Rossi, il presidente della Toscana, alla XXI Conferenza sul clima (da cui COP21). Lo ha fatto in apertura di un workshop organizzato dalla Crpm (la Conferenza delle regioni periferiche marittime). Il titolo del workshop: “Seven seas, three oceans, one Europe: the Maritime Regions of Europe get involved to tackle climate change“. Tradotto: “7 mari, 3 oceani, un’Europa: le Regioni marittime d’Europa si mettono in gioco per affrontare il cambiamento climatico”.

Tutti, da tempo, ci stiamo accorgendo dei cambiamenti climatici, che avvengono su scala mondiale, ma con ricadute nel giardino di casa. Si pensi alla violentissima tempesta di vento che ha colpito la Toscana il 5 marzo scorso, con pesantissimi danni al patrimonio arboreo della Regione. Si pensi agli improvvisi e sempre più frequenti nubifragi, alle alluvioni, all’erosione delle spiagge. E, quasi a conferma della stretta correlazioni tra i cambiamenti climatici e gli effetti a terra, il 2014 è risultato l’anno più caldo degli ultimi 60 anni, insieme al 2003, e il secondo più piovoso, dopo il 1960. Enrico Rossi, a Parigi, dopo l’intervento ufficiale, nella discussione successiva, ha ricordato l’emergenza creatasi l’estate scorsa nella laguna di Orbetello (vedi sotto).

Servono interventi strutturali, prevenzione, programmi per ridurre le emissioni, più energie rinnovabili, finanziamenti. Da qui è partito Enrico Rossi:

Noi da tempo abbiamo assunto iniziative strutturali. Abbiamo adottato programmi per ridurre le emissioni e transitare verso economie fondate sulle energie rinnovabili. È quello che ci chiede la natura e l’umanità.

In Toscana, in venti anni, abbiamo misurato il raddoppio degli eventi alluvionali. Con danni irrimediabili per l’economia.

Per affrontare questa sfida ci siamo dotati di un Piano Ambientale ed Energetico e abbiamo programmato una precisa strategia di azioni.
Con una legge (lr. 66/2011) abbiamo reso inedificabili le aree a rischio idraulico elevato. Abbiamo fermato il consumo di suolo agricolo (lr. 65/2014). Terreni fertili e ricchi di sostanza organica sono la nostra migliore assicurazione. Un’agricoltura biologica contrasta il dilavamento e trattiene nel suolo il carbonio. Il suolo sequestra il doppio del carbonio presente in atmosfera. Il triplo di quello catturato dalla vegetazione. Per questo abbiamo dedicato il 50% dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale (2014-2020) alla lotta ai cambiamenti climatici (il 20% è la quota richiesta dall’UE). Un terzo di queste risorse sono destinate alla cura dei boschi. Alla manutenzione delle foreste danneggiate da eventi catastrofici. Il 5 marzo scorso un vento ad oltre 160 km/h, ha devastato 1.130 ettari di terre e boschi. Ha abbattuto 350.000 alberi. Per il rimboschimento di queste aree danneggiate saranno necessari 15 milioni di euro.
Anche così ci colleghiamo alle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici realizzate dalle città. In particolare, le aree urbane più antropizzate che presentano criticità legate all’inquinamento atmosferico (in relazione alle polveri sottili e al biossido di azoto) devono adottare uno specifico piano contenente azioni di riduzione delle emissioni inquinanti, anche di CO2. Ad oggi sono stati approvati 32 di questi piani.
Inoltre, la Regione Toscana ha aderito in qualità di Coordinatore Territoriale al Patto dei Sindaci, la principale iniziativa comunitaria per coinvolgere le autorità locali nel raggiungimento degli obiettivi fissati dal Pacchetto Clima ed Energia. In Toscana sono 60 i Comuni aderenti al Patto.

Nella foto : Enrico Rossi durante l'intervento a COP21 a Parigi

Nella foto : Enrico Rossi durante l’intervento a COP21 a Parigi

L’ultima parte del suo intervento Enrico Rossi lo dedica alle azioni concrete che la Toscana intende mettere in campo per il futuro:

“Provo ora rapidamente a illustrarvi le due azioni concrete che faremo in futuro per migliorare il nostro contributo.

1) La Toscana è la regione italiana più boscata: 1.086.000 ettari di boschi (il 47% del territorio regionale). Grazie al suo polmone verde assorbe quasi un terzo (10 Milioni di tonnellate di CO2) delle emissioni di gas serra che produce (33 Milioni di tonnellate di CO2). Per aumentare la nostra capacità di assorbimento abbiamo progettato nuove piantumazioni nell’area metropolitana fra Firenze e Prato. Un’area ricca di infrastrutture (autostrada, aeroporto, aree commerciali attrattive di traffico privato) e quindi di emissioni. Il Parco della Piana prevede più di 7000 ettari di aree verdi e agricole. Sarà uno dei parchi più grandi d’Europa.

2) Grazie alla Geotermia la Toscana ha preso impegni molto importanti per la conversione verso l’energia rinnovabile. Abbiamo 32 centrali attive che producono più di 5.000 MW all’anno. Stiamo lavorando per ridurre e abbattere l’emissione di CO2 abbinata all’estrazione di questa importante energia.

UNA SOCIETA’ CARBON FREE – Consentitemi di aggiungere in finale che il passaggio ad una società “carbon free” è anche una grande occasione economica. In Toscana sono 200 le imprese che operano nel settore delle rinnovabili e dell’economia verde.

Ci attende ora una “call to action”. Dobbiamo rendere la nostra economia più razionale attraverso il riciclo di materia ed energia. Dobbiamo ridurre gli sprechi alimentari. Dobbiamo trasformare le nostre città. Dobbiamo agire sulla mobilità verde e sull’economia condivisa. Abbiamo come alleato la rivoluzione industriale in corso. Le sue basi sono i big data, la partecipazione online, l’informazione e la comunicazione in real time.
La ferita inferta dall’uomo alla natura potrà essere sanata solo dal progresso delle scienze e della tecnica sotto la guida della politica e della democrazia. Il tempo delle attese è finito. Ora bisogna decidere”.

 

Nella foto: La Toscana e i cambianti climatici ( da Toscana Notizie)

Nell’infografica: La Toscana e i cambianti climatici ( da Toscana Notizie)

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