POSTE: I TAGLI NON PASSERANNO

POSTE: I TAGLI NON PASSERANNO

La questione dei tagli degli uffici postali di nuovo in primo piano. Il piano di riorganizzazione colpisce pesantemente anche la Toscana : si prevede la chiusura di 63 piccoli uffici postali e il ridimensionamento d’orario di apertura per altri 37. Ma “questa volta i tagli non passeranno”: è stato categorico. il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che ha incontrato i 100 sindaci dei comuni colpiti dal piano di riorganizzazione di Poste Italiane a palazzo Strozzi Sacrati. I tagli riguarderanno soprattutto frazioni e paesini di montagna o di periferia. Rossi torna sull’argomento sui Twitter. “In Toscana un messaggio forte per il governo e Poste. I tagli non passeranno”, twitta il governatore toscano. Rossi parla anche di “insulto ai pensionati, agli anziani, a chi vive in montagna e nei luoghi meno accessibili.In fatto di tagli abbiamo già dato”. Nel 2012, quando fu fatta una prima sforbiciata. Furono tagliati 74 uffici postali. Anche allora con proteste dei cittadini e dei comuni colpiti.

Sono giorni di mobilitazione e protesta ovunque, in Toscana. Ieri erano intervenuti anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil con un appello contro le chiusure e i ridimensionamenti. Nel Chianti avevano manifestato undici sindaci all’esterno dell’ufficio postale di Marcialla, a Barberino Val d’Elsa, comuni nella lista dei tagli. “Nasce dalla Toscana un movimento di istituzioni e cittadini per far ritirare i provvedimenti, inoltre chiederò un incontro urgente al Ministero Economia e Finanza”. “Scriverò ai parlamentari toscani, all’Amministratore delegato di Poste Caio e porterò la questione alla Conferenza delle Regioni”, annuncia Rossi. E, sempre su Twitter : “2 stipendi di 2 Ad (4 mln) di WebPoste basterebbero a coprire i tagli degli uffici toscani”, scrive. Rossi ha annuncia che scriverà a Governo, Poste e parlamentari. Dobbiamo bloccare questo piano, dice.

All’incontro con sindaci, anche rappresentanti di Uncem ed Anci. “Le nostre comunità – dichiara Sara Biagiotti, sindaco di Sesto Fiorentino e presidente dell’Anci Toscana – non possono essere lasciare sole”.

“‘E’ un piano inaccettabile – ribadisce Oreste Giurlani, presidente Uncem regionale – che colpisce tante aree montane, rurali, periferiche della Toscana interessando anche uffici che servono frazioni di 1.500, 2.000 abitanti”. Numerosissimi gli interventi dei sindaci che hanno fatto presenti a Rossi i disagi del territorio. “Ci sono cittadini del mio comune, che è molto esteso, che per una raccomandata dovranno fare 40 km a andare e altrettanti a tornare”, fa notare  il sindaco di Zeri (Massa – Carrara) Enrico Pedrini. “Nel mio comune – ha sottolineato il sindaco di Barga  Marco Bonini – si propone di chiudere due uffici postali a Castelvecchio Pascoli e Mologno in un’area dove si registra un aumento demografico e un aumento delle attività produttive”. “Abbiamo già avuto una riduzione di orario nel 2012; ora per il nostro comune, 600 abitanti, 65% oltre i sessant’anni si chiede un’ul teriore riduzione: sono decisioni che allontanano i cittadini dal territorio” ha affermato il sindaco di Montemignaio Massimiliano Mugnaini. “L’ufficio che verrebbe chiuso è in una frazione che ne serviva altre quattro –  evidenzia il sindaco di Piteglio  Luca Marmo. “Da noi nell’area Tavernelle, Barberino, San Casciano si chiuderebbero uffici che servono frazioni da 800 a 1.500 abitanti”,  ricorda il sindaco di Tavarnelle Val di Pesa  David Baroncelli. “I nostri abitanti si ritroveranno l’ufficio postale a 25 km – dice  il sindaco di Monteverdi Marittimo  Carlo Giannoni che poi si chiede: “Se si allontanano questi servizi come fa a continuare a credere che queste realtà possano andare avanti?”.

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