PIT APPROVATO, IL PAESAGGIO TOSCANO SI VESTE DI NUOVO

PIT APPROVATO, IL PAESAGGIO TOSCANO SI VESTE DI NUOVO

Firenze – Due post su Facebook per raccontare il finale della storia. Il primo: la notizia dell’approvazione del Pit, la fornisce subito, appena dopo il voto, il capogruppo del Pd Ivan Ferrucci: “La Toscana e’ la prima Regione ad avere il Piano del Paesaggio…promessa mantenuta. E’ stato approvato con 32 voti favorevoli. PD unito”. Come un dispaccio di guerra. Di una guerra però vinta.
Il secondo post, che riassume egregiamente quanto accaduto, è del presidente della Toscana Enrico Rossi: “Il piano del paesaggio è stato approvato con una larga maggioranza. Il provvedimento regola cave, spiagge, tutela il territorio agricolo, i boschi, i laghi, i fiumi, i nuclei storici dei paesi, le colline e i crinali e le vette delle montagne. Mette in salvo le bellezze della Toscana nelle trasformazioni economiche e sociali. Un grande atto politico di cui ringrazio i consiglieri, i tecnici della Regione e del Ministero beni culturali. Non era facile ma ci siamo riusciti. Ha prevalso l’interesse generale. Ha vinto la Toscana”.

Un Pit, prima della Toscana, a dire il vero, l’ha adottato la Puglia, ma è avvenuto, grazie ad una legge regionale, solo con un atto della Giunta, senza passare per il Consiglio regionale. L’iter, durato anni, di quello toscano è stato un pò più complesso.
Il piano paesaggistico della Toscana ha incassato i voti favorevoli della maggioranza e di tutto il centrosinistra (32) e quelli contrari del centrodestra (15).
Il lungo dibattito finale, iniziato in mattinata, si è protratto fino ad oltre le 20, con gli interventi di 24 consiglieri e la replica del Presidente Enrico Rossi. Sono stati presentati 61 ordini del giorno da Forza Italia e Fratelli d’Italia, la cui votazione è stata interrotta per cercare un punto di incontro per superare l’ostruzionismo, alla fine trovato su un emendamento che introduce modifiche su quanto previsto nella legge N.65 sul governo del territorio.
Il Consiglio ha respinto tutti gli emendamenti presentati dal centrodestra, e due proposte di risoluzione a firma Forza Italia. Passata invece la risoluzione presentata dal Gruppo Pd che “impegna la Giunta ad un aggiornamento della cartografia ricognitiva delle aree tutelate per legge”. Approvato, infine, ed era la votazione più importante ed attesa, il maxiemendamento di cui è primo firmatario il presidente della Toscana Enrico Rossi, e con lui capogruppo e vice capogruppo Pd, Ivan Ferrucci e Lucia De Robertis, e gli altri capigruppo della maggioranza.

L’approvazione del Pit è l’atto finale di una legislatura caratterizzata da un lavoro molto intenso di Giunta e Consiglio, che ha prodotto non pochi provvedimenti sia nel campo della tutela del territorio, della difesa della costa, ma anche altre riforme, come quella della sanità e della formazione, dell’edilizia popolare, ultimo, appena prima del Piano del paesaggio, il Piano regolatore del Porto di Livorno. Tanti fatti di “buona politica”, come li chiama Rossi, aggiungendo all’elenco tutto quanto fatto a Piombino, per la siderurgia e l’area del porto. Certo, non si è riusciti a portaci la Concordia per essere smaltita, ma quella battaglia e le iniziative messe in atto hanno prodotto altri risultati non meno importanti e decisivi per il rilancio dell’area. “Penso – sono le prime parole dell’intervento di Rossi, a conclusione del dibattito sul Pit in Consiglio regionale – che sia una bella pagina, di buona politica, scritta dalla Giunta, dal Consiglio Regionale, dall’assessore Anna Marson”. “La Toscana – fa notare – è la prima Regione che approva un Piano del paesaggio del genere, che dimostra anche queste scelte, certo difficili, sono nell’interesse dei cittadini. Anche se siamo ormai in campagna elettorale. E questa è solo buona politica”. Rossi ritorna sui quattro giorni spesi a Roma negli uffici del Ministero dei Beni Culturali ad analizzare il testo del Pit che, poi, sarebbe stato portato all’esame del Consiglio regionale. “Non è vero – è la risposta ai consiglieri che avevano criticato questa scelta – che discutere col Ministero sia stato un fatto umiliante. Col Ministero bisognava copianificare, ferma restando l’autonomia del Consiglio, per arrivare ad una condivisione dei contenuti ed evitare, cosi, di correre rischi di bocciatura”.

Il tema del paesaggio è una questione trasversale. Se ne sono occupati, nei primi del Novecento Benedetto Croce, con la prima legge nazionale di tutela del paesaggio, successivamente Giuseppe Bottai a cavallo degli anni quaranta, con la legge a tutela delle bellezze naturali, con considerazioni, valutazioni e definizioni riprese poi nella Carta Costituzionale del 1949 ( art. 9): il principio della tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico acquista dignità di principio fondamentale dello Stato. “Non c’è da meravigliarsi di questa trasversalità”, osserva il presidente toscano. “Il paesaggio è la Toscana”, dice. “Il paesaggio è la nostra identità, il nostro marchio nel mondo, la bellezza che si è prodotta anche attraverso il lavoro. Con il piano siamo riusciti a ricostruire l’equilibrio necessario”.
Nessuna attività, insomma, sarà penalizzata e costretta a cessare, ma piuttosto trarrà beneficio da nuove regole. E questo vale in particolare per le cave, per le quali si impone una riflessione. “Non bloccheremo certo l’attività di escavazione, ma non si possono più tagliare le vette”. Da qui il divieto di nuove cave sopra i 1200 metri (eccetto le realtà estrattive di Minucciano e Levigliani). “Ma gli occhi per vedere che si scapuzzano le vette delle Apuane – si chiede Rossi – li ho solo io”?. Riflessioni che valgono anche per l’agricoltura, dove il Pit prevede addirittura l’apertura di nuove attività (“Restituiamo alle attività agricole 200 mila ettari di bosco. Basterà dimostrare che un tempo erano terreni agricoli”), così come per le coste toscane (“Però lasciamo – è il parere di Rossi – le piscine sulle spiagge alla riviera romagnola”).
Sono norme, conclude Rossi in riferimento agli “argini” che tengono conto della consapevolezza che è necessario mettere uno stop al consumo di suolo, norme, però, che faranno bene alla nostra economia. “Questo piano, certo, può dispiacere a chi voleva la chiusura delle cave, così come a chi vorrebbe fare tutto come prima. Eppure le regole aiutano la qualità. E la qualità può costare di più, ma spesso dura di più e rende di più. Pensate a tutto l’edificato invenduto nella nostra regione. Se per qualche anno non edificheremo più, ma ci dedicheremo a ristrutturare e recuperare faremo un gran bene alla Toscana”.

Il piano del paesaggio è stato approvato con una larga maggioranza. Il provvedimento regola cave, spiagge, tutela il territorio agricolo, i boschi, i laghi, i fiumi, i nuclei storici dei paesi le colline e i crinali e le vette delle montagne. Mette in salvo le bellezze della Toscana nelle trasformazioni economiche e sociali. Un grande atto politico di cui ringrazio i consiglieri, i tecnici della Regione e del Ministero beni culturali. Non era facile ma ci siamo riusciti. Ha prevalso l’interesse generale. Ha vinto la Toscana.

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