Open data, la Regione condivisa

Open data, la Regione condivisa

FIRENZE – Gli Open data come motori di innovazione, partecipazione e possibile sviluppo economico. Dati aperti che rendono trasparente la pubblica amministrazione, rappresentati e pubblicati in una forma già utilizzabile da più applicativi, ma anche archivi e informazioni da condividere e a disposizione di piccole e grandi aziende, e di tutte le start up toscane, su cui creare una propria app.

Sugli Open data, la Toscana ha costruito un pilastro del portale Open Toscana, open.toscana.it, inaugurato a settembre: un luogo di partecipazione, un modo per avvicinare la pubblica amministrazione a imprese e cittadini, una finestra sulla pubblica amministrazione smart “che vuole incontrare chi di innovazione vive tutti i giorni”: per “crescere e senza paura di contaminarsi”, come dice l’assessore alla presidenza e ai sistemi informativi Vittorio Bugli.

“La Regione – ricorda l’assessore – aveva già creato una piattaforma tecnologica per la pubblicazione dei dati regionali in forma aperta e definita linee guida criteri generali in base a standard internazionali”. Con la legge la piattaforma sarà ora messa a disposizione degli enti locali e dei loro consorzi, delle associazioni e delle agenzie, degli enti che dipendono dalla Regione e degli organismi privati che ne ricadono sotto il controllo, suo o degli enti locali. La piattaforma sarà condivisa naturalmente anche con le aziende sanitarie, il territorio e i concessionari di servizi pubblici. “Ognuno potrà avere uno spazio autonomo, incrociare dati e cataloghi” dice Bugli. Il tutto naturalmente in modo gratuito, con i limiti delle norme nazionali.

“Dati e servizi aperti aiuterano la pubblica amministrazione digitale a crescere. E che cresca – osserva Bugli – è essenziale. La messa a disposizione dei nostri dati amplifica il concetto di trasparenza, perché offre la possibilità di riutilizzarli, incrociarli e integrarli. A beneficio di tutti. Sono dati che portano crescita: c’è chi stima un valore di 3.000 miliardi di dollari degli opendata. Grandi aziende come Google utilizzano da tempo i nostri dati aperti. Dopo la nascita di Opentoscana anche Apple e Microsoft ne hanno richiesti. Noi vogliamo esserci a tentare di sfruttare tutte le potenzialità di questi dati in modo particolare per le imprese giovani e innovative dalla Toscana che vogliamo sostenere “.

Con la legge, approvata all’unanimità dal Consiglio, sarà ancora più facile.

Link: open.toscana.it

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