MULTINAZIONALI, IL VALORE AGGIUNTO DELLA TOSCANA

MULTINAZIONALI, IL VALORE AGGIUNTO DELLA TOSCANA

Firenze – Seduti al tavolo di Palazzo Strozzi Sacrati, la sede della Giunta regionale, i rappresentanti di 45 imprese multinazionali Usa. Ci si confronta, con il presidente della giunta regionale Enrico Rossi, sulla capacità d’attrazione della Toscana. Un dato su tutti, per dire delle potenzialità e di quanto è stato fatto negli ultimi anni : dal 2010, le imprese straniere hanno investito in Toscana oltre un miliardo e mezzo di euro e creato 3.352 posti di lavoro.
E’ la prima volta che la Camera di Commercio americana esce da Milano e lo fa in occasione del centenerio dell’associazione, fa notare, in apertura dei lavori, Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham Italy ( la rappresentanza in Italia della Confindustria Usa). Al tavolo partecipano multinazionali già presenti in Toscana, come la General Electric, con due siti, quello storico di Firenze, un secondo a Marina di Massa e, presto, un terzo al porto di Piombino. Ma anche altre non presenti in Toscana, come la Philip Morris, con uno stabilimento a Bologna. Oppure, come Google Italia, presente, si dovrebbe dire, in tutto il mondo. A confrontarsi con gli imprenditori americani anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

La crisi ha colpito anche in Toscana. Si registrano segnali di ripresa, come ha certificato qualche giorno fa una ricerca dell’Ires Cgil. La Toscana ha retto meglio di quasi tutte le altre. Si pone dietro solo al Trentino e prima di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. E per il 2015 si prevedono un aumento del Pil dell’1.2% contro lo 0.7 nazionale, e una crescita dell’export del 4.4% , il doppio di quello italiano. Alla tenuta economica toscana hanno contribuito anche gli investimenti esteri, che, tra il 2011 e il 2014, hanno significato un + 3% di occupazione aggiuntiva nelle imprese interessate.
Sono gli stessi manager stranieri intervenuti ad evidenziare come l’attrattività della Toscana dipenda dal valore della ricerca, dal rapporto costo-qualità delle competenze (soprattutto se ad elevata artigianalità o specialistiche), dall’affidabilità della forza lavoro e, va detto, anche da un buon grado di coesione sociale e di stabilità.
“La Toscana – fa notare Simone Crolla – attrae investimenti dagli Stati Uniti e si posiziona tra le prime in Italia”.
Ma, complessivamente, l’Italia non si colloca nei primissimi posti (intorno alla cinquantesima posizione nel mondo). L’obiettivo, dice Crolla, è come rendere la Toscana e l’Italia sempre più attrattivi. “Il nostro viaggio itinerante in Italia – spiega il presidente di AmCham Italia, Stefano Venturi – parte da qui, perchè la Toscana è una realtà importante con esempi molto significativi”.
Il sindaco di Firenze Dario Nardella annuncia, tra le iniziative imminenti, la novità prevista sull’Imu che sarà contenuta nel bilancio di Palazzo Vecchio da approvare entro marzo: l’azzeramento dell’imposta per i primi tre anni per ogni azienda che investe per la prima volta nel territorio comunale. Un opportunità in più. Contano molto anche le relazioni internazionali. “Nel mese di novembre – ricorda Nardella – a Firenze si terrà il vertice della Nato nel Mediterraneo: sarà l’occasione per un consolidamento di questo tipo di relazioni”. Per il futuro, il sindaco di Firenze, confida sulla “squadra” Regione-Comune e sul fatto che nei prossimi tre anni si attiveranno un miliardo e mezzo di euro di opere pubbliche (significheranno posti di lavoro ed indotto), per la tramvia, il nuovo aeroporto, il termovalorizzatore, la viabilità, senza dimenticare l’altro miliardo e mezzo di investimenti privati nello sviluppo urbanistico, per riqualificare gli spazzi oggi occupati da vecchie caserme e vecchi edifici. Sviluppo porta nuovo sviluppo. Non a caso, osserva Nardella, le aziende già presenti, vedi GE o Ely Lilli, hanno presentato progetti di sviluppo, non di riduzione.
Kathleen Doherty, dell’Ambasciata Usa, parla di sostengo alle riforme che stanno cambiando l’Italia, a livello nazionale, regionale e comunale. In generale, ricorda, ci sono da superare tante barriere che non sono conosciute e che cambiano ogni giorno, con cui gli imprenditori si imbattono.
La GE sicuramente non si è imbattuta con una situazione del genere. A raccontare l’esperienza della multinazionale delle turbine per l’estrazione petrolifera, lo stesso presidente e Ceo di GE Italia Sandro De Poli. Con un dato in premessa : la GE contribuisce da sola ad un terzo del Pil della Toscana. In vent’anni il suo ordinato è aumentato di sette volte. Poli parla di “aiuto illuminato della Regione”. Soprattutto per l’investimento di Massa, dove le megaturbine e le stazioni di compressione vengono assemblate per poi prendere il mare dirette nei vari continenti. In questo modo, osserva, una volta sul luogo di destinazione, il tutto viene installato con un lavoro di tre mesi e non di 2-3 anni come avveniva prima. Un grande aiuto dalla Regione Toscana anche per il centro test delle turbine a gas: la Ge-Nuovo Pignone può utilizzare l’ex laboratorio sperimentale di Sesta, in comune di Radicondoli, che l’Enel aveva dismesso ma che è stato rilevato dalla Regione e messo a disposizione delle imprese che ne hanno bisogno.
De Poli dà un giudizio positivo anche delle risorse umane utilizzate. E dice, tra la sopresa di tutti, anche del presidente Rossi, che gli ingegneri, molto competenti, delle Università di Firenze e Pisa costano sensibilmente meno di un ingegnere cinese. La forza lavoro utilizzata è aumentata in questi anni di 300 persone. Anche perchè, dice, costa meno fare le cose in Toscana che altrove.
Parole di soddisfazione nei confronti dell’Istituzione Regione, questa volta l’Emilia Romagna, insieme al Comune di Bologna, spende Eugenio Sidoli, presidente e Amministratore delegato di Philip Morris Italia per l’investimento fatto nel bolognese. Se le idee sono chiare, osserva, i tempi si accorciano e la soddisfazione dell’imprenditore è fonte di ulteriori investimenti.
Fabio Vaccarono, direttore di Google Italia, parla delle difficoltà del manifatturiero italiano che fa fatica a digitalizzarsi. Il sistema produttivo è molto frammentato. Ma si colgono i segnali di un ricorso crescente del sistema a connettersi.
Roberto Naldi, presidente di Corporacion America, la multinazionale degli aeroporti che ha rilevato i pacchetti di maggioranza degli scali di Firenze e Pisa, spiega, il progetto è andato a buon fine grazie ai buoni rapporti con le Istituzioni toscane. Un progetto che sulla carta appariva impensabile e controcorrente. A proposito di investimenti e di capacità attrattiva, i due aeroporti uniti potranno essere di supporto delle aziende che vogliono lavorare in Toscana”.

Chiude il primo meeting della Camera di Commercio Usa in Italia fuori da Milano, il presidente toscano Enrico Rossi. Ed è lungo l’elenco dei motivi che spiegano la capacità d’attrazione della Regione : “Qui – dice – abbiamo relazioni istituzionali amichevoli, un ufficio specifico presso la presidenza della Regione che si occupa di attrazioni degli investimenti, finanziato la banda larga, anticipato i fondi europei destinati alla ricerca, investito sugli aeroporti di Pisa e Firenze e sui porti di Piombino e Livorno, approvato una nuova legge sulla formazione professionale e una qualità delle risorse umane davvero notevole. In Toscana aiutiamo davvero le imprese a trovare le soluzioni ai loro problemi e talvolta concediamo loro finanziamenti per farlo”.

“In Toscana – ha aggiunto Rossi – agevoliamo le relazioni con il territorio e anche dal punto di vista delle relazioni sindacali qui non c’è accordo che non si faccia, anche se difficile. Godiamo di una pace sociale che insieme ai protocolli di insediamento per le imprese in grado di fornire aiuti fino a 20 milioni di euro e a tutto il lavoro che abbiamo condotto in questi anni, rappresenta la chiave di svolta per chi vuole investire in questa regione”.

Per questi motivi, la Toscana, che recentemente ha ricevuto anche i complimenti dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Philips, è stata premiata l’anno scorso dal Financial Times per la migliore strategia sulla promozione degli investimenti esteri messa in campo tra le regioni del sud Europa.
Alcuni insediamenti degli ultimi quattro anni: la giapponese Yanmar, che ha deciso di aprire il proprio centro di ricerca europeo sui motori a Firenze e non Parigi; l’americana Powerone (oggi parte di Abb), con un centro di ricerca per le energie rinnovabili ad Arezzo, coinvolgendo anche una decina di piccole e medie imprese locali. A Livorno è insediato il centro di ricerca e design di semi-conduttori, il primo in Italia, della tedesca Dialog Semiconductor: i microchip li produce in Estremo oriente ma li sviluppa in Toscana. Per questo ha assunto, venti ingegneri italiani. Detto della General Electrics Oli&Gas, che ha consolidato ulteriormente la propria presenza in Toscana, l’ultima arrivata è l’algerina Cevital, che ha rilevato la ex Lucchini di Piombino per continuare a produrre acciaio ma anche costituire una base logistica e un centro dedicato all’agroalimentare. Senza dimenticare, Laika, Thales, Continental, Ikea, Whirpool, Gucci e Esaote.

La Toscana conta 500 multinazionali sul suo territorio: 420 sono straniere, di queste 95 americane. Dal 2011 un centinaio di aziende di diversi paesi Dopo cinque anni di legislatura si sono rivolte alla Regione per chiedere assistenza. Non si sono registrate delocalizzazioni significative, segno che sono state trovate buone ragioni per restare. Di più: in 38 si sono sviluppate, hanno acquisito nuovi rami o hanno dato vita a nuovi insediamenti.Nel 2012 in Italia gli investimenti esteri avevano subito un tracollo: in Toscana dal 2010 al 2013 sono aumentati di 400 milioni l’anno.

Le ragioni per decidere di investire in Toscana possono essere: la posizione e la logistica, il fatto di essere baricentrica rispetto a tutto il Mediterraneo, la bravura delle tante piccole e medie aziende artigiane. A volte, basta far scoprire le capacità delle sue università. E’ successo alla Yanmar. “Perché in Toscana e non altrove? Per l’accoglienza calorosa delle istituzioni – rispondeva nel 2011 il direttore Kanda, quando la multinazionale decise di aprire a Firenze il suo centro di ricerca per motori e macchinari agricoli e delle costruzioni – ma soprattutto per l’alta formazione universitaria e della ricerca che la Toscana può vantare”.

Il prossimo capitolo riguarderà i protocolli di insediamento, evoluzione dei protocolli localizzativi. Il bando uscirà a marzo. Sono previsti incentivi a fondo perduto per le aziende che investiranno, anche straniere, a fronte di impegni in innovazione, attività e posti di lavoro per almeno cinque anni.

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