MIGRANTI IN TOSCANA: ACCOGLIENZA “GIUSTA E SOSTENIBILE”

MIGRANTI IN TOSCANA: ACCOGLIENZA “GIUSTA E SOSTENIBILE”

Firenze – Il modello, confermato, è quello del 2011: accoglienza di piccoli gruppi, diffusi sul territorio. Ma a precise condizioni.
Dopo la decisione, discussa e presa poco prima in Giunta Regionale, Enrico Rossi, che oggi è tornato a rivestire il ruolo di Presidente della Toscana, convoca una conferenza stampa. Per fare, dice, “un discorso di verità, perché, finora – precisa, chi l’ha fatto, è stato solo il Papa“. Lo fa all’indomani della manifestazione di Livorno, d’apertura della campagna elettorale, sua come candidato presidente per un secondo mandato (www.toscanacisiamo.it), e del Pd con le sue liste, segnata dalla drammatica notizia della tragedia al largo della costa libica, oltre 700 migranti morti nel naufragio dell’imbarcazione su cui erano stati fatti ammassare.
Il Papa parla apertamente di “terza guerra mondiale”. Una guerra caratterizzata da atrocità tali, che sta causando migrazioni di massa dai Paesi del Centro Africa, verso la Turchia, il Libano, Malta, l’Italia. Milioni di persone che fuggono dai loro paesi in guerra, ma che prima di prendere il mare finiscono in mano ai terroristi. Assassini, come li ha definiti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per questo, “bisogna dire la verità”, ripete Rossi: “L’Italia confina con una situazione di guerra e con una catastrofe umanitaria”.

Da questa premessa, il problema dell’accoglienza. “Noi – ribadisce il Presidente toscano – siamo favorevoli ad una giusta accoglienza”. Con una sottolineatura: giusta accoglienza verso chi arriva, ma che tuteli i cittadini italiani nei vari territori che accoglieranno i migranti. La Giunta Regionale ha fissato, a proposito, un pro memoria di cinque punti.

Primo punto  – Il primo è sulla ribadita volontà di fare accoglienza, per un principio di umanità, ma che sia, appunto, una giusta accoglienza: perché si evitino tensioni, conflitti e paure, perché sia possibile l’interazione tra le diverse comunità. C’è quindi bisogno di fissare un limite all’accoglienza”. La Toscana è “favorevole ad una accoglienza sostenibile e rispettosa delle persone”.

Secondo punto – Nel secondo punto, si riconferma il modello d’accoglienza già adottato nell’aprile del 2001. “Vogliamo che si faccia accoglienza attraverso piccole strutture, distribuite adeguatamente sul territorio regionale. Non più di poche decine di persone per gruppo, affidate alla gestione delle associazioni del volontariato e del terzo settore e con un ruolo di riferimento e coordinamento tenuto dal Sindaco del Comune interessato”.
Anche su questo passaggio, una sottolineatura: “Siamo contrari – precisa Rossi – agli appalti”. E per far capire, fa un esempio: potrebbe capitare che un alberghetto vinca la gare per 100 persone, che vanno ad inserirsi in una comunità di settanta abitanti! Questo, ripete Rossi, bisogna evitarlo.

Terzo punto – Una volta accolti, anche i migranti devono fare la loro parte. Al terzo punto, si dice, infatti, che “non esiste una buona accoglienza e una integrazione adeguata se non c’è anche un impegno da parte di chi viene accolto a restituire alla comunità che accoglie un servizio di utilità pubblica”. Tale attività dovrà tenersi, senza remunerazione, ed è compito dell’associazione individuare le modalità concrete di svolgimento di intesa con il Sindaco”.

Nella foto : Il soccorso dei migranti in balia del mare

Nella foto : Il soccorso dei migranti in balia del mare

Tutto questo per numeri compatibili con la dimensione regionale. Nel 2001 i migranti ospitati furono poco più di cinquecento.

Quarto punto – Stavolta non si fanno cifre, ma Rossi, spiega (e siamo al quarto punto) che “questo modello di accoglienza può funzionare a fronte di numeri che non debordino oltre un ragionevole limite”.

La Toscana, precisa Rossi, non può fare altro che fissare queste regole. Il resto “non è compito nostro”. “Questo – fa notare – è un tema della politica nazionale, del ruolo che può e deve svolgere l’Europa, delle iniziative internazionali che devono essere assunte per colpire gli assassini e i mercanti del traffico umano ovunque essi si trovino”. A proposito dell’Europa, “bene ha fatto – riconosce Rossi – il Presidente del Consiglio Renzi a chiedere la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio Europeo”.

Quinto punto – Spiegata l’impostazione del modello d’accoglienza, per la sua realizzazione, la giunta regionale  (quinto punto)ha nominato una task force guidata dalla vice Presidente Stefania Saccardi e composta anche dagli assessori Salvadori e Bugli.
Tutto questo, se i numeri non dovessero risultare debordanti. Altrimenti, si ribadisce, il problema non sarà più della Toscana.
“Ci ha vincolati un sistema – osserva Rossi – che è l’opposto della solidarietà: purtroppo Maroni, che e’ il padre putativo di altri, ha firmato a Dublino nel 2011 un accordo da coglioni, che fa rima con Maroni per l’appunto. Accordo che prevede che ci rinviino” i migranti “e che ognuno, tra gli stati europei, si tenga i suoi”.

E tutti ricordano come nel 2011 i migranti in arrivo in Toscana, con la nave Superba della Grimaldi, partita da Lampedusa ed attraccata al molo Sgarallino del porto di Livorno, si sarebbero dovuti ospitare a Coltano, in una tendopoli con il filo spinato, la prima ipotesi messa in campo dal Governo Berlusconi, ministro dell’Interno Roberto Maroni. Invece i poco più di cinquecento profughi sbarcati furono ospitati in piccole strutture sparse in quasi tutte le province toscane.

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