l’idea di rossi: 100.000 orti per stare bene e insieme

l’idea di rossi: 100.000 orti per stare bene e insieme

Firenze – Il lunedì elettorale comincia per Enrico Rossi in tono insolitamente “bucolico”. Infatti la sesta proposta che il candidato ha lanciato nel corso della conferenza stampa settimanale riguarda gli orti e la disponibilità di terreni per metterne a coltura di nuovi.

“La proposta di oggi – dice infatti Rossi (in toscanacisiamo.it il testo della proposta) – è quella di costruire in Toscana 100.000 nuovi orti per migliorare la salute, il mangiar sano ma anche per combattere un po’ povertà e solitudine. Questo è fattibile utilizzando l’ente Banca della terra, lo strumento creato dalla Regione con cui i comuni mettono a disposizione terreni incolti o comunque disponibili all’affitto e assegnati tramite bandi. Questa possibilità verrà estesa agli orti, con la previsione di utilizzare circa 2000 ettari. Potremo utilizzare anche i fondi del Piano di sviluppo rurale, per portare acqua e servizi. Una operazione di questo genere sta nella tradizione democratica e socialdemocratica del secolo scorso, ma è stata ripresa anche in questi anni, ad esempio negli Stati Uniti da Michelle Obama, che ha voluto dedicare un po’ di terreno per l’orto negli spazi verdi della Casa Bianca. Tutto ciò è collegato anche al Piano del paesaggio, servirà a riportare un po’ d’ordine in alcune zone della città. Lo spirito riformista – fa notare – deve essere “strabico”, cioè guardare alla soluzione di grandi questioni del mondo e nello stesso tempo non sfuggire ai problemi concreti delle persone e trovare soluzioni compatibili”.

“Abbiamo bisogno – prosegue Rossi – di dare autorevolezza e forza alla politica e alle istituzioni. Se riusciremo a portare a casa riforme come l’Italicum e la riforma del senato sarà possibile avere un governo che dura 5 anni e questo sarà un elemento di garanzia e di sicurezza anche per una regione come la nostra. Ma aggiungo che la democrazia è a rischio quando non riusciamo a dare risposte concrete ai problemi sociali della gente. Questo è un tema che ha a che fare con la tenuta democratica interna al paese”. “Sono preoccupato – osserva – per la partecipazione al voto. Bisogna stimolarla, e io cerco di farlo con le proposte concrete che mi sono impegnato a lanciare ogni giorno. Però vedo che sugli altri candidati hanno effetto zero, nessuno interviene, nessuno ha voglia di fare proposte alternative. La gente è stufa delle risse. Per quanto mi riguarda non risponderò ad attacchi personali”.

Nella foto: Conferenza stampa di Marco Manneschi, di Popolo Toscano, che appoggia la candidatura di Enrico Rossi alla Presidenza della Regione (al centro) e Dario Parrmni, segretario toscano del Pd

Nella foto: Conferenza stampa di Marco Manneschi, di Popolo Toscano, che appoggia la candidatura di Enrico Rossi alla Presidenza della Regione (al centro) e Dario Parrmni, segretario toscano del Pd

POPOLO TOSCANO – La conferenza stampa era iniziata con la presentazione ufficiale della lista Popolo Toscano, che affianca il candidato in questa avventura elettorale. Accanto a Rossi, alla conferenza stampa prendono la parola per la lista il consigliere uscente Marco Manneschi e il segretario regionale del Pd Dario Parrini. Per Parrini “questa lista è un arricchimento. Siamo un partito a vocazione maggioritaria ma non votato all’autosufficienza – ha detto – C’è un’area di civismo di centrosinistra e di riformismo anche fuori dal nostro partito che si è raccolta nella lista Popolo toscano con cui ci siamo alleati volentieri perché abbiamo lavorato bene negli ultimi 5 anni e pensiamo di farlo anche nei prossimi. Ci unisce la passione per la concretezza, il buon governo e lo stare lontano dalle soluzioni retoriche, demagogiche e ideologiche”.

Rossi definisce la presenza della lista Popolo Toscano “particolarmente gradita”. “In questa lista – dice – ci sono amici con cui abbiamo lavorato per cinque anni e in questo lavoro concreto ci siamo conosciuti, ci siamo potuti apprezzare e abbiamo concluso una legislatura ricca di tanti provvedimenti e riforme. Da loro è venuto un contributo fattivo, critico e improntato a grande lealtà”. Rossi cita in particolare la nuova legislazione urbanistica, la legge in materia di energie e rifiuti, la riforma sanitaria, ma anche la fusione tra i due aeroporti toscani. “Mentre il quadro politico cambiava – prosegue – un gruppo di consiglieri ha sostenuto le nostre proposte di riforma e per questo rapporto umano e politico li ringrazio. Quella del Piano del paesaggio è stata la sfida più difficile e dura, ma siamo riusciti ad avere una maggioranza amplissima. Anche nella prossima legislatura avremo dei passaggi non semplici, ma ce la faremo, anche perchè la Toscana ha la caratteristica di anticipare le situazioni nazionali”.

Infine le domande dei giornalisti: sulla sanità pubblica (“La razionalizzazione che faremo con la riforma è finalizzata proprio a mantenerla tale”) e sul Monte dei Paschi.  “I 5 stelle vogliono una commissione di inchiesta? Se si vuole fare una commissione d’indagine su Mps, la si faccia pure, da parte mia non c’è alcuna contrarietà. La battuta che mi viene da dire è: diventa più una commissione di studio che di indagini. La Regione Toscana – aggiunge Rossi – da questa vicenda non è stata chiamata in causa nemmeno per sbaglio. Penso che ci faccia onore, perché la magistratura di Siena ha indagato, ha pensato di mandare avvisi di garanzia, di chiedere di interrogare indagati, rinviare a giudizio. Tutto questo non ha toccato la Regione Toscana”. Quindi, conclude “onore agli amministratori della Toscana e alla distanza che tutti questi hanno saputo opportunamente tenere fra gli affari della banca e la politica-economica, che una Regione deve fare ma che è un’altra cosa”.

di Susanna Cressati

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