L’ESPRESSO “SENZA FRENI”

L’ESPRESSO “SENZA FRENI”

Esistono “governatori sfrenati”, come li definisce l’Espresso in un articolo pubblicato nel numero in edicola oggi?Se mai esistessero, tra questi non c’è sicuramente il governatore toscano Enrico Rossi. Nell’elenco, invece, il settimanale, fondato 60 anni da Arrigo Benedetti ed Eugenio Scalfari, mette anche il candidato alla presidenza della Toscana, nonché presidente uscente. L’Espresso, fonte esclusiva, evidentemente, come si capirebbe dalla lettura dell’articolo, due esponenti di Forza Italia, Nicola Nascosti e Stefano Mugnai, candidato, quest’ultimo, alla presidenza della Toscana, accusa Rossi di aver speso, tra l’altro, 1.3 milioni di euro per finanziare le sue attività sui social network, in vista delle elezioni regionali. Rossi smentisce: “Una notizia falsa, priva di fondamento e infamante. L’errore ci può stare ma la menzogna è inaccettabile”.

Sul sito on line, l’Espresso intanto pubblica la smentita, a firma Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, senza nessun commento. A seguire il testo, che l’Espresso titola “Quelle spese giuste della Regione Toscana”:

Non esiste alcuna campagna comunicativa della Regione Toscana, né tantomeno del suo presidente, in vista delle elezioni regionali. E non è stato speso un solo euro di risorse pubbliche per finanziare le mie attività sui social network. Mi preme precisarlo, soprattutto per un dovere di trasparenza nei confronti dei cittadini e dei contribuenti, in riferimento a quanto “l’Espresso” riferisce sulle spese della Toscana nell’articolo “Governatori sfrenati”.
Affermare che avrei speso 1,3 milioni “per cinguettare, per aggiornare con commenti e foto il proprio profilo facebook”, è una notizia priva di fondamento: visto che questa attività la pago di tasca mia. La somma in bilancio è destinata all’informazione istituzionale. E ad oggi abbiamo speso, con regolare bando di gara pubblica, solo 353mila euro, per la diffusione di notiziari radiofonici, con i quali informiamo i cittadini sui bandi comunitari, per i tirocini retribuiti, il servizio civile regionale, per le vaccinazioni contro la meningite o le start-up di impresa. Altri 225mila euro sono stati spesi per l’aggiornamento progettuale e la gestione del sito istituzionale www.regione.toscana.it. Non credo che le nostre istituzioni funzionerebbero meglio sottraendosi al dovere di informare i cittadini.
Errata anche la lettura di altre voci del nostro bilancio. Come i 18 milioni per progetti di cooperazione internazionale e di cultura di pace. Questa cifra in realtà è la somma di 3,8 milioni della previsione di spesa 2015 con i ben 14,2 milioni di residui degli anni precedenti, che non abbiamo speso e che non spenderemo perché tagliati dalla spending rewiev.
Infine i 2,2 milioni per gli impianti sportivi. Purtroppo si tratta solo di 1,2 milioni. Aggiungo che spendere nella promozione dello sport di base non mi sembra uno spreco, anche per gli effetti benefici in termini di prevenzione della salute. Rispetto alla spesa di 1,2 milioni per il campo di calcio a Coreglia Antelminelli è bene sapere che servirà all’intera vallata e che gran parte delle risorse sono servite per la messa in sicurezza di un territorio colpito – siamo in Lunigiana – dalle alluvioni.
Ho un grande rispetto per il lavoro dell’“Espresso” – c’è bisogno di buon giornalismo di inchiesta per rendere migliore questo paese – ma ho anche il massimo rispetto per le istituzioni: qui ogni euro viene speso nel segno del rigore, della sobrietà e della trasparenza.

Qualche ulteriore precisazione. I 2,5 milioni di soldi pubblici imputati dall’articolo de l’Espresso alla “campagna comunicativa lanciata dalla Giunta di Enrico Rossi”, relativi al bilancio 2015 non sono soldi spesi ma il totale della voce “cassa”, composta da 700mila euro di residui non spesi nei precedenti anni e per 1,8 milioni dalle previsioni di spesa per l’anno in corso, di cui, ad oggi, dopo 4 mesi, sono stati impegnati solo 830.000 euro e spesi 86.000 euro.

La somma dI 1,3 milioni a cui si riferisce l’Espresso, in realtà fa parte dei 2,5 milioni sopra richiamati, “non è affatto destinata – precisa Rossi – a finanziare l’attività dei miei social network e blog, che invece è interamente finanziata da risorse personali”. Tale somma è destinata per 981.000 euro (di cui 769.000 euro di stanziamento 2015 e 212.000 di residui non spesi) all’attività di “informazione multimediale” dell’Ufficio Stampa e per 385.000 euro (di cui 300.000 euro per l’attività 2015 e da 85.000 euro di residui non spesi negli anni precedenti) per “attività di informazione multimediale per la presidenza”. Di queste risorse ad oggi ne sono state impegnate, con regolare bando di gara pubblica, solo 353.000 euro per “Affidamento dei servizi di produzione e diffusione di notiziari radiofonici e di una serie di trasmissioni radiofoniche volte a sviluppare le attività di informazione e di comunicazione dell’amministrazione” e altri 225.000 euro per l’acquisizione dei servizi, per l’aggiornamento progettuale, la gestione e la pubblicazione del sito internet www.regione.toscana.it.

Anche i 18 milioni destinati alla cooperazione internazionale e promozione della cultura della pace, di cui si parla nell’articolo dell’Espresso,  sono stati ricavati dal bilancio 2015 che presenta un totale di 18 milioni (composto da 3,8 milioni dalla previsione di spesa 2015 e per 14,2 milioni dai residui degli anni precedenti “che non abbiamo speso e che non spenderemo perché tagliati dalla spending rewiev”, osserva Rossi). Dei 3,8 milioni (di cui fanno parte anche le risorse comunitarie del Programma Italia Francia Marittimo), ad oggi ne sono stati impegnati 450.000.

Infine, i 2,2 milioni che l’Espresso attribuisce alla variazione del bilancio di marzo per realizzare un campo di calcio a Coreglia Antelminelli. Per la precisione, la variante è stata di 1,2 milioni con cui si è realizzato la struttura sportiva, per un costo di 1,6 milioni. Gran parte destinati alla messa in sicurezza del territorio (l’area è quella della Lunigiana, più volte colpita dalle alluvioni). Il campo è comprensoriale e viene utilizzato anche dagli altri paesi della vallata. “In Toscana – osserva Rossi – il 30% dei cittadini fanno sport e abbiamo 9mila impianti sportivi pubblici. E alla loro manutenzione dedichiamo purtroppo solo 2 milioni all’anno. Non possiamo fare di più”.

 

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