FINANZIARIA E REGIONI: IL GIUDIZIO DI ROSSI

FINANZIARIA E REGIONI: IL GIUDIZIO DI ROSSI

di Franco De Felice

- La riunione Stato-Regioni di ieri a Roma è risultata un po’ movimentata. All’ordine del giorno l’esame della legge di stabilità e i finanziamenti garantiti per le Regioni. Beatrice Lorenzini avrebbe detto, riferiscono i giornali, che sarebbe stato un errore affidare la sanità alle Regioni. Alla ministra risponde a poca distanza il presidente toscano Enrico Rossi: “E allora se la riprenda e la gestisca lei. Poi tra cinque anni vediamo se avrà fatto meglio di noi”.
La dichiarazione di Rossi viene subito rilanciata da Sergio Chiamparino, presidente del Piemonte nonché presidente del Comitato delle Regioni: “Rilancio e faccio mia la sfida di Rossi”. Nello stesso tempo, Chiamparino annuncia che lascerà la Presidenza della Conferenza delle Regioni. Sono dimissioni “irrevocabili”, ma congelate fino al varo della manovra. C’è da dire che la Regione Piemonte vanta un buco nella sanità, denunciato dalla Corte dei Conti, di 5,8 miliardi per il 2014. “Devo dedicarmi di più alla mia regione”, precisa Chiamparino.

Nella foto : Il Presidente del Piemonte e della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino

Nella foto : Il Presidente del Piemonte e della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino

Una giornata ad alta tensione che consiglia a Rossi di fare un po’ di chiarezza e qualche puntualizzazione. Per quanto riguarda la sanità, ma anche tutta la partita della legge di stabilità e le Regioni.
E’ da escludere che Rossi voglia candidarsi a presidente della Conferenza delle Regioni al posto di Chiamparino. “Assoluamente no, ho da fare un’altra serie di cose”, la sua risposta ai giornalisti, con l’aggiunta: “Chiamparino ha fatto le sue valutazioni, io gli ho detto che sbagliava, e l’ho invitato a non dimettersi perché abbiamo bisogno di un’interlocuzione seria col Governo e di un rapporto collaborativo come abbiamo sempre fatto. Stiamo trattando di questioni essenziali, che riguardano la vita dei cittadini e bisogna star li’ a discutere e se e’ possibile migliorare ancora questi provvedimenti, che gia’ dopo gli incontri che abbiamo fatto ho visto dei miglioramenti che sono apprezzabili”.
Rossi sottolinea che rispetto alla legge di stabilita’, occorre sviluppare un confronto su alcuni aspetti e che “di fronte alle difficolta’ del paese, ai tetti del patto di stabilita’, e all’introduzione in Costituzione dell’obbligo di pareggio di bilancio, mi pare si debba discutere, approfondire, e trovare il modo di migliorare ulteriormente alcuni aspetti della manovra”. “Mi pare pero’ – conclude, con un chiaro riferimento all’annuncio del Presidente del Piemonte – che non serva dare le dimissioni o stracciarsi le vesti”.

Nella conferenza stampa, a Palazzo Strozzi Sacrati, Enrico Rossi parla ovviamente come Presidente della Toscana della manovra finanziaria del Governo Renzi.
“Siamo finalmente di fronte a una legge di stabilità che prevede politiche espansive, e già questo è un segnale positivo dopo gli anni della recessione. Ci sono poi aspetti che non mi convincono ma su questo siamo pronti alla discussione e al dialogo per superare i punti di divergenza”.
“Mi pare – dice Rossi – una finanziaria in espansione dopo tante recessive. Il Governo ha fatto una manovra scommettendo su una ripresa che in qualche modo c’e’, perché quest’anno avremo un anno con il segno piu'”.
Secondo Rossi “e’ sicuramente una finanziaria che guarda alla ripresa dei consumi interni, che sono all’origine della nostra crisi. Non basta infatti l’export per riprenderci fino in fondo. Questa finanziaria fa una scommessa politica per riuscire a rimettere in moto quei consumi”.

UNA FINANZIARIA ESPANSIVA – Il giudizio è quindi complessivamente positivo. Rossi valuta positivamente i provvedimenti per il mondo produttivo” e cita, tra questi, l’Imu tolta alle imprese agricole, l’intervento sugli esodati, gli sgravi fiscali per le partite Iva (“tra queste – dice – ci sono tanti giovani”). Giudizio positivo, anche se, non siamo “naturalmente, d’accordo su tutto” e che per quanto riguarda le Regioni “ci sono luce e ombre”.

I numeri della legge di stabilità, innanzi tutto per la parte extrasanitaria. Per le regioni sono previsti 2.2 miliardi per i trasporti, per il sociale, per l’agricoltura e 800 per gli investimento sanitari. Ma solo 1.3 miliardi sono sganciati dal tetto di bilancio delle Regioni. “Noi insistiamo – dice Rossi – perché l’intera somma (2.2 miliardi) si possa utilizzare fuori dal tetto. Il Governo si è detto disponibile a discutere questa richiesta. Se riusciremo a chiudere la partita anche per i restanti 900 milioni sarebbe un successo per le Regioni e per gli italiani”.

Un altro segnale positivo, per Rossi, riguarda un’altra partita di investimenti da considerare fuori dal patto: i finanziamenti dello Stato per i cofinanziamenti europei. Sono ulteriori 40-50 miliardi di investimenti che vanno ad aggiungersi ai 100 della Regione. Per la Toscana sarebbero 150 milioni all’anno.

FINANZIAMENTI PER LA SANITA’ – Un po’ più problematico il capitolo sanità: dalla riunione della Stato-Regioni è venuta fuori “troppa confusione, un gianduiotto troppo calorico”, dice Rossi. Il finanziamento è di un miliardo, dei 3 che doveva essere. Un miliardo è “appena sufficiente”, commenta Rossi (per la Toscana sarebbero circa 66 milioni). Ma ci potrebbe essere l’ancora spending review: “A condizione, però, che si capisca – dice Rossi – quanto verrà dalla spending review”. Rossi ne ha parlato con Yoran Gutgeld, il consigliere economico del premier Renzi, che avrebbe prospettato alcune soluzioni. Se il risparmio dovesse aggirarsi sul miliardo e mezzo, le ricadute sulla Toscana sarebbero da considerarsi buone. In ogni caso Rossi esclude per la Toscana il ricorso a ticket: “Gli aumenti di tasse e ticket – dice – possono interessare le regioni in deficit. Non è il caso della Toscana“.

ERADICARE L’EPATITE C – Rossi ricorda la questione Epatite C, la campagna per l’eradicazione della malattia su cui la Toscana si sta impegnando. Sarebbe una medaglia, fa notare, che Renzi dovrebbe mettersi al petto quando va in giro per il mondo. Ma è una battaglia di cui deve farsi carico anche il Governo per un intervento più massiccio. “Sono convinto – osserva – che si può trovare un meccanismo con cui curare i cittadini ammalati, riducendo le sofferenze la malattia e addirittura risparmiando”.

Nella foto : La ministra della Beatrice Lorenzin

Nella foto : La ministra della Salute Beatrice Lorenzin

Capitolo Lorenzin (su sanità e regioni): “Non ho letto le precisazioni del ministro. Avevo letto la sua prima uscita che mi aveva un po’ irritato”, risponde Rossi, che prosegue: “Se si ritiene che le Regioni siano la sentina di tutti i problemi, si riprendano pure la sanita’. Poi voglio vedere dal livello centrale in quanto tempo verranno a chiedere qualcosa alle buone Regioni che in questi anni, pur con tante difficolta’ e a volte errori, sono riuscite a tenere la sanita’ ad un livello accettabile nonostante i tagli”. “Se il ministro – aggiunge Rossi – ha fatto delle precisazioni bene, bisogna ristabilire un buon rapporto. E sono fra coloro che non dicono che le Regioni sono piccole patrie e che devono fare da sole. Chiedo che lo Stato faccia la propria parte in termini di intervento, di monitoraggio, per garantire il diritto alla salute su tutto il territorio nazionale”.

LOTTA ALLA POVERTA’, PIU’ RISORSE – Cosa manca alle legge di stabilità? Rossi chiede un deciso rafforzamento delle misure per la lotta alla povertà. “Prendo atto che ci sono 600 milioni in questo capitolo che in passato non c’erano. Ma non basta. Mi associo alla proposta di “Alleanza contro la povertà” per introdurre un reddito di inclusione sociale rivolto a quelle persone e a quelle famiglie che versano in condizioni di povertà assoluta. Servono più soldi, intorno al 1.500 milioni, ma forse si riuscirebbe a trovarli magari facendo pagare un po’ più di Imu ai benestanti”. Se quanto annunciato da Renzi e’ un ripensamento che riguarda solo le grandi ville di lusso e i castelli e’ poca cosa”. “Se e’ qualcosa di piu’ lo vedremo strada facendo – aggiunge – e se sara’ cosi’ lo apprezzeremo”. Sarebbe, conclude Rossi, un fatto significativo di giustizia sociale e forse produrrebbe anche un aumento dei consumi. Andrebbe cioè, proprio nella direzione su cui è impostata l’intera proposta. Questa manovra del Governo e’ espansiva e vuole scommettere sull’aumento dei consumi. Chi versa in condizioni di poverta’ assoluta, se gli dai un po’ di soldi, va subito a spenderli in generi che servono per campare”.

Nella foto di copertina: Enrico Rossi insieme all’assessore al Bilancio Vittorio Bugli

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