LE FOTO SIMBOLO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI ENRICO ROSSI

LE FOTO SIMBOLO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI ENRICO ROSSI

Firenze – “Guarda la fotografia”, esortava in una sua bella canzone Enzo Jannacci. Dicono tante cose, le fotografie. E quindi guardiamola un’altra volta. C’è un uomo alto in abito scuro e camicia bianca, con l’aria rilassata. Lo circondano (sarà il post-didascalia a informarcene) i suoi vicini di casa: due giovanotti bruni, sette donne dalle lunghe trecce scure e due bambini sorridenti. La foto, la “famosa” foto che Enrico Rossi, candidato alla presidenza della Regione si è fatto scattare in compagnia di una famiglia rom che abita accanto a casa sua, è il messaggio forte che ha dato il là e ha concluso la sua campagna elettorale. L’ha evocata oggi, ultimo giorno di iniziative, Adriano Sofri, intervenuto con Rossi e Folco Terzani alla presentazione del libro di Enzo Brogi “Altre direzioni”, nella libreria Feltrinelli Red di Piazza della Repubblica, a Firenze.
“Con quella foto Rossi, che non ha mai tradito le proprie origini e la propria formazione – ha detto Sofri – ha fatto la cosa più normale che si possa immaginare. Ed è successo un putiferio. Certo che c’è un problema dei rom. Ma l’idea che quel gesto possa sollevare uno scandalo anche tra le file della sinistra e del Pd è una cosa che non ha precedenti”. Sofri parlava a un pubblico attento, che contava tra gli altri, proprio in prima fila, il segretario regionale del Pd Dario Parrini. Rossi ha chiosato: “Quella foto è diventata oggetto di conflitto, ma io volevo fosse un messaggio di normalità”.

Nella foto: Enrico Rossi, megafono in mano, a sostengo della lotta delle lavoratici del call center della People Care di Guasticce

Nella foto: Enrico Rossi, megafono in mano, a sostengo della lotta delle lavoratici del call center della People Care di Guasticce

La stessa foto era stata evocata poco prima, nella prima domanda posta a Rossi, nel confronto della Rai tra i sette candidati alla Presidenza della Giunta Regionale della Toscana. E Rossi aveva risposto che tante sono state le foto con lui nel corso della campagna elettorale, soprattutto quelle davanti alle fabbriche, insieme ai lavoratori in lotta, dove nessuno degli altri candidati si è mai fatto vedere. Come la foto dove Rossi,  a Guasticce, si rivolge, megafono in mano,  alle lavoratrici della People Care. E la stoccata per Salvini: “Non abbiamo giocato con le ruspette”. Anche questa foto, insieme a quella con la famiglia rom, ha aperto e chiuso, di fatto, la campagna elettorale di Rossi.
Alla Red ci sono stati altri momenti in cui, con sincerità e serenità, ma anche con una certa crudezza, si sono affrontati temi scomodi. Temi che hanno fatto parte dell’esperienza politica, amministrativa e umana di Enzo Brogi, consigliere regionale uscente, che li ha consegnati simbolicamente, con il suo libro, nelle mani di chi come Rossi si appresta a continuare nel suo impegno di governo: l’uso terapeutico della cannabis, il diritto alla sessualità in carcere o per i portatori di disabilità, su cui formare assistenti specializzati. Interessi e temi “di margine”, li ha definiti Folco Terzani, ma parte integrante del territorio dei diritti civili e pieni di una potente forza simbolica.
“Bisogna trovare il modo – ha detto Rossi – perchè la politica riesca a mantenere un rapporto forte con la società. La politica si impara a fare e io la faccio con passione. Ma guai se le istituzioni perdono la capacità di stare a contatto con ciò che si muove nella società, nel suo profondo, qualcosa che ci può anche colpire, che ci può meravigliare.” E da qui ha fatto discendere una serie di impegni: allargare, nella prossima legislatura, il campo delle patologie per le quali rendere possibile l’utilizzo della cannabis terapeutica e sviluppare una informazione più efficace in tutta la Toscana su questa opportunità. Continuare a occuparsi della situazione delle carceri in maniera non episodica, rendendo ad esempio possibile l’ingresso negli istituti di pena del medico di base e cercando di impostare interventi anche per il diritto alla sessualità dei carcerati, per porre rimedio a quella che Sofri ha chiamato una “terribile mutilazione, mortificante e umiliante per tutti”.
“L’esperienza della debolezza e della diversità – ha proseguito Sofri – la proviamo tutti nella vita.  La stragrande maggioranza delle persone della mia generazione è cresciuta con impressi tutti i pregiudizi che si possono immaginare, rispetto ad esempio alla disabilità, o alla droga, o al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Sono contento di essere sopravvissuto fino al punto in cui molti giovani adesso trovano strampalata, bizzarra prima che scandalosa l’idea che si vieti a due persone che si amano di sposarsi”.
Quindi, è intervenuto Enrico Rossi, anche sui temi più scabrosi e “di margine”,“non è vero che non si possa far nulla”, si può fare qualcosa, essere degli “apripista, come la Toscana lo è stata per la cannabis terapeutica o per la fecondazione eterologa o per le medicine complementari. A patto, ha detto Folco Terzani, di rinunciare al cinismo e di essere generosi. Come è generoso chi, ha proseguito, in una spiaggia sconvolta da una bufera si mette a rimandare in acqua le stelle marine spiaggiate. Una per una. Un gesto inutile? Un gesto che fa la differenza per ciascuna di quelle creature salvate. E che fa la differenza per chi lo fa.

di Susanna Cressati

Nella foto di copertina: Enrico Rossi, Enzo Brogi, Adriano Sofri e Folco Terzani alla presentazione del libro “Altre Direzioni” alla libreria Feltrinelli Red

Nel filmato qui sotto l’integrale della presentazione del libro Altre Direzioni, di Enzo Brogi:

 

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