Laicità contro il terrore

Laicità contro il terrore

- Firenze per un giorno torna capitale d’Italia. Lo fa nel giorno del 150esimo anniversario della prima seduta delle Camere che avvenne proprio a Firenze, nel Salone dei Cinquecento. Alla cerimonia prende parte anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma prima di Firenze Capitale si parla di terrorismo, dei fatti di Parigi e di come combattere il terrorismo dell’Isis. Mentre la cerimonia è in corso a Parigi le teste di cuoio francesi sono in azione in Saint-Denis, dove tre terroristi sono stati eliminati, compreso Abdelhamid Abaaoud, la mente delle stragi di Parigi.

“TENTATIVO DI GUERRA GLOBALE” – Mattarella parla di “tentativo di guerra globale”, ma aggiunge: “Il terrore non ci piegherà”. Dice Mattarella, di fronte al sindaco di Firenze Dario Nardella, al Presidente della Regione Enrico Rossi e al ministro delle riforme Maria Elena Boschi, seduti in prima fila: “E’ un tentativo di guerra globale dalle modalità inedite quello che sta deturpando l’inizio del nuovo millennio”. “Dobbiamo – prosegue – essere uniti, essere determinati e insieme affermare i principi del nostro umanesimo. Non può mancare il senso di giustizia, né la disponibilità a cooperare per uno sviluppo sostenibile e per ridurre le aree dove prevale la violenza e lo sfruttamento. Dobbiamo garantire sicurezza ai nostri concittadini senza rinunciare alle libertà conquistate, dobbiamo affrontare il fanatismo e l’estremismo con assoluta fermezza, promuovendo il dialogo fra le culture e la tolleranza”.

“NON CI FAREMO RUBARE IL NOSTRO MODELLO” – “Non sradicheremo l’odio – aggiunge Mattarella – facendolo entrare nelle nostre vite e nella nostra civiltà. Il terrore vorrebbe snaturarci. Noi non ci piegheremo. Non ci faremo rubare il nostro modello di vita e il nostro futuro. Difenderemo la qualità delle nostra civiltà e la offriremo al mondo, rimanendo fedeli ai valori che la hanno ispirata e affinata nel tempo”.

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Nella foto: Parigi, le teste di cuoio francesi in azione  in Saint-Denis

lI Presidente della Repubblica ricorda poi il ruolo svolto da Firenze 150 anni fa e quello, piu recente, avuto dal sindaco La Pira nel processo di pace internazionale.
“La sfida per noi europei – aggiunge Mattarella – è quella di allargare ulteriormente la democrazia a livello continentale, dando una base parlamentare solida anche all’Unione economica e monetaria, e un crescente contrappeso comunitario al potere intergovernativo. L’unità europea, ideale del Risorgimento, è l’ideale del nostro avvenire, oltre che il nostro interesse concreto, è la chiave indispensabile per affrontare queste novità epocali. Troppi egoismi, troppe visioni anguste ancora ci frenano. Ma come Firenze seppe guardare all’unità d’Italia, così oggi, forti della nostra storia e della cultura ora migliore, dobbiamo saper individuare un orizzonte più alto”. “Proprio nel Salone dei Cinquecento” – dice il Presidente – dette vita agli ‘Incontri mediterranei’, frutto della sua intuizione sulla centralità del Mare nostro e sulla necessità storica del dialogo interreligioso, a cominciare proprio dalle fedi monoteiste, dalla fede dei figli di Abramo, come lui ripeteva”.

Prima di Mattarella, erano intervenuti il sindaco Nardella e il Presidente toscano Enrico Rossi. Anche Nardella rimane sul tema terrorismo, e rivolto a Mattarella dice: “Presidente, abbiamo bisogno di lei: stringiamoci in un grande abbraccio per tenerci tutti uniti”. Poi interviene il Presidente toscano Enrico Rossi: “La lezione di Firenze Capitale – dice Rossi – ci offre un grande patrimonio di civiltà’, soprattutto oggi, in tempi oscuri dove il terrorismo ci interroga su temi di fondo imponendoci di rispondere”. “La lezione che viene da 150 anni di distanza e’ di non temere la modernità’ – aggiunge – ma  esserne interpreti. Oggi viviamo un’ epoca di grandi problemi, non meno impattanti di quelli di 150 anni fa. Per continuare a produrre modernità Firenze e Toscana devono continuare a dare contributo forte come hanno fatto in passato”.

Terminata la manifestazione per il 150esimo di Firenze Capitale d’Italia, Rossi, intervistato dai giornalisti, torna sulla lotta al terrorismo.

Cosa pensa – gli chiedono – della proposta di Forza Italia, rilanciata anche nell’ultima seduta del Consiglio regionale, di rispondere all’islamismo con la tradizione e con l’installazione di ogni piazza di un presepe, in occasione delle festività natalizie?
“Non penso – risponde – che la risposta si trovi nel contrapporre religioni o razze. Questo sarebbe esiziale. È evidente, io facevo il presepe, ho frequentato la chiesa come tanti in questa regione, come tutti. Però l’elemento forte per quello che ci riguarda e nel consentire a tutte le religioni di poter parlare, di poter fare proselitismo, di potersi confrontare. Questo e il tratto della nostra cultura”.
LA LAICITA’ – Rossi prosegue: “Io contrapporrei a tutti Kant – aggiunge – che identifica l’illuminismo come l’uscita dell’uomo da uno stato di minorità, in cui l’uomo dice si caccia da se stesso, con le sue mani. Cos’e lo stato di minorita? È rinunciare all’uso dell’intelletto e far pensare altri al posto nostro”. “Questa – prosegue – è la laicità e dentro ci sta tutto e ci stanno tutti, purché non si vada fuori dalle leggi, ci si rispetti, non ci sia violenza, sopraffazione. Altrimenti lo Stato ha diritto a reagire anche duramente”.
Il richiamo alla laicità e forse anche alla legislazione francese in materia sull’uso dei simboli religiosi nei luoghi pubblici?
“Le leggi – risponde Rossi – sulla laicità ci sono già: sono la nostra Costituzione, e la dichiarazione dei diritti dell’uomo. E’ il tratto d’esercizio delle libertà per tutti. E dentro questo tratto d’esercizio ci si sta o si sta fuori. Se si sta fuori si è nemici della democrazia, si é nemici dello Stato e lo Stato ha diritto a perseguire chi e suo nemico. Lo Stato democratico ha diritto di perseguire chi è suo nemico”. “Poi penso – prosegue Rossi – che c’e un altro tema, perché un’ideologia cosi aberrante, cosi radicale e cosi violenta abbia presa. Penso che abbiamo registrato una perdita, purtroppo, delle idealità della cultura laica, umanistica e che questa vada rilanciata. Noi abbiamo un tratto di egoismo che predomina troppo nella cultura occidentale, abbiamo una questione sociale apertissima, che sanguina dovunque nella povertà, nella disoccupazione, nella miseria. E allora l’Europa tutta deve ritrovare il suo slancio su queste idealita, poi, rispetto al cosiddetto islamismo porrei una questione a noi cara, che e la liberazione della donna, parliamone”.
“STO CON HOLLANDE” – L’ultima domanda a Rossi: è opportuno un intervento militare dopo i fatti di Parigi? La risposta di Rossi: “Io sto con Hollande”.

Nella foto di copertina: Salone dei Cinquecento, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente della Toscana Enrico Rossi.

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