La sanità secondo Rossi: una rivoluzione della qualita’

La sanità secondo Rossi: una rivoluzione della qualita’

Firenze – “Cosa direbbe a un giovane medico che le chiedesse perchè venire a lavorare nella sanità toscana?” “Gli direi così: vieni qui a lavorare perchè noi vogliamo fare in Toscana, dentro un sistema pubblico che più pubblico non si può, una rivoluzione della qualità che ci metta avanti agli altri per almeno 7 o 8 anni

Così si è espresso Enrico Rossi intervenendo nell’aula magna di Careggi di fronte agli operatori sanitari dell’Ospedale nel corso di un incontro che ha avuto come tema principale la avviata riforma della sanità toscana. Pochi ammettono che, con un calo di 9 punti e mezzo del pil in pochi anni, il paese è più povero, ma proprio per questo ci dobbiamo prendere più responsabilità. Sui servizi fondamentali in Toscana andiamo bene per qualità, come testimoniano tutti gli indicatori nazionali, ora bisogna provare fare meglio con meno risorse. Per questo la riforma. Occorre eliminare sprechi e doppioni, ma limare non basta, bisogna riorganizzare. Doppia fatica quindi: risparmiare e riorganizzare. Stare fermi ci porta all’entropia, a gloriarci dei risultati raggiunti e a non essere innovativi”.

Rossi ha chiamato ripetutamente in causa gli operatori, presenti numerosi: “Ringrazio tutti gli operatori – ha detto – che in anni difficili sono riusciti a far avanzare la nostra sanità. Ora chiediamo un altro sforzo a chi ne ha già fatti molti. Molto dipende da voi – ha aggiunto – considerate questa riforma come una chiamata alle armi”. Una parola anche sul tema infermieri: “Da molti anni abbiamo deciso di investire affinché le nostre università formassero un numero adeguato di infermieri laureati, poco meno di 25mila. Abbiamo organizzato gli ospedali per intensità di cura anche per valorizzare il ruolo infermieristico. Ora dobbiamo riequilibrare la piramide con un numero adeguato di operatori socio sanitari (OSS) affinchè possano svolgere al meglio le funzioni che spettano loro”.

Rossi si è a lungo soffermato su punti fondamentali della legge di riforma: “Ci saranno in ogni area vasta due aziende, una ospedaliera universitaria e una sanitaria ha detto – Va assolutamente scongiurato il rischio che entrino in competizione. Si tratta di un aspetto cruciale e per questo abbiamo pensato di dare molta forza ai dipartimenti per la programmazione di area vasta e al direttore della programmazione stessa. Il rapporto tra le aziende dovrà essere garantito proprio dalla programmazione. E all’interno della programmazione ognuno realizzerà la propria gestione. Alla programmazione di area vasta si dovrà attenere anche l’uso delle strutture (ad esempio le sale operatorie) e delle tecnologie (ad esempio la robotica)”.

Infine la ricerca: “In oncologia con 2 milioni abbiamo finanziato a suo temo 87 progetti, in gran parte proposti da giovani. Dobbiamo fare così, sul modello europeo e anglosassone, lanciare i bandi aperti alla più ampia partecipazione e che vincano i migliori. Sarebbe una bella rivoluzione”.

di Susanna Cressati

Nella foto di copertina: Un momento del confronto sui temi della sanità di Enrico Rossi con gli operatori sanitari del Careggi di Firenze

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