LA LEOPOLDA. E IL PD?

LA LEOPOLDA. E IL PD?

Firenze – La Leopolda numero sei apre domani. Tutto è pronto. Anche il programma, ricordato da Matteo Renzi nell’ultima sua Enews.
Non ci saranno simboli del Pd. E’ la Leopolda di Renzi, di Maria Elena Boschi e di altri che nel frattempo hanno fatto tanta strada. Renzi ha scalato il Pd, per diventare poco dopo Premier. E’ la Leopolda di Governo, del Paese e del Pd, ma senza i simboli del Pd .
C’è molta curiosità sui partecipanti. Avrebbero dovuto partecipare, tra gli altri, Federica Pellegrini e Samantha Cristoforetti. I giornali l’hanno ripetutamente scritto in questi giorni, ma sia Pellegrini sia Cristoforetti hanno smentito di aver ricevuto l’invito. Comunque, ancora poche ore e si vedranno finalmente i partecipanti e gli invitati.

Nella tre giorni fiorentina si farà il bilancio dell’azione di governo. Dalla Leopolda della rottamazione siamo alla Leopolda della maturità.” Vogliamo mostrare – dicono gli organizzatori – cosa dell’inizio dell’esperienza- eopolda è stato realmente recepito e messo in pratica da una nuova generazione dirigente che oggi, dopo la gavetta, sta guidando il Paese“.
Si parlerà del Pd? Non sembra un argomento al centro dei lavori della Leopolda numero sei. Eppure, più il Pd sembra lontano dalla Leopolda più il tema acquista importanza.
Ne dovrebbe parlare sicuramente Enrico Rossi, che, stavolta sarà presente. Con ogni probabilità domenica.

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“Credo domenica – conferma lo steso Rossi – di farci un salto, Renzi è il mio segretario, è  il presidente del Consiglio e vado ad ascoltarlo”. “La Leopolda – osserva – autorizza anche a pensare ad un partito che si organizza dietro un pensiero che esprime proposte che poi stanno tutte dentro il Pd con regole precise: io sono molto legato a un’idea di lealtà e disciplina verso la maggioranza e penso non ci sia strada fuori dal Pd“.
Rossi, che si candiderà alla segreteria del Pd al prossimo Congresso, si augura che “si faccia una conferenza di organizzazione dove si discuta della forma partito che non può essere solo un comitato elettorale, con cui ci si candida una volta a sindaco e una a parlamentare. Deve essere un organismo che si riunisce, ha delle sezioni e seleziona un gruppo dirigente: e’ uno dei punti su cui penso di avere la possibilità di dire qualcosa”.

 

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