La Leopolda e il Pd dopo la Leopolda

La Leopolda e il Pd dopo la Leopolda

Firenze – La Leopolda numero sei è finita. E’ stata un’edizione, come le precedenti, senza simboli del Pd, ma “col Pd nel cuore”, come ha detto nell’intervento conclusivo il segretario del Pd Matteo Renzi. E’ stata indubbiamente un’edizione che ha dovuto fare i conti con una serie di fattori esterni, primo fra tutti la vicenda delle quattro banche salvate, Banca Etruria in particolare. Ma anche l’iniziativa della sinistra Dem al teatro Vittoria di Roma ha avuto un suo peso. Sono i Pd critici ma che rimangono nel Pd. Renzi ha dato sfoggio di tutta la sua abilità e bravura, ma la Leopolda di governo è ben diversa da quella della rottamazione.
Stavolta, alla Leopolda, pur senza simboli del Pd, è andato anche Enrico Rossi, presidente della Toscana, che al destino del Pd è molto interessato. “Sono andato alla Leopolda – dice a margine di una iniziativa istituzionale – per sentire il segretario del Pd, mio segretario,  ed anche Presidente del Consiglio”. “Naturalmente – ribadisce – non sono renziano, anche se ho trovato molte persone che mi ha fatto piacere rivedere e che hanno sostenuto anche la mia candidatura”. “Da questo punto di vista – osserva – sono stato a casa mia, non a casa di altri”.

Un giudizio del discorso conclusivo di Renzi?

“Si puo’ dire – risponde Rossi – che ci sono cose che mi sono piaciute di piu’ e cose che mi convincono di meno. Pero’ e’ una fase non facile del Paese, non facile nemmeno per il Governo ma io sono convinto che Renzi ci riuscirà e ci usciremo tutti, perché non vedo altra prospettiva”.

Secondo Rossi “sostenere questo governo, anche dicendo la propria, quando non si condividono alcuni provvedimenti, credo che sia la strada ragionevole che abbiamo nell’interesse del Paese, anche di quello dei cittadini della Toscana“.

Nella foto: Il Presidente della Toscana Enrico Rossi

Nella foto: Il Presidente della Toscana Enrico Rossi

Per quali aspetti la Leopolda le è piaciuta?

“Nel complesso la Leopolda 6 mi e’ parsa un’iniziativa interessante. I punti piu’ significativi sono stati quando Renzi ha parlato del merito, che e’ una grande questione, quando ha parlato dell’invidia come un male che corrode il Paese“. “E’ stato bello – osserva Rossi – l’appello ai giovani a scendere in politica”

Dove la Leopolda non l’ha convita?

Renzi è stato meno convincente sulle tasse, perché’ penso che il carattere progressivo debba essere mantenuto”

E sul Pd?

“Noi abbiamo da recuperare intorno al Pd un consenso da sinistra che non riguarda solo i nostalgici del passato ma anche tante persone di diverso orientamento politico e culturale. Credo che se queste persone si sentiranno piu’ rappresentate in qualche voce che in questo partito si fa sentire, forse e’ un bene per il Pd stesso”. Dal premier, aggiunge Rossi, “avrei gradito un accenno pù’ forte all’area del disagio e della sofferenza per la quale mi sto battendo, anche dal punto di vista del mio impegno politico nazionale. Un partito aperto, plurale, dentro al quale si discute”. “Sono d’accordo – prosegue Rossi – con la sottolineatura del fatto che la Leopolda e’ un luogo aperto, e bellissimo e’ il fatto di far parlare non solo chi è direttamente impegnato in politica ma anche persone che provengono dalla socieà civile”.

Nella foto: Il Premier e segretario del Pd Matteo Renzi durante il suo intervendo alla Leopolda

Nella foto: Il Premier e segretario del Pd Matteo Renzi durante il suo intervendo alla Leopolda

Ma la separazione tra destra e sinistra oggi ha ancora un senso?

”Non sono favorevole al partito della Nazione. Poi sui termini si può anche giocare. Ma non sono favorevole all’idea che si sia superata la destra e la sinistra. Il Pd deve essere un partito forte, di centrosinistra, ancorato ai suoi valori”. “Attenzione ad annacquarci troppo, perché – aggiunge Rossi – più’ ti sposti verso destra, più’ perdi il tuo elettorato vero, di riferimento, quello che ha scommesso su di te, quello che ha scommesso anche su Renzi, perché diventasse segretario e che adesso vede in lui una speranza, perché’ questo Governo di cose di sinistra ne ha fatte”.

Ma perchè, allora, lei vuole organizzare un’area di sinistra?

“Proprio perché penso che organizzare un’area di sinistra dentro il Pd possa fermare anche un allontanamento che avverto in tante persone che invece vogliono restare nell’unico partito che ha le caratteristiche di puntare al cambiamento del Paese, e al governo del Paese. La semplice testimonianza in questa regione non basta”.

Alla Leopolda si è parlato molto di banche, della vicenda del salvataggio delle quattro banche, e soprattutto di Banca Etruria. E’ un argomento che ha aleggiato prima, durante e dopo la tre giorni, fino alla manifestazione degli obbligazionisti di Banca Etruria, una cui delegazione è stata ricevuta dal ministro Padoan. Dal palco, sulle banche sono intervenuti sia il ministro, sia il primo ministro. Si farà, è stato ribadito, la Commissione d’inchiesta. Si metterà mano al sistema bancario, soprattuto alle banche cooperative. Secondo Rossi, è bene che si faccia chiarezza sullo stato del sistema del credito in Italia, “come rilanciarlo, come risanarlo, come metterlo a disposizione di chi lavora, di chi vuole investire”. “Questo mi sembra il punto serio – aggiunge Rossi – e come si interviene anche nelle situazioni di criticità”.

Rossi, ieri, in un’intervista apparsa sul Corriere della Sera, era intervenuto, con parole nette, sulla “vicenda Boschi“. “Mi sembra – aveva detto – che nel chiedere le dimissioni del ministro Boschi ci sia una logica illiberale, autoritaria e giustizialista”. E più avanti: “Mi pare che in questa vicenda ci sia un eccesso di giustizialismo. E anche un pò di maschilismo”.

Di chi sono, chiede il giornalista del Corriere della Sera, le responsabilità nel caso della Banca Etruria? “C’è la scelta iniziale profondamente sbagliata e arrogante di Monti, che rinunciò ai finanziamenti europei. Così ci siamo trovati a risanare le banche tedesche e spagnole, con l’Europa che alza il ditino”.

Monti oggi ha risposto, sempre attraverso il Corriere, a Rossi. Il botta e risposta Rossi-Monti come finirà?

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