LA GRANDE RIFORMA DEL PAESAGGIO TOSCANO

LA GRANDE RIFORMA DEL PAESAGGIO TOSCANO

Il Presidente toscano Enrico Rossi ha fatto il punto, questa mattina, su Facebook, sul lavoro che da tre giorni a Roma sta facendo insieme al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ( vedi foto qui sotto) sul testo del Pit. “Ieri – scrive Rossi – ho trascorso tutto il giorno al Ministero dei Beni culturali per la rilettura, con i tecnici, del piano regionale del paesaggio. Nessuna cancellazione del lavoro fatto nella commissione, ma una revisione degli elaborati, una risistemazione delle sue parti e un’ultima verifica di conformità al codice dei beni culturali”.
“Insomma – assicura il presidente toscano – nessuna smentita per nessuno ma un lavoro serio e collaborativo”. Ed annuncia la ripresa dl lavoro nella mattinata, dopo un altro incontro, molto importante, questa volta al Ministero dell’Industria, sulla siderurgia a Piombino. Per capire e per sapere delle reali intenzioni degli algerini di Cevital. A proposito, dall’incontro al Ministero dell’Industria sarebbero uscite notizie molto positive sulla riapertura dell’altoforno della ex Lucchini entro cinque mesi (questo avrebbe assicurato il patron di Cevital). Due gruppi di lavoro stanno analizzando gli aspetti ambientali e delle infrastrutture portuali. Ci si rivedrà il 9 aprile, per fare il punto e dare il via al Piano industriale di Cevital.
L’approvazione del PIT sarà l’ultimo atto dell’attuale Consiglio regionale. Dopo la seduta della settimana prossima (martedi e mercoledi) non ci saranno più convocazioni. Sarà ufficialmente campagna elettorale e il prossimo consiglio regionale che si riunirà sarà il nuovo che uscirà dalle elezioni del 31 maggio. Un Consiglio, la novità della riforma adottata in Toscana, tra l’altro, di soli 40 membri (ed una giunta regionale di solo 8 assessori, più il Presidente).
Dopo la riforma della sanità, l’approvazione del Pit sarà la seconda grande riforma che ha segnato la parte finale di questa legislatura, la prima di Enrico Rossi. Ma prima del Pit e della sanità, non si può dire che sia stata una legislatura rimasta con le mani in mano nel campo della legislazione e dei provvedimenti a difesa e tutela del territorio.
Un provvedimento, già approvato, blocca tutte le costruzioni nelle aree ad alto rischio idrogeologico; la nuova legge urbanistica (a volumi zero) blocca le costruzioni nelle aere agricole e consente, di fatto, solo opere di ristrutturazione del patrimonio esistente. Si è intervenuto anche in seguito ai ricorrenti fenomeni atmosferici e climatici che hanno colpito pesantemente e ripetutamente la Regione (fino alla tempesta di vento dei giorni scorsi), da nord a sud lungo la costa, ma anche per motivi più di fondo, che testimoniano della grande attenzione che una regionale come la Toscana ha sempre posto alla difesa e alla tutela del territorio. Un territorio plasmato dall’uomo, che ha prodotto, un esempio su tutti, la Val d’Orcia, dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco.

Nella foto : Il Presidente della Toscana Enrico Rossi e il Ministro dei Beni Culturali al lavoro a Roma  per esaminare insieme il testo del Pit

Nella foto : Il Presidente della Toscana Enrico Rossi e il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini al lavoro a Roma per esaminare insieme il testo del Pit

Il lavoro e la mano dell’uomo stanno segnando e disegnando anche le Apuane, con l’attività d’estrazione del marmo. Domanda: vi immaginate la reazione che susciterebbe oggi una legge regionale o nazionale che permettesse la costruzione di nuovi edifici in Val d’Orcia, su un paesaggio unico al mondo? Certo, è un paesaggio modellato e disegnata dall’uomo, ma oggi è diventato intoccabile, proprio in virtù di questa attività umana, che fin dal Rinascimento ha portato alla creazione di un equilibrio che si può definire in un solo modo, perfetto. Ormai come un affresco di un grande artista. Chi non ricorda , a proposito, le polemiche e il gran dibattito nazionale che ne scaturi negli anni scorsi, per la costruzione di un gruppo di villette a Montichiello, nel cuore proprio della Val d’Orcia? Ma a qual tipo di equilibrio rischia di portare l’attività estrattiva del marmo sulle Apuane, se non dovesse essere regolata, come si cerca di fare con il Piano del paesaggio? A forza di estrarre con le normative vigenti, le modificazioni del paesaggio apuano che necessariamente un’attività del genere produce, rischiano di diventare irreversibili. Un bosco, se tagliato, lo si potrebbe ripiantare e, nel giro di qualche anno, ritornare come prima, non una montagna scavata e tagliata a blocchi. Il marmo non si può ripiantare! Pensare di poter continuare ad aprire nuove cave oltre i 1200 metri appare una scelta  che non va assolutamente nella direzione di salvaguardare le Apuane.
Per cui, attività estrattiva e salvaguardia del lavoro e delle imprese devono avere la vista lunga, non devono arrivare a ferire mortalmente le Apuane, servono regole nuove che tengano conto dell’esigenza di tutelare il paesaggio. Come si cerca di fare col Pit e come sta cercando di fare da lunedi a Roma il presidente toscano Enrico Rossi, quasi coperto, come testimonia la foto di copertina,  da una montagna di carte e con un pacchetto di pasticcini per vincere la  stanchezza e tenere a bada la fame.

di Franco De Felice

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