LA CORTE DEI CONTI APPROVA. AVANTI TOSCANA!

LA CORTE DEI CONTI APPROVA. AVANTI TOSCANA!

Firenze, 21 Luglio 2015 – “Se le altre regioni si comportassero come noi, l’Italia farebbe più e meglio della Germania. Avanti Toscana!”.
Il commento di Enrico Rossi all’approvazione del rendiconto generale della gestione 2014 della Toscana da parte della Corte dei Conti è entusiasta. Rossi, incassata l’approvazione dei conti del 2014,  indica subito i nuovi obiettivi: “Possiamo fare ancora meglio e soprattutto impegnarci per ottenere la flessibilità dei vincoli alla spesa legati alle ottuse restrizioni del patto di stabilità. Per questo lotteremo a Roma e a Bruxelles”.
In gergo tecnico-giuridico si chiama “decisione di parificazione”, una sorta di processo all’andamento dei conti della Regione, con tanto di verdetto finale, come stabilito dal decreto legge 174 del 2015 (art. 1, comma 5), convertito nella legge 213/2012.
Il verdetto, dopo mesi di lavoro (l’analisi della Corte è lunga 750 pagine!) è stato pronunciato dal presidente della sezione, Roberto Tabbia, dopo un’udienza pubblica che ha visto alternarsi i consiglieri della Corte, la requisitoria del Procuratore generale Andrea Lupi e la replica del presidente della Giunta regionale Enrico Rossi. Le luci evidenziate nell’andamento complessivo delle finanze toscane superano nettamente le ombre. Luci molto significative, come i livelli essenziali dell’assistenza, definiti i migliori d’Italia. Il saldo finanziario è risultato negativo per 246,58 milioni di euro, una somma determinata da riscossioni e pagamenti, nonché dal totale dei residui attivi e passivi. In netto calo rispetto al 2013, quando era risultato negativo per 439,10 milioni: ben 192,52 milioni in meno. Una diminuzione del 43,84%. Quasi la metà.
I CONTI IN REGOLA – Per la Corte dei Conti della Toscana i conti sono in regola. I giudici contabili apprezzano innanzi tutto la riorganizzazione avviata, in sanità e non solo, sottolineano la spesa sanitaria sotto controllo (cento euro sopra la media nazionale) e la qualità diffusa dei servizi, primi in molti casi in Italia. In evidenza anche l’originalità indiscussa di alcune scelte sul fronte della promozione culturale. Non mancano alcuni rilievi: sulle società partecipate, sui bilanci di previsione che si trasformano in consuntivi molto diversi, sui tempi di pagamento ai fornitori e una gestione degli acquisti che potrebbe essere ottimizzata.
COME MIGLIORARE – “Possiamo migliorare, ma la Toscana – osserva il presidente Enrico Rossi – è parte dell’Italia e dell’Europa. Se il patto di stabilità impone un tetto di spesa, purtroppo dobbiamo rispettarlo. Se approviamo il bilancio di previsione entro il 31 dicembre, e lo ritengo un punto di onore, ma il Parlamento approva quello dello Stato solo molto dopo e solo a giugno ci viene comunicato l’ammontare esatto di risorse e tagli, difficilmente i bilanci di previsione potranno essere uguali a quelli consuntivi e si impongono una o più modifiche in corso d’anno. L’alternativa sarebbe non approvare entro dicembre il bilancio di previsione. Ma lo ritengo uno sbaglio: anche se è un brogliaccio, rimane un elemento di guida essenziale”.
SUPERARE IL PATTO DI STABILITA’ – “Lo sforzo semmai – conclude Rossi – deve essere quello di superare il patto di stabilità e per questo lotteremo a Roma e Bruxelles. La Regione ha una liquidità di cassa di 600 milioni, che permetterebbe di pagare entro sessanta giorni tutti i fornitori. Non lo possiamo fare, perché il patto ce lo impone, ma è difficile da spiegare. Andrebbe invece tolto e data la possibilità a chi può di spendere: di spendere bene, ma di più. Senza questo ‘tappo’ potremmo dare un ulteriore contributo alla crescita dell’economia, alla ripresa e del lavoro”.
La Regione Toscana ha dovuto fronteggiare 405 milioni di tagli e comprimere la capacità di spesa, per il patto di stabilità, di 390 milioni. Nonostante questo è riuscita a garantire una buona gestione e impostare una politica di sviluppo anticipando 80 milioni di risorse proprie sui fondi comunitari. Ha messo mano anche alla riorganizzazione della macchina, con risparmi crescenti che arriveranno nei prossimi anni.
RAZIONALIZZARE LE PARTECIPATE – La Corte dei Conti invita la Regione ad andare avanti nel piano di razionalizzazione delle società partecipate: un patrimonio che nei bilanci della Regione vale quasi 150 milioni, con una perdita di esercizio nel 2014 di 5,3 milioni. ” Lo faremo”, risponde il presidente della Toscana, Enrico Rossi, che difende però gli investimenti su Fidi Toscana e il tentativo di salvataggio delle Terme.

Nella foto: Il Presidente  Enrico Rossi interviene all'udienza pubblica della Corte dei Conti sul rendiconto 2014 della Toscana

Nella foto: Il Presidente Enrico Rossi interviene all’udienza pubblica della Corte dei Conti sul rendiconto 2014 della Toscana.

LA QUESTIONE FIDI TOSCANA – “Si tratta – ammette Rossi – di una questione complicata. Ma gli investimenti nella finanziaria Fidi, che da solo vale metà delle partecipate della Regione, andrebbe considerato come un contributo all’economia toscana e al superamento della crisi. Noi siamo una regione di piccole e medie imprese e di artigiani, che hanno già grosse difficoltà di accesso al credito. Se non ci fossero Fidi e gli altri confidi, ma soprattutto Fidi, a fare da garanzia, credo che la situazione sarebbe ancora peggiore. I 2,8 milioni di euro che abbiamo nel disavanzo di Fidi nel 2014 sono dovuti a sofferenze inferiori a quelle che hanno altre banche”.
LA QUESTIONE TERME – “Quanto alle terme – dice il presidente Rossi – è di fatto fallito il tentativo di privatizzazione. Se però decidessimo di chiuderle dall’oggi al domani non solo cancelleremo centinaia di posti di lavoro ma faremo perdere identità a tre città come Montecatini, Casciana Terme e Chianciano. Lo stesso vale per i poli fieristici di Arezzo, Carrara e Firenze, che aiutano la promozione dell’economia dei territori”.
Il presidente della Toscana risponde anche al rilievo sulla crescita del disavanzo: 2 milioni e 622 mila euro nel 2014. “Si tratta di un fatto tecnico – dice – e in fondo anche la Corte lo ha evidenziato. Non è neppure la prima volta. Cresce perché anziché ricorrere all’accensione di mutui e prestiti abbiamo deciso di finanziare molti investimenti contando sulla liquidità di cassa. In questo modo abbiamo risparmiato l’onere degli interessi e dunque è anche un fatto positivo”. Del resto il disavanzo non è un ‘buco’ in bilancio. Lo dimostra il fatto che se la Regione utilizzasse tutta la capacità residua di indebitamento autorizzata, il segno diventerebbe addirittura positivo.
Il primo commento al post di Enrico Rossi su Facebook è di Luciano Campanelli: “Non si può avere tutto dalla vita. A me, per adesso, tu stai benissimo ad amministrare la Toscana, e lo fai bene anche se non puoi accontentare tutti: ognuno deve fare quello per cui è preposto. ” Domani è un altro giorno ..si vedrà ..”.

di Franco De Felice

Fonte: Toscana Notizie

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