LA CONNESSIONE SENTIMENTALE, QUANDO UNA MAIL AIUTA IL POLITICO

LA CONNESSIONE SENTIMENTALE, QUANDO UNA MAIL AIUTA IL POLITICO

Ne scegliamo due a caso. “Grazie per l’esauriente risposta ed auguri a Lei alla Regione e a noi tutti”, firmato Carla Notarbartolo di Sciara; “La ringrazio moltissimo per la puntuale risposta che, certamente, contribuisce a fare chiarezza sull’argomento. Dalle sue parole si evincono l’amore per la Sua terra e la volontà di contemperare la tutela di un prezioso patrimonio naturale con le più che legittime istanze occupazionali, in un momento come questo dove anche il lavoro è un bene raro e prezioso. I miei più sinceri complimenti”, firmato Paolo Formaggioni.
Ce n’è qualcuna a cui la risposta del Presidente non appare convincente (“penso che quello che volete fare sia troppo poco”, firmato Valda Castelli), ma le risposte negative alla mail di Rossi stavolta sono davvero poche. Tutti apprezzano, innanzi tutto il fatto che sia stato risposto alla petizione, ma moltissime condividono anche il merito della risposta. All’incirca, per l’85% sono risposte positive, il 15 % si mostra ancora critico.

La nostra storia inizia con una petizione, lanciata dal sito AVAAZ.org il 12 marzo:
“Il paesaggio è un bene che una volta distrutto non si può ricreare, salvaguardatelo anche per i nostri figli e le future generazioni. Vi chiedo di salvare il PIT con valenza di Piano Paesaggistico per le Alpi Apuane così come mediato tra le parti nel luglio 2014, e di fermare sia il Maxiemendamento che il cosiddetto “Lodo Rossi” che stravolgerebbero quanto di buono fatto finora in tutela non solo dell’ambiente ma del futuro stesso di tutto il territorio delle Alpi Apuane. Cordiali saluti”.
La petizione ha un titolo : “24 ore per salvare le Apuane, invia un messaggio”. E di messaggi, un vero mailbombing, al momento ne sono stati inviati quasi 5.800, al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al sottosegretario del Mibact Ilaria Borletti Buitoni, al Presdiente della Giunta Enrico Rossi, al presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci, ai consiglieri regionali Gianfranco Venturi e Giovanni Ardelio Pellegrinotti ( presidente e segretario della Commissione Ambiente e Territorio).
Per l’approvazione del Pit mancano, a dire il vero, più di 24 ore. Il dibattito e il voto sono previsti in Consiglio regionale la settimana prossima, martedi e mercoledi. La strada che porta al Pit è stata, di fatto, anticipata dal Piano cave, approvato mercoledi scorso. Che prevede una novità, da qualcuno definita rivoluzionaria: le cave diventano tutte pubbliche. Fino ad ora erano regolate sulla base di un editto del 1751 della duchessa Maria Teresa Cybo Malaspina. La destra e i giornali che alla destra fanno riferimento parlano addirittura di “esproprio”!
Il confronto tra i gruppi consiliari e le forze politiche sul testo finale del Pit è ancora aperto. Molto critici gli ambientalisti. E al centro della questione sempre e soprattutto le cave apuane. Come per i firmatari della petizione.
Il Presidente Enrico Rossi ha risposto. Come ha fatto altre volte, ma stavolta a migliaia di mail. Come se si fosse incontrato con sei mila persone contemporaneamente!
Ecco cosa scrive Rossi nella mail:
“Il nostro obiettivo è sempre stato quello di tenere insieme lavoro e bellezza. Proprio per questo saranno vietate le aperture di nuove cave sopra i 1.200 metri ed incentiveremo la filiera produttiva locale. Una scelta che ci consente, da un lato, di tutelare le vette e i crinali apuani e, dall’altro, di far sì che una maggiore occupazione e ricchezza ricada sul territorio”.
Rossi prosegue: “Ritengo che il documento che abbiamo elaborato, superando contrapposizioni e diatribe, su cui non sempre le posizioni più estreme risultano essere le più fondate, rappresenti un punto di arrivo per tutti. E’ del tutto normale che su temi così importanti si discuta e si confrontino posizioni diverse ed anche estreme, tra chi vorrebbe chiudere le cave e chi invece vorrebbe continuare a far tutto come prima. In democrazia le proposte si discutono e si cercano soluzioni il più possibile condivise, senza le quali anche le migliori elaborazioni rischiano di restare esercizi puramente accademici. E’ proprio da questo confronto che scaturiscono le soluzioni più avanzate. Ne è riprova che la Toscana sarà la prima e unica regione ad avere approvato un piano che contiene sia la parte vincolistica sia precise direttive per gli ambiti territoriali della nostra regione, a cui dovranno conformarsi gli strumenti urbanistici dei Comuni”.
Rossi fa un riferimento anche al Piano cave : “La legge sulle cave che il Consiglio Regionale ha approvato dichiara pubblici i beni stimati, raddoppia le tasse di concessione dovute agli Enti locali e stabilisce che il marmo scavato dovrà essere lavorato, sempre più, a livello locale. E’ la prima volta che la Regione affronta questi temi per dotarsi di regole di carattere sociale e ambientale”.
L’auspicio finale del Presidente della Toscana: “ Sono certo che la vostra sensibilità ambientale vi faccia comprendere ed apprezzare lo sforzo che stiamo compiendo per dare, finalmente, una risposta positiva a queste importanti questioni. Agli imprenditori del marmo ho chiesto anche di investire nella salvaguardia ambientale così come hanno fatto gli industriali del cuoio con gli impianti di depurazione. Assumersi le responsabilità di governo del territorio è oggi una grande sfida perché richiede di interpretare e governare fenomeni complessi, di trovare equilibri tra interessi diversi e spesso contrastanti ascoltando le (buone) ragioni di tutti, ma allo stesso tempo tenendo ferma la propria responsabilità che è quella di promuovere sviluppo e salvaguardia del territorio.
Spero di avere contribuito a fare chiarezza su questa vicenda e le invio i miei più cordiali saluti”. Firmato Enrico Rossi.

Nella foto : la pagina dove è stata lanciata la petizione "24 ore per salvare le Apuane".

Nella foto : la pagina dove è stata lanciata la petizione “24 ore per salvare le Apuane”.

La risposta di Rossi sembra che abbia colto nel segno. Sorprendendo gli interlocutori. Che rispondono ma cambiando tono. Al momento lo hanno fatto più di un centinaio di persone. “ La ringrazio molto per aver voluto rispondere in tempi rapidi e con chiarezza. Capisco benissimo le Sue difficili responsabilità e Le auguro buon lavoro” (Maurizio Fea); “Grazie, è una risposta esaustiva oltre che equilibrata e, soprattutto, è una risposta!”. Generalmente tutti sorpresi dalla risposta (“giunta inaspettata”) ma anche soddisfatti per aver “contribuito, concretamente, a fare più chiarezza su questa vicenda”, scrive Antonio Cariolato, “padre numeroso di 6 figli”, che aggiunge: “ Non sono cittadino toscano, ma non ha nessuna importanza perché la salvaguardia del patrimonio messo a disposizione dal Creatore, non ha confini”. E Cariolato si augura che “questa sua scelta sarà proposta anche ad altre amministrazioni di qualsivoglia gestione territoriale appartengano”.
Risponde anche Mario Borelli, docente del dipartimento di Matematica dell’Università americana Notre Dame, mostrandosi molto informato sulle questioni toscane (è nativo di Quarrata, ma vive all’estero da sessant’anni). “Le sono grato e sono abbastanza tranquillizzato per la sua sollecitudine nel rispondere alle nostre (di Avaaz) preoccupazioni per la protezione sia dell’economia che della bellezza ambientale delle Alpi Apuane. Le sue osservazioni riguardo al processo democratico nella ricerca di soluzioni appropriate sono giustissime; generalmente le posizioni più estreme non promuovono né ragionevolezza né fattibilità”.
Anni fa, in un famoso tormentone pubblicitario, si sosteneva che a volte basta una telefonata per salvarsi la vita. Mutuato lo spot al nostro caso, a volte basta una mail per dare una svolta, farsi conoscere, apprezzare e capire meglio. Che per un politico non è poca cosa.

di Franco De Felice

 

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