IL VENTO, LA TOSCANA REAGISCE

IL VENTO, LA TOSCANA REAGISCE

Firenze – Il vento ancora non se n’è andato completamente. Ma non sta facendo danni. Li ha invece fatti, e come, tre notti fane in cui si è fatto sentire su tutta la Toscana. E sono danni ingenti. Di 400 milioni di lire, ad una prima stima: trecento milioni per il distretto vivaistico del pistoiese, un altro centinaio, per tutti gli altri comuni toscani.
La popolazione toscana, fatta di singoli cittadini, di istituzioni, di imprese, di associazione d’impresa, sta reagendo all’uragano, sta andando oltre. Non si è fatta prendere dalla rassegnazione. “Che non ci appartiene”, dice il presidente della Toscana Enrico Rossi, che in questi giorni ha fatto sentire la sua voce e la sua presenza a fianco delle persone colpite. “Credo invece – scrive in un post su Facebook – che gli uomini possono reagire e ricostruire più e meglio di prima, anche con la natura avversa. La reazione dei cittadini toscani non è stata languida. Molti ulivi sono stati ripiantati immediatamente e molti tetti riparati. L’uomo non si piega”. Insieme al sindaco di Pietrasanta, Rossi, che, ricordiamo ha chiesto subito lo stato d’emergenza, ha aperto un conto corrente per la Versiliana, il cui parco è stato spazzato. Lunedì saranno comunicati gli estremi. Tutti sono invitati a donare qualcosa. Rossi lo ha fatto versando 1.000 euro.

In Toscana, a San Sepolcro, anche qui il vento ha colpito duro, provocando danni di almeno un milione di euro ( 40.000.000 in tutta la provincia aretina), nel pomeriggio si è recata in visita il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, accompagnata dal parlamentare del Pd Marco Donati e dal sindaco Daniela Frullani. “Il Governo – ha detto – è attento a tutte le realtà toscane in difficoltà. La cosa migliore è mettersi al lavoro subito, c’è poco tempo”.

Si avvia verso la normalizzazione la situazione del servizio elettrico. Rispetto alle 200.000 utenze rimaste senza corrente nella notte di mercoledì, i tenici, informa in una nota di pochi minuti fa l’Enela, hanno risolto il 98% dei casi: alle ore 19 erano circa 3.500 gli allacci non alimentati: 900 nell’aretino, tra Sansepolcro, Cortona e il Casentino; circa 1.400 nella provincia di Pistoia, tra la montagna e la piana pistoiese; circa 1.200 nella provincia di Lucca, tra la Garfagnana e la Versilia. Enel conta di risolvere entro la mezzanotte la quasi totalità delle situazioni sulle linee di media tensione.

Ma di quale fenomeno atmosferico si è trattato?. Il presidente Rossi l’ha definito la “Katrina italiana”? Un uragano, insomma. Gli esperti parlano di “vento catabatico”, ossia di vento che va verso il basso, che soffia scendendo da un’inclinazione topografica”, come una collina, una montagna o un ghiacciaio. Questo tipo di vento, particolarmente quando spira su una vasta area, viene talvolta chiamato vento di caduta. Non era mai accaduto prima. Il direttore scientifico del Lamma toscano, Bernardo Gozzini, ricorda che quando le raffiche superano i 117 chilometri orari, si può parlare di uragano. A Peretola, ha ricordato, le raffiche hanno raggiunto i 132 chilometri orari. E 132 chilometri, si precisa, è la velocità istantanea, un tipo di misurazione che i meteorologi rilevano da non molto tempo. Ebbene, ha detto, negli ultimi vent’anni in Toscana non si era mai registrato un fenomeno del genere.

“Le raffiche – scrive nel suo blog su Huffington Post, il presidente Rossi, riprendendo proprio il tema della velocità e del vento catabatico – hanno raggiunto velocità tra i 130 e i 180 km/h, con punte di 200 in Lunigiana. Mi hanno spiegato che si è trattato di un fenomeno straordinario. Le correnti di aria fredda polare hanno valicato le Alpi Dinariche e l’Appennino, infilandosi negli intagli tra le vallate, risucchiate dal picco di bassa pressione nel Tirreno. Questo ha letteralmente dato un colpo di rasoio violento alla Toscana, scoperchiando capannoni, abbattendo migliaia di alberi, colpendo scuole, ospedali, fabbriche, monumenti”. Il presidente toscano si sofferma soprattutto sul disastro delle aziende florovivaistiche di Pescia e Pistoia. “Ed è quello che più l’addolora: 1300 aziende con un indotto di circa 12000 dipendenti. Milioni di euro di danni, su cui concentreremo i nostri primi interventi”.

E sull’Huffington Post conclude : “È necessario fare uno sforzo ulteriore. Aprire gli occhi e guardare dentro questo scenario inedito. I mutamenti climatici sono la sfida della politica globale. Dobbiamo tutti fare la nostra parte riducendo le emissioni di Co2 e contrastando il ‘global warming’. La politica ha in mano ancora una volta i destini. Non si può far finta che la ‘mano invisibile’ e la Provvidenza ci pensino al nostro posto. Nel vuoto assordante di idee e valori restano forti e incisive ancora una volta le parole del Papa sulla ‘custodia’ del creato, che saranno al centro della prossima enciclica da tempo annunciata. Quando si perdono le parole giuste anche gli occhi smettono di vedere e capire. I leader globali hanno il dovere di ascoltare il monito del Pontefice e di agire presto”.

image_pdfimage_print

Leave a Reply

Share this: