IL METODO ROSSI: LA POLITICA DEL CONFRONTO

IL METODO ROSSI: LA POLITICA DEL CONFRONTO

Albinia – E’ un tour senza soste quello di Enrico Rossi. Che è chiamato a rispondere di tutto. Sembra quasi più un sindaco che un Presidente di Regione che sta cercando voti per un secondo incarico a cui ci si rivolge per qualsiasi esigenza, protesta o richiesta.
Rossi in questa sua seconda campagna elettorale ha deciso di puntare molto sulla comunicazione social (facebook e twitter): posta ogni giorno, sulle tematiche toscane e sempre di più su quelle politiche nazionali ed europee. Ma senza rinunciare al contatto, che per lui rimane fondamentale, con i cittadini e con i loro problemi. Anzi, sembra che abbia accentuato questo tipo di contatto. Di un politico che crede nel dialogo e nel confronto, anche se le divergenze e le distanze di partenza potrebbero apparire inconciliabili. Come se i comitati (quello di Albinia ne è una plastica rappresentazione), al netto di strumentalizzazioni e territorialismo, fossero un segnale della crisi di rappresentanza della politica e dei partiti e a loro si fossero sostituiti.

Oggi il tour elettorale prevedeva alcune tappe in Maremma, ad Orbetello, Porto Santo Stefano e Follonica. Ma se vai in Maremma, come fai a parlare solo di sviluppo del porto, dell’acquacoltura, delll’ospedale di Orbetello, della Tirrenica, del turismo ed evitare un contatto diretto con le famiglie e le imprese di Albinia colpite dalle recenti alluvioni? Che sicuramente saranno molto criticche verso tutto e tutti, sicuramente anche la Regione, per i ritardi dei lavori di ricostruzione dell’argine dell’Albegna. Infatti Rossi il contatto non lo evita. Va al bar per un caffè e per comprare i giornali ed eccolo il comitato degli alluvionati ad attenderlo. E ne è scaturito un confronto fuori programma, ma forse voluto e cercato e non rifiutato.
Ma con una richiesta preliminare da parte di Rossi: “L’incontro avrà inizio solo dopo che avrete rimosso gli striscioni di protesta. Se volete il dialogo – chiede – togliamo di mezzo le invettive e gli insulti”. Dopo di che si entra nel merito del problema.
“Da parte nostra – dice Rossi – c’è stata e c’è una grande attenzione. Ci sono stati dei ritardi ma noi ci siamo stati e ci siamo. La questione è molto seria e i cittadini sono legittimamente preoccupati per le piogge di settembre”. Rossi li aveva già incontrati nelle settimane scorse nella tenda del presidio”. “Da allora – ricorda – i problemi sono stati affrontati e le cose sono state fatte”. E l’annuncio : “I lavori di messa in sicurezza e di ripristino del territorio dopo l’alluvione del 2012, partiranno entro l’estate e si dovrebbero concludere entro la prossima primavera, forse

“La Regione – è un altro annuncia Rossi – ha già stanziato un milione di euro in più a disposizione dei sindaci, ma serve un impegno forte per far partire i lavori e il consorzio deve coordinarli”. “Le ruspe per pulire gli argini – ricorda – sono state messe in campo con procedure d’urgenza, vediamo se in attesa della partenza dei lavori il consorzio riuscirà ad aggiungere altri mezzi o se qualche altro consorzio della Toscana (ricordo che abbiamo riformato il sistema, passando da 22 a 6) potrà intervenire direttamente, anche attraverso uno spezzettamento delle gare. Lunedì l’assessore Anna Rita Bramerini sarà ad Albinia e vi aggiornerà su questi impegni”.
Il comitato e i cittadini ascoltano. Rossi fa loro una seconda richiesta (dopo quella di togliere gli striscioni con gli insulti): “Il comitato deve nominare tre persone che, riconosciute dagli altri, siano legittimate ad avere rapporti con il Consorzio e la Regione. Avevamo costituito a livello regionale un tavolo che prevedeva anche le rappresentanze dei comitati”.

Chi il confronto con Rossi cerca di farlo non con un faccia a faccia e non sui problemi, ma da lontano, è Nichi Vendola, il leader di Sel, che a Massa, dove era per una iniziativa a sostegno della lista “Si Toscana a sinistra”, ha definito Rossi “un renziano dell’ultima ora“, aggiungendo che “con lui in Toscana è sempre stato difficile discutere”.
“Alle accuse di Vendola rispondo che appiccicare etichette alle persone non è corretto e da lui francamente non me l’aspettavo. Peccato! Per me tutto resta com’è sempre stato. Litigare a sinistra non serve ed è uno sport già troppo praticato e poi per quanto mi riguarda sono elezioni per la Regione e io voglio impiegare tutte le mie energie per la Toscana”.

Nella foto : Enrico Rossi ad Albinia visita la nuova scuola dell'infanzia ricostruita grazie alla Regione

Nella foto: Enrico Rossi ad Albinia visita la nuova scuola dell’infanzia ricostruita grazie alla Regione

E ne approfitta per lanciare un’altra delle 25 idee per la Toscana: riguarda l’ampliamento dell’uso della cannabis terapeutica ad altre patologie. Rossi lo fa dopo aver ricevuto la lettera di un paziente affetto da artrite reumatoide. “La cannabis in Toscana – ricorda – è già una terapia convenzionale. Dovrà esserlo ancora di più”.
La proposta di Rossi consiste nell’ampliamento della rosa delle patologie da curare con la cannabis, nella semplificazione delle procedure di accesso al farmaco e nella predisposizione di corsi di formazione rivolti a medici e farmacisti per ridurre il divario di conoscenza che penalizza il farmaco e i pazienti.

“La nostra regione – sottolinea – è già produttrice: le infiorescenze dello Stabilimento chimico farmaceutico militare ci confermano che presto la Toscana diventerà la fornitrice nazionale di cannabis per uso terapeutico. L’unità complessa di Terapia del dolore dell’Azienda ospedaliera pisana oggi ospita circa 500 pazienti con varie patologie ed è già un centro di riferimento nazionale”.

“Attualmente – prosegue Rossi – i farmaci si acquistano in Olanda a prezzi molto elevati. Il fabbisogno italiano ammonta a circa 100 Kg all’anno. Noi puntiamo a essere la regione leader nel campo della produzione. Albert Einstein ha scritto: ‘Chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo’ ”.
In Toscana con la cannabis terapeutica, oggi, si curano i dolori da tumore, la SLA, la sclerosi multipla, alcune neuropatie (come quelle derivanti da schiacciamento delle vertebre), la stimolazione dell’appetito nei pazienti affetti da AIDS.
Rossi propone l’estensione dell’uso della cannabis alla cura delle forme di dolore cronico refrattario di origine reumatologica (per esempio la fibromialgia), al morbo di Crohn, all’asma bronchiale, al glaucoma, ad alcune forme di epilessia resistenti ai farmaci, alla cura dell’ansia e dell’anoressia. “La Regione si farà carico di tutte le sperimentazioni cliniche necessarie e attiverà anche un monitoraggio dell’uso clinico della cannabis in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità”.

“Dopo aver letto la testimonianza civile di Walter De Benedetto – prosegue Rossi – ritengo di dover recepire il suo auspicio: l’abbattimento delle barriere burocratiche e dell’ignoranza, l’accesso sempre più rapido e semplificato al farmaco. Per questo in futuro ci impegneremo in una campagna di informazione e educazione all’uso consapevole del farmaco, campagna che sarà destinata prevalentemente ai medici di famiglia”.

di Franco De Felice

Nella foto di copertina: Enrico Rossi ad Albinia si confronta con il comitato dei cittadini colpiti dall’alluvione dell’Albegna

Di seguito il testo della lettera di Walter De Benedetto ( che si può trovare anche su toscanacisiamo.it)

Mi chiamo Walter, ho 43 anni, e a 16, dopo tre mesi di febbre persistente a 40 e vomito e rigidità muscolare, ricevo la mia prima diagnosi: una ” probabile” artrite reumatoide. Premetto che fino a quel momento non mi ero mai ammalato e che praticavo numerosi sport a livello agonistico tra cui judo e rugby.

L’artrite reumatoide è una malattia rara e di conseguenza le case farmaceutiche non sono spinte a fare ricerca. Gli introiti sarebbe estremamente bassi. Fino alla fine degli anni novanta la cura di base era “empirica”: sali d’oro e potentissimi antimalarici.

Dopo 24 anni, in cui ho provato diverse cure tra cui gli immunosoppressori e la chemio e dopo 7 viaggi in America, importavo legalmente la prima cura “seria” di base per l’artrite reumatoide, chiamata Embrel. Una fiala costava 400.00 lire, ne facevo una a settimana, tutto pagato con i miei soldi. Essendo la mia malattia una forma aggressiva, presa nei primi anni ottanta, quasi tutte le articolazioni sono state gravemente compromesse. Ho protesi alle ginocchia, alle anche, oltre che alle mani. Ho subito 18 interventi invasivi perdendo otto anni e mezzo della mia vita.

Venni poi a conoscenza delle capacità della canapa di lenire alcuni dolori e dopo averla provata clandestinamente mi accorsi di come i dolori diminuivano notevolmente e di quanto mi facilitasse ad addormentarmi in difficilissime posizioni antalgiche carpiate. Quando mi sdraio, certe articolazioni continuano a farmi molto male. Il dolore di cui parlo è un tipo di dolore che mi ha portato ad assumere, tramite il centro antalgico, morfina. Purtroppo la morfina agisce poco sul dolore e rende presto assuefatti al punto che si deve continuamente alzare il dosaggio.

Dopo 4 anni ero divenuto una larva. Mi accorsi dal mio deperimento (42 kg) che la morte era vicina. Incominciai a studiare in maniera seria la cannabis e iniziai anche a leggere e tradurre a fatica testi scientifici sulla cannabis medica. Cominciai a studiare il thc e il CBD e la sua forte azione contro le citochine. Dopo aver fatto cento domande, brutte figure, dopo esser stato deriso e apostrofato come tossico, da circa un anno e mezzo mi hanno prescritto un farmaco a base di infiorescenze denominato brodecan. Dopo tre mesi avevo già tolto la morfina (il mio dottore aveva detto di scalarla entro sei-otto mesi, ma io sentivo forti i benefici e l’ho ascoltato solo in parte).

Nella fase finale, cioè ora, la mia malattia inizia a colpire gli organi e il famoso polmone reumatoide sembra giovarne. Quando sto molto male mangio i biscotti, se invece cerco un effetto immediato, ma breve, sul dolore (che passa dopo due-tre ore) due o tre pipe ad acqua possono andar bene.

La malattia è ferma da circa 6 mesi. Non mi era mai capitato.

Il mio grazie va al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e a Enzo Brogi che anzitutto si sono battuti contro il pregiudizio e hanno fatto in modo che nella mia Regione, sia pure in maniera ancora incompleta, alcune persone che soffrono di malattie gravi e incurabili possono beneficiare di un farmaco molto efficace, troppo sottovalutato e ancora poco conosciuto.

Il mio auspicio è che in futuro l’accesso al farmaco sia ancora più semplice e più veloce. A questo scopo ritengo sia decisiva l’informazione e la consapevolezza dei medici.

Grazie Toscana.

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