GE-TOSCANA, IL PROGETTO CHE CAMBIERA’ LA TOSCANA

GE-TOSCANA, IL PROGETTO CHE CAMBIERA’ LA TOSCANA

Firenze – Si chiama “Progetto Galileo”. Si tratta di turbine e compressori di nuova generazione. Riguarda l’industria manifatturiera, macchine d’acciaio e nuove tecnologie, di centinaia di giovani ingegneri e tecnici specializzati, di migliaia di lavoratori metalmeccanici complessivamente impegnati. Il protocollo è stato firmato ieri. Era stato annunciata la sua presenza, ma il Presidente del Consiglio Matteo Renzi non ha potuto partecipare. Nella mattina, però, si era incontrato in Prefettura, insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, con il Ceo di General Electric Jeff Immelt. Per il Governo, nel pomeriggio, in piazza Duomo, la firma l’ha messa il ministro Federica Guidi. L’unica conseguenza dell’assenza di Renzi è stata che tra i media presenti non si sono visti gli inviati di carta stampata e tv che solitamente accompagnano il Premier. E sulle Tv nazionali l’evento è stato di fatto oscurato. E’ la stampa bellezza, si potrebbe rispondere! Mah! La Rai, per esempio: Tg1 e Tg2 di ieri sera hanno brillato per assenza. Si sono limitati a meno di una copertura sindacale! Semplice notizia sul Tg1, notizia con foto di Renzi e di Immelt, sul Tg2. Due brevissimi testi, quasi identici, senza immagini dell’evento: in sintesi, “Renzi, nella mattinata, si è incontrato a Firenze con Immelt e nel pomeriggio la firma del protocollo”. Tutto qui. Uno immagina, è indotto a dedurre, che il protocollo sia stato firmato dagli stessi Renzi ed Immelt! No, l’hanno fatto, per il Governo, il ministro Federica Guidi, e i vertici aziendali di General Electric, dal CEO Jeff Immelt, al presidente e CEO di “GE Oil & GasLorenzo Simonelli, al presidente di Nuovo Pignone Massimo Messeri. Presente anche l’ambasciatore Usa in Italia, John RPhillips, grande amico della Toscana. L’ambasciata Usa twitterà in serata con una foto dell’incontro di Phillips col presidente toscano Enrico Rossi, l’altro grande protagonista e tessitore del protocollo.

E’ un “affare” di 600 milioni di dollari di investimento complessivo che vedrà impiegate 500 tra ingegneri e figure di elevato profilo professionale (la maggior parte toscani e formatisi nelle università toscane!), che ha come obiettivo l’aumento del 50% degli attuali volumi produttivi e del fatturato di 1,7 miliardi di dollari in 5 anni. Altro obiettivo, non secondario, del progetto formare una nuova generazione di ingegneri, specializzati sia nella progettazione di alta tecnologia non ancora disponibile sul mercato sia nella sua industrializzazione territoriale, con benefici in termini di innovazione e produttività sia per il sistema della ricerca sia per quello imprenditoriale.
Entro tre mesi dalla firma le parti si impegnano a sottoscrivere un “Accordo di Programma quadro” per il quinquennio 2016-2020, eventualmente rinnovabile, per supportare lo sviluppo del piano industriale che, a partire dal 2016, prevede 5 milioni di ore di ingegneria per la parte relativa allo sviluppo prodotti (prevalentemente concentrate in Toscana) e dal 2019 la produzione di circa 300 turbine a gas e 400 compressori centrifughi, per un totale di 6 milioni di ore di produzione che interesseranno i siti di Firenze, Massa Carrara, anche gli stabilimenti di altre regioni italiane.
E’ roba simile, a dir poco, alla decisione della Apple di aprire un centro a Napoli, il primo in Europa, per la formazione per lo sviluppo di app. Anche qui Renzi che si incontra con il boss della Apple Tim Cook. Evento a cui, giustamente, la stampa ha dato enorme risalto con servizi su servizi, per più giorni. Rai in testa. E’ la stampa bellezza!
In ogni modo, il protocollo firmato a Firenze ha una straordinaria valenza, a prescindere dalle coperture informative e dalla mancata presenza di Matteo Renzi. “E’ un accordo che cambierà la qualità dell’industria nella nostra Regione”, commenta il Presidente Enrico Rossi.
Ma come si è giunti a questo clamoroso salto di qualità degli investimenti della GE in Toscana (e in Italia)?

Per la Toscana risponde Enrico Rossi. E’ una collaborazione di antica data, quella tra Ge, Toscane ed Enrico Rossi. Immelt, nel suo intervento, lo ringrazia apertamente.

“Il rapporto tra Toscana e GE Oil & Gas – risponde Rossi – si è rafforzato in questi ultimi anni, come testimoniato dai sempre più massicci investimenti dell’azienda e dall’incidenza della propria attività sul Pil regionale, pari al 4,6%. Senza dimenticare che GE in Toscana – sulla base di uno studio condotto da Irpet – dà lavoro, tra dipendenti diretti e quelli dell’indotto, a circa 34 mila persone”.

“L’intenzione di GE di consolidarsi in Toscana, attraverso il Progetto Galileo – commenta Rossi – rappresenta un punto di riferimento mondiale per il settore dell’oil & gas, conferma la bontà delle nostre scelte e dimostra la volontà di GE di volersi legare ancor più alla nostra regione, attratta da un contesto accogliente e competitivo, da una forza lavoro qualificata e coesa nonché, mi sia consentito, anche da istituzioni locali credibili ed affidabili”.

Siglato l’accordo,  Enrico Rossi si preoccupa del destino dello stabilimento General Electric di Sesto San Giovanni per il quale si parla di 236 esuberi
“Auspico – dice Rossi – l’impegno del governo e dell’azienda per affrontare con le soluzioni più avanzate le situazioni problematiche per la produzione e l’occupazione nello stabilimento di Sesto San Giovanni“.
“Sono certo – prosegue – che non mancherà l’attenzione del governo e la disponibilità dell’azienda al confronto e alla ricerca delle migliori risposte possibili”. “Faccio questo riferimento – conclude Rossi, preannunciando una telefonata al sindaco della cittadina lombarda – perché mi hanno colpito la dignità e la maturità che sia i sindacati sia le istituzioni di Sesto San Giovanni hanno avuto in questa vicenda, evitando polemiche nei confronti dell’intesa che oggi noi abbiamo firmato con General Electric, che anzi, essi stessi hanno definito un bene per il paese”.

Nella foto di copertina: La firma del protocollo del “Progetto Galileo” in Palazzo Sacrati Strozzi 

 

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