FUTURO IN CHE SENSO: LA RINASCITA DELLA TOSCANA

FUTURO IN CHE SENSO: LA RINASCITA DELLA TOSCANA

All’interno della Gipsoteca dell’Istituto d’Arte di Porta Romana, oggi Liceo Artistico di Firenze,
si è tenuto nei giorni scorsi un convegno dal titolo “Futuro in che senso”. Alla presenza del
presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e dell’assessore regionale alla scuola,
formazione, ricerca e università Emmanuele Bobbio, alcune aziende leader di vari settori della
produttività toscana, ricercatori e influencers internazionali si sono avvicendati in brevi
conferenze che avevano come tema comune il futuro della Toscana. Il criterio adottato nel
programmare l’evento è stato quello di analizzare le diverse realtà partecipanti dal punto di
vista dei cinque sensi. Così Ferragamo Parfums ha raccontato, attraverso l’olfatto, la sua idea di
Toscana; il gruppo El.En, leader nella ricerca, applicazione e produzione di strumentazioni
laser, rappresentava la vista; la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, attraverso gli ultimi
prototipi di biorobotica, il tatto; Powersoft, azienda leader mondiale nella produzione di
amplificatori ad alta efficienza energetica per il mercato audio professionale, l’udito. E poi il
gusto con la Giotti S.p.a., azienda che unisce tecnologia e creatività nel campo dei sapori della
tradizione culinaria, ma anche con i prodotti dell’azienda agricola Savigni e dell’azienda
vinicola Podere del Tordo. Infine, la Tessitura Artigiana Casentinese che ha coniugato tutti i
sensi con la vivacità dei colori del panno Casentino.
I lavori del pomeriggio sono stati aperti da un breve concerto di un ensemble di giovanissimi studenti della scuola di musica di Fiesole, il quartetto Cler, che ha suonato un movimento tratto dal quartetto 13 di Schubert in la minore
“Rosamunde”. E’ seguito un intervento introduttivo di Fabrice Leclerc. Il noto
economista, considerato un pioniere fra i moderni innovatori, ha sottolineato l’importanza
per la Toscana di presentarsi come un “best place to live in”, un luogo dove poter vivere una
vita lunga e felice, sana e piena di stimoli ambientali. Una scommessa che la Toscana
può vincere attraverso un investimento sul futuro dal punto di vista del paesaggio, delle
energie rinnovabili, delle infrastrutture che la rendano sempre più connessa al mondo,
autonoma e competitiva. Un altro contributo introduttivo, che ha preparato l’intervento di
Enrico Rossi e di tutte le aziende invitate, è stato quello di Patrizia Menichelli, ricercatrice di
metodologie sensoriali applicate al teatro, che ha analizzato il processo per cui da
un’esperienza sensoriale possa nascere uno stimolo creativo: la creazione di un’idea, il modo
in cui si forma nella mente, scaturisce da un evento che attiva i nostri sensi. Inoltre, la
stratificazione delle nostre esperienze corporee genera una memoria sensoriale che è la
nostra identità più profonda.

Tutte queste riflessioni iniziali hanno preparato all’ascolto dei vari contributi che si sono
avvicendati nel pomeriggio. Un modo per ascoltare la voce dell’economie del territorio
regionale con una percezione diversa dal solito, per poter entrare in contatto con l’essenza
della creatività artigianale e tecnologica che fa della Toscana un polo di capacità
imprenditoriale ed innovazione unico nel suo genere. La grande sala della Gipsoteca, in cui si
svolgeva il dibattito, sembrava assecondare il contesto di riflessione e analisi delle prospettive
future. Grandi statue in gesso, copie storiche delle più note opere di scultura rinascimentale
toscana, facevano da contorno al dibattito; ricordando ai presenti che quello che poi fu
chiamato Rinascimento, nacque in Toscana come movimento di sperimentazione e
rinnovamento scientifico e culturale, generato proprio da un forte impulso imprenditoriale.
Un processo che generò un dinamismo economico e sociale straordinario, le cui implicazioni
trasformarono il mondo di allora in un vero e proprio “nuovo mondo”, ovvero l’età moderna.

In questo senso bisogna intendere il rapporto con quelle opere d’arte immortali: non come
uno sterile sguardo al passato di grandezza della nostra identità, ma come un continuo
stimolo a ricercare un rinnovamento nelle capacità imprenditoriali delle nostre aziende,
nell’armonia dei nostri paesaggi e nel rispetto per l’ambiente che abbiamo ereditato dai nostri
padri.

di Lorenzo Cipriani

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