EPATITE C: “LA TOSCANA VA AVANTI”

EPATITE C: “LA TOSCANA VA AVANTI”

Firenze – Si va avanti col il farmaco contro l’epatite C, e senza esitazioni. Enrico Rossi l’aveva annunciato lunedi scorso, nella conferenza stampa di presentazione del comitato elettorale per la sua ricandidatura alla Presidenza della Toscana. “Nelle prossime settimane – aveva detto – la Regione Toscana reperirà le risorse economiche per pagare i costosi farmaci per contrastare l’epatite C. Faremo una trattativa per acquistarlo e somministrarlo subito a ventimila cittadini toscani che ne hanno bisogno. Non si può più attendere”. L’impegno non  è venuto meno. Anzi, si è rafforzato. Alla luce, soprattutto, della discussione in atto a livello nazionale sul modo con il quale reperire i soldi per pagare questi farmaci (che sono molto costosi). Si tratta di valutare chi e come si dovrà accollare la spesa. La ministra della salute Beatrice Lorenzin  parla di un fondo da un miliardo, le Regioni vorrebbero, invece,  inserire il medicinale nella spesa farmaceutica ordinaria, in maniera tale da far compartecipare alla spesa anche l’industria farmaceutica. Per questo, a partire dal  loro Presidente, nonchè Presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino hanno pensato al  meccanismo di “payback”, il sistema in base al quale, se la spesa farmaceutica territoriale dovesse superare l’11,35% del fondo sanitario (circa 12 miliardi di euro), metà dello sforamento dovrà essere a carico  dell’industria farmaceutica. Il ministro Lorenzin su questo tema, però, insiste a non volere abbandonare l’idea del fondo dedicato. “Ho visto – dice – la proposta delle Regione, è una follia”

LA MANOVRA IN DETTAGLIO – Enrico Rossi non ci sta e conferma la decisione presa dalla giunta regionale e che non si può più attendere. Prima con un post su Facebook: “Epatite C: la Toscana è pronta. Diamo il farmaco ai 20.000 cittadini toscani prima e poi capiremo cosa dice il Governo ‪#‎ToscanaInSalute‬“, con un rilancio più analitico nel sua sito elettorale www.toscanacisiamo.it, dove spiega anche come si potranno reperire i soldi necessari: “Le risorse saranno ricavate – dice – dal risparmio delle cure per i malati cronici, perchè il farmaco eradica l’epidemia, guarendo chi non ha ancora la cirrosi”. Rossi precisa che “non verrà contrattato il costo dei farmaci, ma la eradicazione del virus dal singolo paziente”. “In questo modo – spiega il presidente toscano – ridurremo il costo sociale della malattia sradicandola e senza pensare in modo miope solo al prezzo del vaccino”.

I nuovi farmaci, orali, ad azione diretta nei confronti del Virus dell’Epatite C, sono un’innovazione assoluta:  garantiscono il massimo beneficio della cura. Il malato guarisce completamente (se il trattamento è intrapreso prima dell’insorgenza della cirrosi), con terapia breve e senza effetti collaterali. In questo modo, il medico non dovrà più prendersi cura del paziente colpito e Il sistema sanitario non dovrà più spendere risorse. Questa cura medica raggiunge quella che, nei rating, è chiamata tripla A (AAA), laddove A rappresenta già un livello massimo di efficacia.

“La cura – sottolinea Enrico Rossi – va però iniziata il più presto possibile e estesa a tutti per garantire il massimo beneficio. Trattare esclusivamente i malati con malattia avanzata, come previsto oggi dall’AIFA, equivale, utilizzando una metafora automobilistica, a cambiare l’olio del motore solo alle auto che lo stanno fondendo o lo hanno già fuso”.

“In Toscana – prosegue – attueremo un intervento di salute pubblica eccezionale, assimilabile alla bonifica di una palude con la costruzione di una diga, o alla vaccinazione di massa per eradicare una malattia, come si fa nei casi di epidemia di vaiolo e  poliomielite”.

Rimane il vero problema: quello della sostenibilità economica, che ha la sua origine nel prezzo di queste nuove molecole, che è così alto a causa delle speculazioni finanziarie e non del costo reale.

UN PRECEDENTE – Si ricorda che già15 anni fa la Regione Toscana utilizzò, a Pisa, la modalità dell’appalto concorso per la cura dell’epatite cronica C con i farmaci allora disponibili. Fu appaltata la cura dei malati nel suo complesso,  includendo  le combinazioni di farmaci e i test di laboratorio necessari per diagnosi e monitoraggio. Si ottenne il maggior abbattimento di costi degli strumenti di diagnosi e cura a livello nazionale, rimasto bench mark di riferimento per anni.

“Oggi – dice Rossi – il progetto è un appalto concorso per l’Eradicazione dell’Epatite Cronica C dalla Regione Toscana, che prevede la contrattazione del costo della guarigione del singolo malato. Si tratta di un intervento d’emergenza sanitaria una tantum, che eradicherà questo gravissimo problema di salute dei cittadini toscani, riducendo contemporaneamente i costi sanitari”.

“Faremo spending review – conclude – e guariremo tutti i malati di epatite cronica C, che non costeranno più al sistema sanitario regionale per il problema epatico per il resto della loro vita, proprio perché trattati in fase precoce”.

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