Epatite C, la battaglia giusta di Enrico Rossi

Epatite C, la battaglia giusta di Enrico Rossi

Firenze, 11 giugno 2015 – Un ascoltatore telefona, racconta il suo dramma. E’ affetto da epatite c e domanda: quando tutti i malati come lui potranno usufruire dei nuovi farmaci salvavita, disponibili ma molto costosi? Subito i centralini di Radio 3 si infiammano. Piovono le telefonate da parte di cittadini che chiedono informazioni sulla disponibilità delle nuove terapie. La squadra della tramissione del mattino, “Tutta la città ne parla”, decide di costruire la puntata su questo tema e contatta rapidamente il presidente Enrico Rossi, che da qualche settimana sta combattendo una battaglia per riuscire a fornire a tutti i malati toscani il farmaco ora disponibile in Italia, ma molto costoso e fino ad ora somministrato solo a una piccola parte dei malati. Una vera battaglia, visto che la prima gara indetta dalla Regione per l’acquisto del farmaco è andata deserta e che contro l’iniziativa toscana (giudicandola una sorta di fuga in avanti) si sono pronunciati duramente l’Agenzia nazionale del farmaco Aifa e Farmindustria.

Enrico Rossi ha parlato ieri da Riga, in Lettonia, dove ha rappresentato la Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM), di cui è vicepresidente, al summit dei ministri della Ue responsabili delle politiche di coesione territoriali e degli affari urbani. Nonostante fosse impegnato in aula non ha voluto perdere l’occasione di chiarire ai microfoni dell’emittente nazionale lo scopo fondamentale dell’iniziativa toscana: eradicare definitivamente la malattia. “Noi abbiamo accolto il programma dell’Aifa e lo stiamo mettendo a regime – ha spiegato il presidente Rossi – I nostri tecnici, i professionisti del Consiglio sanitario regionale, sostengono però che è conveniente accelerare il processo di cura, aumentare rapidamente il numero dei pazienti ed arrivare così all’eradicamento della malattia. In Toscana ci sono 26.300 persone affette da epatite c, di cui 5500 in cirrosi”.

La gara è andata deserta, le aziende fanno “cartello”? ha chiesto il conduttore Petro Del Soldà: “Ripeteremo la gara con alcune condizioni diverse – ha tagliato corto Rossi – Vedremo la risposta. Sottolineo che queste aziende non possono sottrarsi dal fare una offerta, altrimenti penso anche io che sarebbe un atteggiamento molto grave, che potrebbe forse diventare oggetto di interessamento da parte delle procure. Noi ci siamo muovendo per vedere se con una gara è possibile acquistare uno stock di farmaci ulteriore rispetto a quello acquisito e distribuito dall’Aifa e con questo curare più ammalati. Sottolineo che questo sarebbe anche conveniente, perchè curare un malato di epatite c costa diverse migliaia di euro. In Toscana abbiamo calcolato che ogni anno spendiamo in questa cure 50 milioni circa. Senza contare il “risparmio” della sofferenza” di tante persone”.

“C’è una questione di carattere politico – ha proseguito Rossi – su cui parlamento e commissione sanità dovrebbero discutere. Siamo di fronte a un farmaco salvavita: siamo sicuri che un cittadino non lo otterrebbe dalla magistratura, se facesse ricorso in tribunale? Un’altra volta si farà ricorso a procure e tribunali, mentre invece penso che sarebbe bene che fosse la politica a decidere garantendo, nel quadro di un sevizio pubblico universalistico, l’accesso a queste cure a tutti i cittadini sulla base di un programma prestabilito. Non si scherza con la salute dei cittadini”.

Nel corso della trasmissione (a cui con Rossi hanno partecipato Roberta Villa, medico e giornalista scientifica, Ivan Gardini, presidente di Epac, il portale dei pazienti con epatite e malattie del fegato
e Antonio Gasbarrini, presidente di Fire, la Fondazione Italiana Ricerca in Epatologia e direttore responsabile del reparto di gastroenterologia del Policlinico Gemelli di Roma) sono stati anche portati alcuni dati sulla patologia: si calcola che 1milione e 200mila malati in Italia, forse di più, aspettano di sapere come e quando potranno curarsi da questa malattia silenziosa, che provoca 10.000 morti anno. Di questi circa 2-300 mila persone sono ad uno stadio più avanzato e grave della malattia. Ad oggi, ha detto il professor Gasbarrini, sono stati attivati 11-12 mila trattamenti con i nuovi farmaci, a fine anno saranno circa 25-30 mila.

di Susanna Cressati

Nella foto di copertina: Enrico Rossi, da Riga, in Lettonia, dove ha rappresentato la Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM), di cui è vicepresidente, al summit dei ministri della Ue responsabili delle politiche di coesione territoriali e degli affari urbani, interviene in diretta radiofonica al programma di Rai 3 “Tutta la città ne parla” dove si è parlato della cura dell’epatite C.
Nel link: “Tutta la città ne parla”: il farmaco anti epatite cla registrazione di “Tutta la città ne parla“, di Radio 3, nella quale Enrico Rossi e tre esperti hanno parlato del farmaco con cui si vuol eradicare l’epatite c in  Toscana.
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