Enrico Rossi “si trasferisce” a Volterra a fianco degli operai della Smith

Enrico Rossi “si trasferisce” a Volterra a fianco degli operai della Smith

Firenze  – “Io vi dico di non mollare. Non fidatevi di chi vi dice che lottare non serve. Una battaglia unitaria tra lavoratori e istituzioni è la strada maestra da seguire”. Saline di Volterra: all’assemblea degli operai della Smith BitsEnrico Rossi, tra un diluvio di applausi, mantiene la sua promessa di stare sempre accanto ai lavoratori. Per farlo ha interrotto il suo viaggio elettorale per andare sul posto della crisi. “Sospendo gli impegni elettorali. Ho deciso di andare a Saline di Volterra per incontrare gli operai della Smith Bits in assemblea. Questa partita è più importante di tutto il resto. Gli operai non sono numeri e la Toscana non è terra di rapina”.

La decisione di Enrico Rossi è arrivata nel primo pomeriggio, mentre era impegnato in alcuni incontri nell’area fiorentina. Di questa intensa giornata elettorale colpisce un paradosso: Rossi era in visita al Campus Design, dove veniva presentato il progetto per il nuovo congelatore orizzontale, realizzato con un finanziamento della Regione Toscana dalla Whirlpool, una multinazionale che ha scelto di rimanere nella nostra regione per sviluppare qualitativamente i propri prodotti. Un caso esemplare. E poi si è spostato alla Lilly Italia di Sesto Fiorentino, un’altra multinazionale che come tante altre aziende straniere (un miliardo e mezzo di investimenti complessivi dal 2010) ha fatto della Toscana il suo punto di forza. Un altro esempio positivo.

Ma in Val di Cecina risuonava invece forte il grido di dolore dei 200 operai di Saline di Volterra a cui l’azienda con sede legale negli Stati Uniti ha annunciato la chiusura. Duecento persone a breve senza lavoro, sulle 20mila che abitano l’alta valle, una zona a bassissima densità occupazionale. Senza contare l’indotto. La chiusura sarebbe un vero disastro economico e sociale. Così Rossi decide di partire per Saline, dove nel pomeriggio, di ritorno dalla manifestazione di Pisa, gli operai si sono riuniti in assemblea.

Nella foto : Gli operai della Smith Bits di Saline di Volterra hanno ripetutamente applaudito Enrico Rossi

Nella foto : Gli operai della Smith Bits di Saline di Volterra hanno ripetutamente applaudito Enrico Rossi

“Non è accettabile – ha subito dichiarato Rossi – che uno stabilimento venga chiuso dall’oggi al domani. Non è solo una questione di 200 posti di lavoro ma è in gioco l’essenza stessa della nostra democrazia, fondata sul lavoro. Per questo scriverò al Presidente della Repubblica affinché si interessi dell’argomento, al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Industria e al Ministro del Lavoro affinché si adoperino a lavorare contro l’affronto fatto ad un territorio già povero e ai margini delle aree più sviluppate. Gli operai non possono essere lasciati soli. Noi chiediamo tempo, visto tra l’altro che qui c’è ancora la possibilità di utilizzare 7 mesi di cassa integrazione”. “E intanto – ha proseguito – chiediamo alla Smith di non trasferire le tecnologie e di non assumere decisioni irreparabili. Chiediamo di sedersi a un tavolo regionale a cui inviteremo a partecipare anche altre aziende perché si discuta della prosecuzione della attività della Smith”. “I prodotti di alta tecnologia che vengono prodotti nello stabilimento di Saline – ha sottolineato – sono all’avanguardia e possono avere un futuro commerciale. Ci auguriamo che il governo si impegni su un preciso indirizzo di politica industriale. Non si chiede assistenzialismo ma l’esatto contrario. Chiediamo che l’Italia non perda una presenza produttiva ad alta qualità in modo irrimediabile. Per scongiurare questa eventualità nessuna strada e nessuno sforzo devono restare intentati”.

Ma perchè la Smith vuole chiudere? Perchè gettare via un patrimonio di conoscenze e abilità che ha consentito allo stabilimento toscano di distinguersi sul piano internazionale, tanto che proprio da qui partì la “punta” con cui fu effettuato nel 2010 lo scavo del tunnel che consentì di salvare la vita a 33 minatori cileni intrappolati a 700 metri di profondità? L’azienda parla di declino della domanda nel settore dell’estrazione petrolifera: “I vertici della multinazionale ci vengono a dire che il mercato è cambiato – replica Rossi – ma le ragioni del mercato non possono spingersi fino alla completa deresponsabilizzazione nei confronti del territorio. Non lasceremo che le logiche di un capitalismo cinico lascino per la strada, impoverendola, un’intera area della Toscana. Il tema della responsabilità sociale d’impresa, che tanto piace alle multinazionali, non può essere solo un argomento di marketing quando le cose vanno bene, deve essere un tratto distintivo delle imprese serie e, appunto, responsabili”.

Rossi ha sottolineato il contrasto tra le due vicende che oggi ha toccato con mano: “Whirpool e Smith incarnano ancora una volta ‘due Toscane’ che dobbiamo sforzarci di ricomporre. L’innovazione è una leva decisiva del progresso, ma se non è per tutti essa può comprometterlo”.

Che cosa era successo alla Whirlpool? “Voleva chiudere – ha ricordato Rossi – di fronte ai cambiamenti del mercato e alle innovazioni dei processi di produzione. Ma piuttosto che andare via ha scelto un’altra strada: ha voluto consolidare relazioni territoriali per avviare un programma di innovazione tecnologica, a cui ha dato un contributo la Regione anticipando fondi europei per 5 milioni di euro. Con quell’operazione, che si è avvalsa anche di un saggio ricorso alla ricerca integrata, è nato un brevetto (un congelatore che consuma meno, è in plastica di recupero e comunica via sms) che ha poi posto le condizioni per il salvataggio del posto di lavoro per 500 operai. Tutto questo con la Smith non è avvenuto. Se ce lo avessero detto prima avremmo potuto proporre questo schema seguito e ben sperimentato”.

Dal giorno in cui (il 27 aprile) è arrivata a Saline la notizia gli operai e l’intera comunità locale con tutte le sue istituzioni si è mobilitata, con manifestazioni partecipatissime (2000 persone in piazza il 30 aprile), assemblee, appelli a livello nazionale. Enrico Rossi ha risposto subito, promettendo agli operai un immediato interessamento. E oggi ha mantenuto l’impegno in prima persona, partecipando all’assemblea.

In questa sede ha annunciato tra l’altro la decisione di trasferire gli uffici della presidenza della Regione che si occupano delle vertenze aziendali nella zona di Saline, per seguire passo passo la vertenza Smith e quella della People Care di Collesalvetti, il call center dove sono in pericolo centinaia di posti di lavoro. Per questo, posta su Facebook, “Abbiamo approvato una delibera per trasferire un ufficio della Presidenza a Volterra dove poter seguire e presidiare da vicino le due vertenze. Gli operai sono da ora in presidio e in assemblea permanente”.

“Mi sto interessando – ha concluso Enrico Rossi – con alcune aziende pubbliche (Enel ed Eni) già committenti della Smith Bits per verificare se ci sono possibilità di intervenire con nuove commesse o altre iniziative a sostegno della continuità produttiva di questa azienda. La Regione è disponibile ad intervenire con propri investimenti per sostenere iniziative per sviluppare la ricerca, l’innovazione, la formazione e l’efficienza energetica”.

di Susanna Cressati

Nella foto di copertina: Enrico Rossi nel corso dell’intervento all’assemblea degli operai della Smith Bits di Saline di Volterra

 

 

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