ENRICO ROSSI: LA CAMPAGNA ON THE ROAD E GLI APPELLI

ENRICO ROSSI: LA CAMPAGNA ON THE ROAD E GLI APPELLI

Firenze – Ultimi giorni di campagna elettorale. Una campagna per Enrico Rossi prevalentemente on the road. Ma ora è anche tempo di confronti, televisivi e no, tempo di appelli, di appuntamenti nelle piazze. Tempo di dar fondo a tutti gli argomenti che si ritengono più forti per rafforzare il proprio consenso, conquistare nuovi voti e convincere gli incerti.
Mentre sulla stampa impazza il “toto-astensioni”, Enrico Rossi risponde alle sollecitazioni con una analisi non semplicistica: “Ci sono – dice ai microfoni di Toscana TV – molti fattori che potrebbero spiegare un calo della partecipazione al voto: comuni e regioni che vanno in ordine sparso non bastano a smuovere l’interesse, c’è un ponte lungo, c’è anche il rancore verso la politica e la sfiducia generata dalla crisi, dalla mancanza di lavoro. Ma bisognerà anche rivedere questo sistema di voto. In un’epoca in cui tutti sono connessi e in cui per tutti si è ormai rotta l’unità di spazio e di tempo,  in Italia si vota come nel dopoguerra. E chissà quando sapremo i risultati…”.
Ma il realismo non offusca la determinazione e la combattività: “Mi piace – dice ancora Rossi – il rischio, mi piace la sfida. Non ho paura di andare in piazza. E penso che ci sia una Toscana generosa, di persone che parteciperanno. Sono le persone che ho incontrato in queste settimane, nelle fabbriche che ho visitato, negli appuntamenti che sono stati organizzati. Ci sono tanti giovani, “carboni ardenti” che come me concepiscono la passione politica”.
“In questa campagna – prosegue Rossi – ho sempre messo al primo posto il lavoro, che è la preoccupazione più grande per tanti giovani e famiglie, per tanti lavoratori in cassa integrazione o che il lavoro lo hanno perso. La Regione, e io personalmente, è sempre stata presente in ogni situazione di crisi per difendere il lavoro, in qualche caso riuscendo rilanciare le imprese. Quando siamo stati sconfitti abbiamo attuato strumenti di protezione sociale. Siamo stati vicini gli imprenditori che hanno investito, rinnovato le tecnologie, si sono rilanciati sul mercato. Ho visto di persona nelle fabbriche lo sforzo produttivo degli operai, che hanno lavorato di più e si sono prodigati per fare avere più competitività. Abbiamo attratto di più, del 70% in più, gli investimenti delle multinazionali, creando un ambiente “amichevole”. Abbiamo già pronti i fondi comunitari per i prossimi cinque anni. Investimenti, investimenti, investimenti: così la ferita della disoccupazione potrà essere rimarginata.”
La vicinanza alle vicende del lavoro è uno dei temi che Rossi ha sottolineato anche nel corso del confronto alla Nazione con il candidato di Forza Italia Stefano Mugnai, a cui ha replicato (nel filmato qui sotto l’originale dell’intervento, particolarmente accalorato, di Enrico Rossi): “Ho stretto tante mani davanti alle fabbriche, a chi aveva perso il lavoro e non sapeva come mantenere la famiglia. Te invece davanti a certi cancelli non ti ci ho mai visto”.

Rossi ha riaffrontato il tema oggi, nel corso di una intervista a Toscana Media News, riferendosi alle posizioni sulla presenza dei rom di quelli che ha definito “imprenditori della paura” (la Lega, Salvini, il candidato Borghi): “Ci sono decine di migliaia di toscani senza lavoro – ha detto Rossi – ma i leghisti non ne parlano, preferiscono alimentare la paura per i poco più di 3000 rom che risiedono nella nostra regione”. Nelle interviste, negli appelli di questi giorni Rossi non si stanca di ricordare la vicenda esemplare di Piombino: “Dopo la nostra proposta di riconversione ecologica della siderurgia – ricorda – abbiamo rifatto il porto, attratto investitori. Ora la Saipem, che gestisce lo smantellamento della Costa Concordia a Genova, mi ha chiesto un incontro perchè vuole insediarsi a Piombino”. Ma non c’è solo Piombino, c’è anche Livorno, Massa Carrara, Viareggio, e le piccole e medie imprese su cui la Regione non ha allentato l’attenzione e il sostegno. C’è Prato, che non si è piegata alla crisi e alle difficoltà: “Siamo intervenuti sul problema più serio, quello della presenza dei cinesi, e stiamo cominciando davvero a cambiare le cose. Non vogliamo che si possa morire nelle fabbriche e stiamo mettendo in sicurezza tutte le aziende. A questo sforzo chiediamo corrisponda anche lo sforzo dello stato per combattere l’evasione fiscale.”

Matteo Renzi ed Enrico Rossi saranno insieme, venerdi 29 maggio, alle ore 21, al Teatro Puccini di Firenze per la chiusura della campagna elettorale del Pd.


Matteo Renzi ed Enrico Rossi saranno insieme, venerdi 29 maggio, alle ore 21, al Teatro Puccini di Firenze, per la chiusura della campagna elettorale del Pd.

La sanità è stato uno degli altri grandi temi della campagna: “Abbiamo in conti in ordine e certificati – ripete Rossi – e con l’avanzo di amministrazione finanzieremo l’acquisto dei farmaci per debellare in Toscana l’epatite C. Quello a cui pensiamo è solo la salute dei cittadini. La riforma che voglio fare, la “rivoluzione della qualità”, ha proprio questo obiettivo, continuare a fornire servizi di qualità con risorse purtroppo sempre più scarse e continuare a salvaguardare il carattere pubblico e universalistico della nostra sanità”.

I capisaldi della campagna in questo scorcio finale restano quelli del discorso di Livorno, 19 aprile, giorno dell’avvio di questo viaggio vertiginoso: la Toscana che sta in piedi davanti alla crisi, la necessità di riunificare le due Toscane, quella più forte e quella più fragile e sofferente. Il rilancio della costa, vero volano per la ripresa regionale, con la Tirrenica e le altre infrastrutture. La sfida del piano paesaggistico, la vera rendita che la fatica, il lavoro di nonni e di padri hanno lasciato in dote ai cittadini di oggi e di domani. E l’orgoglio di poter chiudere una legislatura e iniziarne un’altra a testa alta sotto il profilo morale: “Il fango che in questi anni ha colpito altre regioni e istituzioni – dice Rossi – non ci ha nemmeno sfiorati”.

E per l’appello finale, prima del silenzio elettorale, Enrico Rossi, venerdi 29 maggio, alle ore 21, sarà insieme al Premier e segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, al segretario regionale Dario Parrini e ai candidati del Pd, al Teatro Puccini, in piazza Puccini. Si vota domenica, dalle 7 alle 23.

di Susanna Cressati

 

 

 

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