E DOPO 264 ANNI LE CAVE DIVENTANO PUBBLICHE

E DOPO 264 ANNI LE CAVE DIVENTANO PUBBLICHE

Firenze – Qualcuno è addirittura arrivato a parlate di “atto quasi rivoluzionario”. E di qualcosa di veramente nuovo si tratta. Le cave di marmo di Carrara diventano tutte di proprietà pubblica. Del comune “. Sarà poi il comune a darle in concessione ai privati per un periodo di sette anni, che sarà prorogabile fino ad un massimo di  25 anni. Passato questo periodo , per darle nuovamente in concessione sarà necessaria una gara pubblica. Il primo tassello della complessa procedura di approvazione del Piano paesaggio è dunque andato in  porto. Il via libera da parte del Consiglio regionale con 28 voti a favore ed otto contrari. Non ha preso parte alla votazione Giovanni Donzelli, di Fratelli d’Italia : “non mi voglio rendere responsabile di una legge sbagliata che finisce per scontentare tutti”.  Di parere nettamente diverso il presidente toscano Enrico Rossi : “La legge – ha commentato – avrà un effetto notevole anche sul piano del paesaggio”.

La nuova legge sulle cave abolisce un editto del 1751 della duchessa Maria Teresa Cybo Malaspina. Da qui l’atto rivoluzionario.  Le realtà delle cave oggi : sono novanta e vi lavorano, compreso l’indotto, circa 12.000 persone. Il 70% circa sono pubbliche, il restante 30% private. Finora pagavano un canone di concessione solo quelle pubbliche. D’ora in poi dovranno farlo anche le private, con un quota che ammonta all’8% del valore medio dell’escavato. Per il comune di Carrara significa 4 milioni in più di entrate, rispetto agli attuali 12 milioni.

“L’obiettivo centrale della legge è quello di conciliare lavoro, ambiente e paesaggio e anche se le leggi si prestano sempre ai ricorsi, la normativa ci dà la competenza per legiferare sul settore e correttamente lo abbiamo fatto”, dichiarato il presidente della Giunta regionale, Enrico Rossi, a conclusione del dibattito in consiglio regionale. Rossi ha definito la quantificazione economica delle concessioni e del contributo regionale “una perequazione necessaria che si tradurrà in benessere e servizi per il territorio”. L’inserimento del distretto Apuo-versiliese nella legge, ha spiegato ancora, “mette insieme e tratta tutte allo stesso modo le cave esistenti dentro e fuori dai confini del parco delle Apuane”. Secondo Rossi, la norma “spinge tutti verso comportamenti più virtuosi e la filiera corta, che speriamo si realizzi al più presto, va in questa direzione”. Definendo il marmo della Apuane “un elemento di qualità di questa regione”, ha chiesto al Consiglio regionale di “sfidare gli imprenditori del settore a fare cose analoghe a quelle fatte nella zona del cuoio, così da arricchire davvero tutto il territorio”.

Carrara - Una cava di marmo sulle Apuane

Carrara – Una cava di marmo sulle Apuane

E’ intervento anche l’assessore ai trasporti e alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli : “Qualcuno – ha detto – ha parlato di legge cialtrona e superficiale, in realtà si tratta di una legge equilibrata e coraggiosa che porta a soluzione la questione dei beni estimati”. “Chi farà ricorso, ci aiuterà – ha aggiunto – a fare completa chiarezza, una volta per tutte, su questa partita”. “Il nostro obiettivo era chiaro da subito, ricondurre lo sfruttamento di un bene pubblico alla certezza del diritto. Questa è una legge che premia il lavoro e che incentiva la filiera corta all’interno del distretto e non, come qualcuno afferma, all’interno della singola azienda”. “Voglio precisare – ha concluso – che la legge non riguarda solo Carrara, come parrebbe dal dibattito, ma tutta la Toscana e riposta la pianificazione del settore e i controlli nelle mani della Regione”.  

“Chiarezza, semplificazione, riqualificazione ambientale e promozione delle filiere produttive locali”, i punti qualificanti della nuova normativa per il presidente della commissione sviluppo economico, Rosanna Pugnalini. La “riforma” come l’ha definita Pugnalini nel corso del suo intervento in Aula, “è tra le più importanti che portiamo a compimento” e “cerca un punto avanzato di equilibrio nella pianificazione del settore”. Il nostro obiettivo, dice, è “stabilire regole chiare” per il “corretto uso delle risorse minerarie”, per “assicurare una coerenza sotto il profilo della tutela del territorio e dell’ambiente”, oltre che “garantire uguali opportunità per le imprese del settore”.  “Si tratta di un tema complesso che riguarda tutta la Toscana. La legge è un esempio di buon governo”.

Nicola Nascosti, di Forza Italia, parla di “esproprio proletario” con “evidenti profili di in costituzionalità.  Di legge “Sbagliata” che “rischia di trasformare la coltivazione delle cave in una grande partecipata pubblica al di fuori di qualsiasi termine consentito dalle leggi”, parla Marco Taradash, dell’Ncd, per il quale si “aprirà una fase di contenzioso molto dura, che rallenterà o impedirà gli investimenti nel settore con danni ingenti”. “Il nostro non è stato un lavoro di ritocco delle norme esistenti, ma un intervento profondo che coniuga lavoro e tutela del paesaggio”, è il parere, invece, Vanessa Boretti (Pd ). “La legge – dice  – ha aggiunto, non effettua nessun esproprio ma avrà ricadute economiche e sociali positive sul territorio”.

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