DISOCCUPAZIONE LUNGA. ROSSI: PROBLEMA UE

DISOCCUPAZIONE LUNGA. ROSSI: PROBLEMA UE

Bruxelles – Nella riunione preliminare con il gruppo del Pse Enrico Rossi usa il francese: «Chers collègues, cher camarades, Je me permets de vous présenter les points essentiels de mon rapport sur la Recommandation de la Commission. Tout d’abord, quelques considérations préliminaires…». Enrico Rossi è a Bruxelles. In mattinata deve illustrare alla commissione lavoro e politiche sociali del Comitato delle Regioni il parere sulla Raccomandazione della Commissione europea sull’inserimento dei disoccupati di lungo periodo nel mercato del lavoro. Dal francese col Pse, Rossi torna all’italiano. E in italiano dice: «La disoccupazione è un problema europeo che deve risolvere l’Europa».
Il problema della disoccupazione di lunga durata per Rossi è l’effetto di una crisi economica di dimensione continentale e non può quindi che essere affrontato in una dimensione continentale. “Un problema dell’Europa e per l’Europa, del quale le istituzioni europee si devono fare carico con coraggio e determinazione, senza lasciare soli gli stati membri”.
La proposta è innovativa. La proposta, con tutti i suoi emendamenti e le numerose proposte tecniche, è stata approvata e a febbraio sarà discussa in plenaria in presenza del Commissario europeo di pertinenza.

RAFFORZARE I CENTRI PER L’IMPIEGO – “E’ un importante passo avanti – osserva Rossi – perché si tratta della prima proposta di questo tipo mai avanzata in Europa con l’obiettivo di riuscire, con i prossimi passi, a mettere in campo uno strumento nuovo, a livello europeo, in grado di garantire un flusso di finanziamenti indispensabile per rafforzare i centri per l’impiego”.
I disoccupati, ricorda Rossi, sono in Europa un piccolo esercito di 12 milioni di unità. Rappresenta il 5% della popolazione attiva complessiva ed è più numeroso dell’intera popolazione di 12 dei 28 stati membri. Di questi, almeno la metà è disoccupata da oltre un anno, con una probabilità di reinserirsi nel mercato del lavoro che diminuisce in proporzione all’allungarsi del periodo di disoccupazione.

ANTIDOTO CONTRO IL TERRORE – Sono numeri che la dicono lunga sull’importanza e l’urgenza di adottare strumenti per dare una soluzione al fenomeno che, se trascurato, osserva il Presidente toscano, “rappresenta non solo una perdita netta di capacità produttiva e un freno alla crescita, ma anche un rischio sul piano sociale con conseguenti degrado, frustrazione, fragilità, incertezza che sono poi terreno fertile anche per la diffusione di un’ideologia di terrore e di odio, la cui pericolosità è purtroppo davanti ai nostri occhi in questi giorni”.

LA LOTTA COMUNE DELL’EUROPA AL TERRORISMO – Così, anche il riferimento ineludibile alla tragedia di Parigi deve portare, secondo Rossi, a rafforzare la convinzione della necessità di azioni a livello europeo per consentire anche agli Stati più fragili di rafforzare i propri servizi per l’impiego, uscire dal tunnel della crisi e ridurre in maniera significativa le fonti di disagio sociale fra cui, al primo posto, la disoccupazione. Sono infatti proprio i paesi più colpiti ad aver bisogno di maggiori investimenti, ma proprio in questi paesi questi sono peraltro preclusi dal patto di stabilità.
L’intervento europeo e la messa a punto di “un meccanismo europeo di intervento contro la disoccupazione stimolerebbe – insiste Rossi – la convergenza dei diversi mercati del lavoro che oggi all’interno dell’Unione Europea presentano caratteristiche molto diverse. Si tratterebbe di un meccanismo ad implementazione graduale, un’assicurazione contro la disoccupazione di lunga durata, attivabile in modo flessibile, in presenza di crisi congiunturali di lunga durata”.

Nella foto: Enrico Rossi prepara l'intervento alla Commissione Sedec

Nella foto: Enrico Rossi prepara l’intervento che ha tenuto a Bruxelles alla Commissione Sedec.

Solo così, conclude Rossi, si potrà affrontare efficacemente un problema che, se non risolto, rischia di essere un “ostacolo alla debole ripresa economica manifestatasi in questi mesi”. “Non può esservi – dice Rossi – una vera e stabile crescita se non fondata sul lavoro e può essere questa l’occasione, richiamata da Claude Juncker, per costruire un mercato unico del lavoro con una base di diritti sociali riconosciuti e livello continentale”.

Commenta lo stesso Rossi su Facebook: “Le regioni d’ Europa hanno approvato oggi la mia proposta di considerare un problema europeo la disoccupazione di lungo periodo, cioè quella superiore ad un anno. È un risultato importante. Un primo passo per istituire un fondo europeo a protezione dei lavoratori disoccupati di lungo periodo. La proposta dovrà passare poi dal parlamento europeo e dal consiglio dei ministri europei degli affari sociali. Ci vorrà tempo. Ma un seme importante è stato gettato. Pensavo ai tanti lavoratori che ho incontrato e che sono in procinto di perdere ogni protezione sociale. Pensavo al partito socialista europeo che avrebbero dovuto porre questo problema dall’inizio della crisi. Pensare ai lavoratori più deboli e ai disoccupati è infatti il primo compito della sinistra”.

A margine della riunione della Commissione politiche sociali e lavoro (Sedec), Enrico Rossi torna a parlare dei fatti di Parigi e della lotta al terrorismo. Dopo gli attacchi di Parigi, ribadisce, “e’ fondato parlare di un atto di guerra, ma ormai sono tutti obiettivi sensibili” e “non credo si possa pensare di garantire sicurezza alzando muri o chiudendo le frontiere: ci si muove su tutt’altro piano, oltretutto quando il nemico in molti casi e’ all’interno”.
Secondo Rossi, “il tema della sicurezza e’ un tema nazionale ma deve diventare europeo: ci sarebbe più sicurezza per tutti e si prenderebbe meno in giro la gente chiudendo le frontiere, abbiamo capito tutti quanti che non e’ quello il problema”. “Mi sembra ragionevole – aggiunge – e so che ci stanno lavorando, per avere un sistema di scambio di intelligence e di sicurezza piu’ coordinato”. “Ci sono – prosegue Rossi – gia’ molti dati e se fossero portati a fattore comune saremmo capaci di migliori controlli”. “Condivido l’opinione di chi dice che anche qui l’Europa debba fare un passo avanti decisivo, e dovrebbe farlo anche in politica estera”, conclude il governatore della Toscana.
“PIANO MARSHALL” PER I GIOVANDEL MEDIO ORIENTERossi che auspica un ‘Piano Marshall‘ per i giovani dei Paesi dell’area del Medio Oriente e dei Paesi della primavera araba “perche’ abbiano una prospettiva di crescita, di sviluppo: relazioni economiche sempre piu’ solide sono l’antidoto piu’ efficace contro la guerra, il terrorismo”.

Fonte: Toscana Notizie

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