DA LUCCHINI A CEVITAL, IL FUTURO RIPARTE

DA LUCCHINI A CEVITAL, IL FUTURO RIPARTE

Entro in fabbrica nel febbraio del 1986 e mi inseriscono in un reparto importante ma sempre
considerato il niente, il centro rimpiazzi. Questo reparto consente ai lavoratori di farsi una idea della
fabbrica, perché ogni giorno ti inviano a rimpiazzare lavoratori in ogni reparto diverso, cosa che a
mio avviso, è mancata a tutti quei lavoratori entrati dopo il 1996, anno in cui è stato cancellato quel
reparto.
Sono anni in cui il numero dei lavoratori è sempre notevole, ma sono anche gli anni dei
prepensionamenti, molti lavoratori iniziano ad uscire dalla fabbrica, per diventare pensionati,
avendo minimo 55 anni di età e, dopo qualche anno, questo minimo scende a 50 anni. Si rinnovano
le maestranze e, nello stesso tempo, si riducono: si passa dai 7823 degli anni ’80 ai 3500 del
1993, quando da partecipazione statale IRI, la fabbrica viene ceduta a Lucchini dopo 38 giorni di
sciopero.

Con Lucchini si arriva al 2004, quando sta per portare i libri in tribunale e invece, come un colpo
di fulmine, subentra la russa Severstal, una grande multinazionale russa che poi cederà la fabbrica a
Mordaschov nel 2008, che la lascierà in mano alle banche nel 2009, quando ormai la crisi scoppiata
dalle banche statunitensi, stava prendendo a macchia d’olio.
Da quel momento iniziammo un periodo di lotte non solo caratterizzate da scioperi, ma spesso da
iniziative per far in modo di attirare l’attenzione ai massimi livelli.
Siamo andati in piazzetta Cuccia a Milano per farci ricevere dai massimi vertici delle banche a
cui si riuscì a strappare ancora dei milioni per tirare avanti l’altoforno, salimmo sul tetto di un
capannone all’interno della fabbrica, insieme al Sindaco Gianni Anselmi, per attirare la stampa e
per smuovere il Governo sulla vertenza Lucchini. Nel dicemnbre del 2012 lo stabilimento viene
Commissariato e messo sotto la guida di un Commissario Straordinario, il dott. Piero Nardi.

Piombino - L'altoforno della     Lucchini, il simbolo della storia della siderurgia  e delle lotte sindacali piombinesi

Piombino – L’altoforno della Lucchini, il simbolo della storia della siderurgia e delle lotte sindacali piombinesi

Abbiamo occupato strade, il porto di Piombino, siamo andati ad incontrare il Presidente dellaRepubblica Napolitano ed il Presidente del Consiglio Letta che ci  ricevettero a Firenze dopo una riunione dell’ANCI per poi andare ad occupare il Rivellino (una fortezza all’ingresso di Piombino) dove rimanemmo giorno e notte, ancora con il Sindaco di Piombino Gianni Anselmi e i ragazzi del Collettivo 3 passi avanti. Si cercò di tenere acceso il più possibile il nostro altoforno fermato poi il 24 aprile del 2014, periodo di elezioni, quando si parlava di Piombino come la “peste rossa”.

Nel mese di Gennaio è stata fermata anche la cokeria, quindi l’area a caldo si ferma completamente mentre
la laminazione, con i suoi tre impianti e la logistica, continua a lavorate dando la possibilità di
reggere con un ammortizzatore sociale, i Contratti di Solidarietà. Ora siamo in attesa di un contratto
definitivo di acquisto della fabbrica da parte della multinazionale dell’agroindustriale algerina
Cevital, che intende svilupparsi su due settori, l’agroindustriale e l’acciaio, con la costruzione
di una nuova acciaieria con due forni elettrici, valutando anche se è possibile e conveniente
riaccendere l’altoforno, anche temporaneamente, in attesa dei forni elettrici. Certamente dovrà far
fronte al costo dell’energia, che è il tema principale per essere competitivi.
Poi ci sono aspetti ancora da definire come le bonifiche, l’area portuale, che sta modellando il nostro
porto, facendolo diventare uno dei più importanti porti del Mar Mediterraneo, la costruzione del
bacino per la rottamazioni delle navi, la TAP, che è uno strumento mangiascorie, ma anche produttore
di una pavimentazione utile, ad esempio alla piattaforma agroindustriale di Cevital, ed, infine, la parte
logistica che dovrà far arrivare la strada 398 ma prevedere anche la ferrovia sulle banchine, come i
porti più competitivi del mondo.

di Mirko Lami

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