Tsipras o Merkel? Rossi preferisce una terza via

Tsipras o Merkel? Rossi preferisce una terza via

Sono giorni cruciali per i destini dell’Europa e dell’euro. Per via della Grecia. Domenica i greci si troveranno di frionte a due scelte: dire no alle richieste dell’Europa o si a Tsipras e Varoufakis. Il no o il si prefigurano due scenari opposti. Tsipras ha annunciato le sue dimissioni nel caso dovessero affermarsi i si. In una lunga intervista al Sole 24 Ore, il premier Matteo Renzi si schiera con Angela Merkel e non risparmia critiche al premier greco.”Una cosa è chiedere flessibilità nel rispetto delle regole. Un’altra è pensare di essere il più furbo di tutti, essere, cioè, quello che le regole non le rispetta”. “I negoziati li ha interrotti Varoufakis, purtroppo. Il problema – continua Renzi – non è su chi ha sbagliato per primo, questo non è l’asilo. Il punto è che la Grecia può ottenere condizioni diverse ma deve rispettare le regole. Altrimenti non c’è più una comunità”. Renzi fa degli esempi: “Scusi, noi abbiamo fatto la riforma delle pensioni: ma non è che abbiamo tolto le baby pensioni agli italiani per lasciarle ai greci eh! Noi abbiamo fatto la riforma del lavoro, ma non è che con i nostri soldi alcuni armatori greci possono continuare a non pagare le tasse. Potrei continuare”.

E pensa anche, con preoccupazione, alle eventuali ripercussioni sulle vicine prossime elezioni in Spagna e in Francia: “Aggiungo che se c’è il tana libera tutti sulle regole, che succede in Spagna a ottobre? E in Francia tra un anno e mezzo? Una cosa è chiedere flessibilità nel rispetto delle regole. Un’altra è pensare di essere il più furbo di tutti, essere cioè quello che le regole non le rispetta. Noi vogliamo salvare la Grecia, ma devono volerlo anche i greci. Altrimenti non funziona”. Per questo, il “no di Alexis e dei suoi mi è sembrato inutilmente ostinato”. E’ un comodo alibi, prosegue Renzi, dare la colpa alla Germania per quello che sta accadendo in Grecia. Non corrisponde alla realtà. La Merkel è stata in prima fila per cercare di trovare un accordo, anche contro l’opinione pubblica tedesca. Ma ora, il rischio è che il referendum si trasformi in un “Merkel contro Tsipras”. Sarebbe un errore, ma è quello che vuole il premier ellenico.

Renzi si schiera, dunque con la Cancelliera Merkel. Enrico Rossi, presidente della Toscana, invece, non si schiera con nessuno dei due: “Né con la Merkel, né con Tsipras. Per una nuova sinistra europea”, scrive di prima mattina sul suo profilo Facebook, il presidente. “Sulla Grecia – precisa – io non vedo alternative ad un accordo. Pena l’avventura su terreni inesplorati, il fallimento dell’idea di Europa, una nuova crisi che potrebbe mettere in ginocchio la fragile ripresa e spingere verso ulteriori politiche di austerità e quindi di recessione”.

Le colpe della Markel e di Tsipras - Rossi (che, rispondendo ad un commento al suo post, dice “io, fossi in Grecia, mi sarei schierato con il partito socialista di Papandreu“), spiega:  “Se si è sull’orlo del disastro, lo si deve al gioco al rialzo e tutto ideologico che ha contrapposto la destra conservatrice della Merkel e la sinistra populista di Syriza”. “Di questo gioco ne sono prova le dichiarazioni di Tsipras che chiede un ‘no al referendum per essere più forte nei negoziati’ e della stessa Merkel che dichiara che ‘se fallisce l’euro, fallisce l’Europa’. “Il gioco al rialzo – spiega Rossi – può avere una prospettiva catastrofica per entrambe le parti. Intanto le borse crollano e lo spread risale per l’Italia, la Grecia è in svendita e i cittadini fanno le code ai bancomat”.

E’ in gioco il futuro dell’Europa: “Destra conservatrice e populismo – scrive Rossi – rischiano per ragioni ideologiche e politiche di assestare un colpo definitivo al futuro dell’Europa; l’unica dimensione entro cui provare a contare in un mondo globalizzato, ed entro cui, cambiando le politiche di austerità, ritrovare la via del benessere e dei diritti per i ceti popolari e per gli emarginati”.

La terza viaRossi indica una terza via, tra destra conservatrice e populismo: “Non è debolezza non schierarsi né con la Merkel né con Tsipras. Sarebbe invece un segno di forza motivare le ragioni del dissenso verso entrambi. Sarebbe un segno di lungimiranza indicare una terza via tra destra conservatrice e populismo e rivendicare la necessità di costruire una nuova sinistra socialista europea, finalmente libera dalla subordinazione agli interessi del capitalismo finanziario e dall’egemonia politica della destra tedesca”.
L’impegno primario, per Rossi, è rilanciare l’idea di un nuovo socialismo europeo, “alla cui crescita il PD deve avere il coraggio di dedicarsi con convinzione”.
Bisogna percorrere questa strada, perché, è sempre Rossi, “a ben vedere questa prospettiva è l’unica che può realmente interpretare fino in fondo anche gli interessi nazionali dell’Italia, che sotto i limiti imposti dalle politiche di austerità non trova la via per uscire dalla crisi e per combattere la disoccupazione.
Se non fossero gli ideali, dovrebbero essere gli interessi, non ultimi quelli politici, a spingerci su questa strada”.

di Franco De Felice

Nella foto di copertina (da IlPost.it): Manifestazione in Grecia a favore del No

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