BRUXELLES: PASSA LA LINEA ROSSI SUI DISOCCUPATI

BRUXELLES: PASSA LA LINEA ROSSI SUI DISOCCUPATI

Bruxelles- Solo dieci voti contrari. L’assemblea plenaria del Comitato delle Regioni Europee approva. Di fatto l’unanimità. Per una “raccomandazione” all’Unione Europea di cui, a nome del Comitato, Enrico Rossi, il presidente della Toscana, si è fatto interprete e ci ha lavorato intensamente. Con uno scopo dichiarato : la disoccupazione diventi materia europea.
Il documento illustrato dal presidente toscano  (alla fine dell’articolo il video del suo intervento) impegna l’Unione Europea a trovare soldi per contrastare la disoccupazione di lungo periodo. In Europa su 12 milioni di cittadini disoccupati, oltre la meta’ sono disoccupati da oltre un anno. E’ una situazione che se non affrontata rischia di generare, dice Rossi, “marginalita’ sociale se non addirittura di poverta’ assoluta”.

Attualmente l’Europa mantiene a totale carico dei singoli Paesi l’intero onere del potenziamento e riorganizzazione dei Servizi per l’Impiego. Serve un cambiamento, una svolta. “Solo un’azione a livello comunitario – è il parere di Rossi – puo’ consentire un effettivo rafforzamento delle capacita’ dei Paesi membri piu’ colpiti dalla crisi”. La Raccomandazione sull’inserimento nel mercato del lavoro i disoccupati di lungo periodo cosi’ com’e’ e’ poco incisiva. Rossi chiede di distinguere le esigenze piu’ strutturali della disoccupazione rispetto alle quali ogni paese potrebbe operare con risorse proprie o con i propri fondi strutturali (Fse), da quelle determinate da picchi di disoccupazione generati da crisi lunghe e profonde come quella attuale. Quando poi verra’ introdotta la tassa sulle transazioni finanziarie (la Tobin Tax generalizzata in Europa), questa, osserva il Presidente toscano, “potrebbe essere usata per finanziare interventi” a sostegno dei disoccupati di lungo periodo.
Rossi, su Facebook, riassume la giornata di ieri e il senso della battaglia portata avanti: “Contro l’austerità al fianco dei lavoratori. Un’Europa sociale e vicina ai lavoratori sarà quella che si farà carico dei lavoratori che stanno pagando il costo di una crisi che non hanno creato”.

La disoccupazione, dopo il via libera di ieri, diventa, quindi, un tema europeo e riguarda milioni di cittadini rimasti senza lavoro, di cui piu’ della meta’ da oltre un anno e va affrontata con strumenti e azioni comuni. Nella pratica, si sdogana l’idea di uffici dell’impiego con standard comuni e di un sussidio europeo al reddito per quanti rimangono a lungo fuori dal mercato del lavoro. “L’Europa che vogliamo – spiega Rossi – e’ anche un’Europa sociale, che si occupa dei cittadini, dei ceti piu’ deboli, utile anche a contrastare la deriva dell’Europa dei regolamenti, dello zero virgola, che poi nasce soprattutto dal deficit politico”. Sarà decisiva la funzione dei centri per l’impiego. “E’ evidente – osserva – che ci sono enormi differenze fra i Paesi, per cui c’è la necessita’ di azioni comuni, politiche attive di reinserimento, utilizzando fondi europei”.

In concreto, “chiediamo – spiega Rossi – che i disoccupati si impegnino con un patto ad effettuare lavori di pubblica utilita’ e a seguire corsi di formazione”. Se non fosse possibile il reinserimento sul mercato del lavoro, si pensa a forme di sostegno del reddito: “Non si tratta di assistenzialismo, ma – osserva- di valorizzare le risorse umane, il lavoro, fondamentale anche per la ripresa nel nostro
Continente”.

Rossi indica anche una scadenza: prevedere che le misure proposte possano essere valutate all’interno della prossima revisione del quadro finanziario 2014-2020, perché, dice, “in gioco ci sono questioni sociali importanti e il ruolo dell’Unione Europea su questi temi”.

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