Banche e Borsa spiegate ai bambini per evitare gli squali

Banche e Borsa spiegate ai bambini per evitare gli squali

di Bancor

- La banca è come un salvadanaio magico. Conserva i risparmi e ogni anno da un premio chiamato interessi.
Perché la banca è così generosa nel custodire il denaro delle persone dando pure un premio?
Semplice: perché a sua volta usa i soldi dei risparmiatori per prestarli a chi vuole comprare casa e non ha il denaro necessario, ai commercianti per comprare le merci da vendere nei loro negozi, alle industrie per produrre le cose che sanno fare.
Questi signori pagano qualcosa di più del premio che la banca da ai risparmiatori; la differenza serve per gli stipendi agli impiegati, le altre spese e il guadagno della banca.
Sembra un salvadanaio magico! Tutti felici.
I risparmiatori contenti di guadagnare tenendo i soldi al riparo dei ladri; quelli che chiedono prestiti felici di finanziare la propria attività pagando un premio alla banca.
E’ sempre così? Quasi sempre è così.
Ogni tanto succede però che chi prende i soldi in prestito fa patatrac, cioè fallisce. Per fortuna esistono autorità (Banca d’Itala e Banca Centrale Europea) che devono controllare che le banche siano sempre in grado di restituire il denaro ai depositanti.
Se però quelli che falliscono sono tanti, nonostante i controlli, allora la banca non riesce più a restituire tutti i soldi ai risparmiatori che si sono fidati di lei.
Anche i salvadanai magici ogni tanto si rompono lo stesso.
E allora, non bisogna avere più fiducia nelle banche e tornare al vecchio salvadanaio di coccio?
No. Perché le stesse banche, tutte insieme, hanno messo da parte una grande somma che serve a pagare i risparmiatori delle banche fallite, fino a € 100 mila ciascuno.
E a chi ha depositato di più di 100 mila che succede? Succede che potrà perdere una piccola parte dei suoi risparmi. Un piccolo rischio..
Non grave però, perché un risparmiatore ricco ha i mezzi per sapere se la banca cui affida i suoi soldi è sicura e solida.

La Borsa è quel posto, visto tante volte nei film dove gente indaffarata compra e vende urlando azioni (cioè pezzettini) di società quotate. Oggi non si compra o vende più urlando; si fa tramite computer, ma il sistema è uguale.
Sempre più si comprano azioni senza avere i soldi e si vendono azioni che non si posseggono. Si compra oggi sperando che al momento di pagare l’azione valga di più. Per esempio si compra a 10€ per azione, sperando che al momento di pagare il prezzo sia di 11€, guadagnando 1€ cadauna senza fatica. E si vendono azioni che non si hanno, sempre per esempio, a 10€ sperando di ricomprarle a 8€ e così guadagnando 2€ velocemente.
Sono delle vere e proprie scommesse; la Borsa in questo caso si comporta come le sale scommesse delle corse dei cavalli, dove si punta sul cavallo vincente o anche su quello che arriva ultimo.
I miliardi di acquisti, di vendite e di scommesse che arrivano nelle borse tramite computer formano la “speculazione”. Se tutti scommettono che una società o anche una materia prima (petrolio, grano, oro, etc.) scenderà di valore avremo un ribasso molto forte. Come sta accadendo nel petrolio o nelle azioni delle banche italiane in questi giorni, il Monte dei Paschi in particolare. Chi ha scommesso al ribasso, cioè chi ha venduto petrolio o azioni bancarie senza averle, probabilmente avrà guadagnato moltissimo.
Ma poiché neanche in borsa i soldi nascono dal nulla per i tanti che si arricchiscono ce ne sono altrettanti che si impoveriscono.
Dobbiamo diventare tutti dei cinici speculatori tra gli squali del mondo della Finanza?
Chi è bravo e svelto può provarci, ma con prudenza. Come dice il vecchio proverbio: “quando stai in mezzo agli squali stai attento a non perdere sangue”.

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