ASSOLUZIONE RIINA, LA TOSCANA SI APPELLA

ASSOLUZIONE RIINA, LA TOSCANA SI APPELLA

Firenze, 25 agosto 2015 – La Regione Toscana presenta appello contro la sentenza di assoluzione di Totò Riina quale mandante della strage del rapido 904, la  “strage di Natale” del 23 dicembre 1984: un ordigno, collocato all’interno del treno, fatto esplodere nella galleria di San Benedetto Val di Sambro sull’Appennino tosco-emiliano, provocò la morte di 16 persone e il ferimento di altre 260. La bomba era stata posizionata durante la sosta nella stazione di Firenze Santa Maria Novella su una griglia dei bagagli nella carrozza nove di seconda classe, al centro del treno.

La notizia dell’appello la dà lo stesso presidente toscano Enrico Rossi con un post sul suo profilo Facebook. “Nel 1984, vicino Vernio, avvenne la strage del rapido 904. Mancava – ricorda Rossi - poco a Natale e il treno era affollato di viaggiatori che tornavano da famiglie e parenti. Ci furono 16 vittime. Di questa strage devono rispondere sia gli esecutori materiali che il mandante. Per questo abbiamo scelto di ricorrere in appello contro l’assoluzione di Totò Riina. Sono passati più di 30 anni ma il nostro bisogno di giustizia non si placa”.

Per Rossi rimane “doveroso fare chiarezza”.  L’appello, scritto dall’Avvocatura regionale, è stato depositato presso la cancelleria della Corte di Assise a Firenze. La decisione della Regione si aggiunge agli appelli già presentati dalla Procura della Repubblica e dall’Avvocatura dello Stato contro la medesima sentenza pronunciata dalla Corte di Assise di Firenze nella primavera di quest’anno con la formula “per non aver commesso il fatto.

Per la strage, l’atto d’appello presentato dall’Avvocatura regionale, si ricorda, erano state già condannate 4 persone, fra le quali una figura nota come appartenente all’associazione mafiosa “cosa nostra” come Pippo Calò, e ne era stata accertata con varie sentenze passate in giudicato la “matrice mafiosa”. Ulteriori elementi e testimonianze (fra le quali quella di Giovanni Brusca) indicavano in Totò Riina, che all’epoca della strage era già il capo di “cosa nostra”, come il mandante della strage stessa. Di qui il procedimento aperto nel 2014 presso la Corte d’Assise di Firenze e la costituzione di parte civile per i danni morali anche da parte della Regione Toscana.

La sentenza emessa il 14 aprile 2015 aveva però assolto Riina, ritenendo che non si fosse raggiunta la prova della sua responsabilità. La Regione Toscana contesta quella sentenza, ritiene che sia dimostrata la responsabilità di Riina e chiede il risarcimento dei danni morali.

“Ci associamo – spiega il presidente Rossi – alle richieste di chi, come il pm della Dda di Firenze, Angela Pietroiusti, che ha già presentato appello, ritiene non solo sbagliata la sentenza di primo grado che assolve Riina, ma anche pienamente provata la responsabilità del boss di “cosa nostra”, in questo come in altri eventi stragisti che sono maturati nello stesso contesto mafioso. Dopo tanti anni crediamo che si debba mettere un punto fermo su questo capitolo e che ne debbano rispondere in pieno non solo gli esecutori materiali ma anche i mandanti.

Questo – conclude Rossi – è doveroso verso i familiari delle vittime e verso i cittadini toscani, perché è nel nostro territorio che sono avvenute molte di quelle stragi, che rappresentano una delle pagine più dolorose e inquietanti della storia italiana.”

 Fonte: Toscana Notizie

Foto di copertina (da La Repubblica Firenze): La strage del Rapido 904 nella Galleria di San Benedetto Val di Sambro la notte del 23 dicembre 1984

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